EPS: prezzi al mq 2026, polistirene espanso bianco e grafitato e le differenze con l’XPS
Quanto costa l’EPS (polistirene espanso) al mq nel 2026?
Risposta in 30 secondi: l’EPS (polistirene espanso sinterizzato) come solo materiale costa orientativamente 4-9 €/mq nella versione bianca per gli spessori da cappotto (6-10 cm) e 6-13 €/mq nella versione grafitata (con grafite, che migliora la conducibilità termica). È l’isolante più usato per il cappotto termico a parete grazie a costo contenuto, leggerezza e buona traspirabilità; dove invece serve resistere all’acqua o a carichi elevati (contro-terra, pavimenti carrabili) si preferisce l’XPS. Questi valori riguardano il solo materiale, non la posa, e sono stime di mercato 2026 a scopo orientativo. Calcola una stima personalizzata →
L’EPS, cioè il polistirene espanso sinterizzato (in inglese expanded polystyrene, noto anche come polistirolo espanso o con il nome commerciale storico Styropor), è un isolante plastico ottenuto saldando tra loro perle di polistirene pre-espanse. È il materiale più diffuso in Italia per il cappotto termico a parete e per l’isolamento di pavimenti e sottofondi. Questa guida raccoglie i prezzi 2026 per spessore, la differenza tra EPS bianco ed EPS grafitato, le caratteristiche tecniche (conducibilità lambda, densità, assorbimento d’acqua, reazione al fuoco), la posa a cappotto e il confronto con XPS e lana di roccia.
Cos’è l’EPS: dalle perle di polistirene ai pannelli isolanti di oggi
L’EPS nasce da granuli di polistirene contenenti un agente espandente (pentano): i granuli vengono prima pre-espansi con vapore fino a diventare piccole perle leggere piene d’aria, poi sinterizzati (saldati tra loro) in stampi con altro vapore, ottenendo blocchi tagliati in pannelli. A differenza dell’XPS, omogeneo e ottenuto per estrusione continua, l’EPS conserva la struttura a perle: i microvuoti tra una perla e l’altra ne spiegano la maggiore leggerezza e traspirabilità, ma anche il maggiore assorbimento d’acqua.
Ieri: nasce lo Styropor, il polistirolo espanso
Il polistirene espanso in perle viene brevettato dalla BASF negli anni Cinquanta con il marchio Styropor, da cui il nome comune “polistirolo”. Nato per imballaggi e galleggianti, viene adottato in edilizia come isolante termico con l’edilizia residenziale del secondo dopoguerra, diventando poi il materiale di riferimento per il cappotto grazie al basso costo e alla facilità di lavorazione.
Oggi: normato UNI EN 13163, bianco e grafitato
I pannelli attuali sono normati dalla UNI EN 13163 (prodotti isolanti termici per l’edilizia in polistirene espanso, ottenuti in fabbrica), che ne definisce le prestazioni dichiarate: conducibilità termica, resistenza a compressione, reazione al fuoco, assorbimento d’acqua. Accanto all’EPS bianco tradizionale si è affermato l’EPS grafitato (o con grafite), grigio, che a parità di spessore isola di più. Le formulazioni per edilizia impiegano ritardanti di fiamma alternativi all’HBCD, sostanza progressivamente eliminata dalla produzione europea per le restrizioni sui POP (inquinanti organici persistenti). Il valore esatto delle prestazioni va sempre letto sulla scheda tecnica del prodotto scelto.
Domani: più riciclo e recupero dei pannelli
Il settore lavora sul recupero e sul riciclo dei pannelli (materiale in sé riciclabile) e su una quota crescente di contenuto riciclato in ingresso, senza che questo abbia finora modificato in modo sostanziale le prestazioni dei prodotti in commercio. Restano oggetto di attenzione la gestione a fine vita e la separabilità dell’isolante dagli altri strati del cappotto in demolizione.
Prezzi EPS 2026: quanto costa per spessore
I prezzi che seguono riguardano il solo materiale (pannelli di polistirene espanso), IVA inclusa, senza posa né opere accessorie: sono stime di mercato 2026 a scopo orientativo, da confermare sempre con un preventivo specifico. Il prezzo dell’EPS al mq dipende soprattutto da spessore e tipo (bianco o grafitato): a parità di spessore, un pannello grafitato costa orientativamente il 20-35% in più del bianco, ma isola di più.
| Spessore | €/mq orientativo (EPS bianco) | €/mq orientativo (EPS grafitato) |
|---|---|---|
| 4 cm | 3-5 €/mq | 4-7 €/mq |
| 6 cm | 4-7 €/mq | 6-9 €/mq |
| 8 cm | 5-9 €/mq | 7-12 €/mq |
| 10 cm | 7-11 €/mq | 9-15 €/mq |
| 12 cm | 8-13 €/mq | 11-18 €/mq |
| 14 cm | 10-15 €/mq | 13-21 €/mq |
Attenzione a non confondere il prezzo del solo pannello con quello del cappotto termico completo: il materiale è solo una voce. Per farsi un’idea concreta, isolare una facciata di 100 mq con pannelli di EPS bianco da 10 cm costa orientativamente 700-1.100 € di solo materiale, a cui vanno aggiunti ponteggio, adesivo, tasselli, rete, rasante e finitura: il costo del sistema a cappotto finito è molto più alto e lo trovi inquadrato nella nostra guida ai costi di ristrutturazione al mq e nella guida al cappotto termico.
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EPS bianco o EPS grafitato (con grafite)?
La differenza più utile da capire prima di scegliere è quella tra i due grandi tipi di EPS in commercio, che cambiano prestazione e prezzo.
L’EPS bianco è il polistirene espanso tradizionale: economico, leggero, con conducibilità termica (lambda) generalmente attorno a 0,036-0,038 W/mK. L’EPS grafitato (o con grafite, grigio scuro) contiene particelle di grafite che riflettono la radiazione termica infrarossa: a parità di spessore isola di più, con lambda che scende orientativamente a 0,030-0,032 W/mK. In pratica, con il grafitato si ottiene la stessa resistenza termica usando qualche centimetro in meno di spessore — utile dove lo spazio è limitato (cappotto interno, distanze dai confini).
Un dettaglio di posa: i pannelli grafitati, essendo scuri, si scaldano molto al sole diretto durante l’installazione e possono dilatarsi, per questo vanno posati con la facciata protetta da reti ombreggianti o nelle ore meno calde, come indicato dal produttore. La scelta tra bianco e grafitato, e lo spessore, va valutata con un tecnico in base a obiettivo energetico, spazio disponibile e budget.
Caratteristiche tecniche dell’EPS
Conducibilità termica (lambda)
La conducibilità termica dell’EPS (valore lambda, λ) dei prodotti in commercio è generalmente compresa tra 0,031 e 0,038 W/mK: più il valore è basso, migliore è la capacità isolante a parità di spessore. I valori più bassi riguardano il grafitato, quelli più alti il bianco standard. Il dato esatto va verificato sulla scheda tecnica, insieme allo spessore necessario per raggiungere la resistenza termica richiesta dal progetto.
Densità e classi di resistenza a compressione
La densità dell’EPS in commercio va orientativamente da 10 a 40 kg/mc a seconda dell’uso. Un parametro più utile della densità nuda è la resistenza a compressione (indicata come CS(10), in kPa), spesso richiamata nel nome commerciale del prodotto: un “EPS 100” ha una resistenza a compressione di circa 100 kPa. Per il cappotto a parete si usano tipicamente classi EPS 80-100-120, mentre per i pavimenti sotto massetto, dove il materiale deve reggere il peso del getto e i carichi, si sale a EPS 150-200. La classe richiesta va indicata dal progettista in base ai carichi previsti.
Assorbimento d’acqua e traspirabilità
Rispetto all’XPS, l’EPS ha un assorbimento d’acqua più alto, per via dei microvuoti tra le perle: per questo non è adatto ai contesti a contatto permanente con acqua o terreno (contro-terra, tetto rovescio), dove si preferisce l’XPS. In compenso è più traspirante: il fattore di resistenza alla diffusione del vapore (μ) è orientativamente 30-70, più basso di quello dell’XPS (quasi una barriera al vapore), pur restando meno traspirante degli isolanti naturali come sughero o fibra di legno. In un cappotto a parete asciutto e protetto dalla rasatura l’assorbimento d’acqua non è un problema: è per questo che l’EPS è l’isolante di riferimento per il cappotto.
Reazione al fuoco: Euroclasse E
L’EPS per edilizia è additivato con un ritardante di fiamma e rientra generalmente in Euroclasse E secondo la EN 13501-1: è un materiale combustibile, che rallenta la propagazione della fiamma ma non è incombustibile come le lane minerali (classe A1/A2). Per questo, nel cappotto, non resta mai a vista ma è protetto dalla rasatura armata, e in molti edifici la normativa antincendio richiede fasce e davanzali in lana minerale (classe A) attorno alle aperture e a interpiano, come barriera al fuoco. La stratigrafia e i requisiti antincendio esatti dipendono dall’altezza dell’edificio e vanno sempre verificati con un tecnico abilitato.
Dove si usa l’EPS
La combinazione di basso costo, leggerezza e buona lavorabilità rende l’EPS il materiale più usato per il cappotto termico e per diversi impieghi a pavimento, purché il materiale resti asciutto e protetto.
| Applicazione | Perché l’EPS | Tipo/classe consigliata |
|---|---|---|
| Cappotto termico esterno (eps per cappotto) | È l’isolante più usato per il cappotto a parete: costo contenuto, leggero, facile da rasare | EPS 80-120, bianco o grafitato |
| Cappotto interno / contropareti | Isola pareti perimetrali fredde dall’interno senza intervenire in facciata; l’EPS grafitato riduce lo spessore rubato alla stanza | EPS grafitato, spessori contenuti |
| Pavimenti e sottofondi (eps sotto massetto) | Isola il pavimento verso vespaio o piano non riscaldato e sostiene il peso del massetto | EPS 150-200 (alta resistenza) |
| Pavimento radiante (pannello bugnato) | I pannelli sagomati con bugne bloccano e distanziano le tubazioni del riscaldamento a pavimento, integrando isolamento e supporto | Pannello bugnato in EPS ad alta densità |
| Alleggerimenti e sottofondi (eps in granuli) | Granuli o calcestruzzo alleggerito con EPS per sottofondi isolanti e livellamento leggero | EPS in granuli sfusi |
L’uso principale resta comunque il cappotto: nella maggior parte delle facciate isolate in Italia, il pannello sotto la rasatura è in EPS. Se l’isolamento fa parte di un intervento più ampio, la nostra guida al costo di ristrutturazione di un appartamento nel 2026 aiuta a inquadrare il budget complessivo.
Posa dell’EPS a cappotto: come funziona
La posa dell’EPS a cappotto (sistema a isolamento termico “a cappotto”, ETICS) segue una sequenza di riferimento fatta di incollaggio, tassellatura e rasatura armata:
- Preparazione del supporto. La parete va pulita, asciutta, priva di parti in distacco e sufficientemente planare; dove serve si regolarizza e si applica un primo profilo di partenza (profilo di base) alla quota corretta.
- Incollaggio dei pannelli. I pannelli di EPS vengono incollati con adesivo cementizio partendo dal basso, sfalsando i giunti tra una fila e l’altra (a “correre”) e accostandoli senza fessure, per evitare ponti termici lineari.
- Tassellatura meccanica. A colla indurita, i pannelli vengono fissati con tasselli a espansione (a fungo), in numero e posizione indicati dal produttore del sistema in base all’altezza e all’esposizione al vento.
- Rasatura armata. Si stende un primo strato di rasante, si annega la rete in fibra di vetro e si applica un secondo strato di rasante fino a coprire completamente la rete: è questo strato a proteggere l’EPS e a dare resistenza meccanica alla superficie.
- Finitura. Dopo la maturazione della rasatura si applicano il primer e la finitura colorata (intonaco di finitura ai silicati/silossanico o rivestimento), che protegge il cappotto dagli agenti atmosferici e ne definisce l’aspetto.
Fai da te o impresa?
A differenza di una parete divisoria, il cappotto in EPS non è un intervento fai da te: è un sistema certificato in cui adesivo, tasselli, rete e rasante devono essere compatibili tra loro e con il pannello, e in cui rasatura armata, spigoli, davanzali e fasce antincendio incidono su durata, resa energetica e sicurezza. Un errore di posa (rete non annegata, giunti aperti, tassellatura insufficiente) può causare cavillature, distacchi o ponti termici anche con un buon materiale. Per il cappotto è opportuno affidarsi a un’impresa specializzata e a un tecnico che definisca la stratigrafia.
EPS o XPS: quale polistirene scegliere?
La domanda “EPS o XPS” è tra le più ricorrenti: sono entrambi a base di polistirene, ma con processo produttivo e prestazioni diverse. In sintesi cambiano soprattutto assorbimento d’acqua, resistenza a compressione e costo.
| Aspetto | EPS (polistirene espanso sinterizzato) | XPS (polistirene estruso) |
|---|---|---|
| Processo produttivo | Sinterizzazione di perle pre-espanse | Estrusione continua, struttura omogenea a celle chiuse |
| Peso e densità | Più leggero, densità più variabile (10-40 kg/mc) | Più denso e uniforme (25-45 kg/mc) |
| Assorbimento d’acqua | Più alto (microvuoti tra le perle) | Molto basso, materiale a celle chiuse |
| Traspirabilità (μ) | Più alta (orientativamente 30-70) | Più bassa, quasi barriera al vapore |
| Resistenza a compressione | Buona nelle classi alte (EPS 150-200), inferiore nelle basse | Generalmente superiore a parità di spessore |
| Costo indicativo | Generalmente più basso | Generalmente più alto |
| Uso tipico | Cappotto a parete, pavimenti e sottofondi asciutti | Contro-terra, tetto rovescio, pavimenti carrabili, zoccolatura del cappotto |
In sintesi: dove l’isolante resterà asciutto e protetto (gran parte di un cappotto a parete), l’EPS è spesso la soluzione più economica a parità di prestazione termica; dove il materiale è esposto ad acqua persistente o a carichi (contro-terra, tetto rovescio, pavimenti carrabili, fascia di zoccolatura del cappotto), si preferisce l’XPS. Non a caso molti cappotti usano EPS su quasi tutta la facciata e XPS solo nella fascia bassa. Per prezzi, spessori e classi di resistenza dell’estruso vedi la nostra guida all’XPS (polistirene estruso). La scelta puntuale, e lo spessore, vanno valutati con un tecnico abilitato.
EPS o lana di roccia per il cappotto?
Sul cappotto la scelta più frequente non è solo tra EPS e XPS, ma tra EPS e lana di roccia: due materiali con logiche molto diverse.
| Aspetto | EPS | Lana di roccia |
|---|---|---|
| Natura | Schiuma plastica (polistirene) | Fibra minerale da roccia fusa |
| Reazione al fuoco | Combustibile, Euroclasse E | Incombustibile, generalmente A1 |
| Peso | Molto leggero | Più pesante |
| Isolamento acustico | Modesto | Generalmente migliore |
| Traspirabilità | Media | Alta |
| Costo indicativo | Generalmente più basso | Generalmente più alto |
L’EPS è spesso preferito dove pesano budget e leggerezza; la lana di roccia dove contano la reazione al fuoco (edifici alti, obblighi antincendio), l’isolamento acustico e la traspirabilità. Molti sistemi a cappotto usano proprio una combinazione: EPS sulla superficie corrente e lana di roccia nelle fasce antincendio attorno alle aperture. Anche in questo caso non esiste un materiale “migliore” in assoluto: la scelta dipende dai vincoli antincendio dell’edificio e va sempre valutata con un tecnico abilitato.
Dove acquistare l’EPS: pannelli, formati e accessori
- Pannelli EPS bianchi: la versione tradizionale, disponibile nei principali rivenditori edili e nella grande distribuzione bricolage in diversi spessori e classi di resistenza, a bordi dritti o battentati. [AFFILIATE: ManoMano/Leroy Merlin — pannelli EPS]
- Pannelli EPS grafitati: la versione grigia con grafite, a lambda migliore, per cappotto dove serve ridurre lo spessore a parità di prestazione. [AFFILIATE: ManoMano/Leroy Merlin — pannelli EPS grafitato]
- Pannello bugnato per pavimento radiante: lastra sagomata in EPS ad alta densità per bloccare le tubazioni del riscaldamento a pavimento. [AFFILIATE: ManoMano/Leroy Merlin — pannello bugnato EPS]
- Kit e accessori per cappotto: adesivo cementizio, rete in fibra di vetro, tasselli a fungo, profili di partenza e paraspigoli devono essere compatibili tra loro e con il pannello, secondo le indicazioni del produttore del sistema a cappotto scelto.
Preventivo cappotto in EPS su misura
Facciata, cappotto interno o isolamento del pavimento: i mq, lo spessore e il tipo (bianco o grafitato) del tuo progetto cambiano il prezzo finale. Inserisci i dati del tuo intervento e ottieni una stima personalizzata da confrontare con i preventivi che riceverai.
Domande frequenti sull’EPS
Qual è la differenza tra EPS e XPS?
L’EPS (polistirene espanso sinterizzato) si ottiene saldando perle pre-espanse ed è più leggero, economico e traspirante, ma assorbe più acqua; l’XPS (polistirene estruso) si ottiene per estrusione continua, ha assorbimento d’acqua molto basso e resistenza a compressione superiore. In pratica l’EPS è il materiale del cappotto a parete asciutto, l’XPS quello per contro-terra, tetto rovescio e carichi. Il confronto completo è nella tabella sopra.
Che differenza c’è tra EPS bianco e grafitato?
Il bianco è il polistirene espanso tradizionale, con lambda orientativa 0,036-0,038 W/mK; il grafitato contiene grafite e ha lambda più bassa (0,030-0,032 W/mK), quindi isola di più a parità di spessore. Il grafitato costa un po’ di più e, essendo scuro, va protetto dal sole diretto durante la posa per evitare dilatazioni.
Quanto costa l’EPS al mq?
Il prezzo del solo materiale dipende da spessore e tipo: orientativamente da 3-5 €/mq per pannelli bianchi sottili fino a 13-21 €/mq per pannelli grafitati spessi (vedi la tabella prezzi 2026 sopra). Il costo del cappotto finito è molto più alto, perché comprende posa, rete, rasante, finitura e ponteggio.
L’EPS resiste all’acqua?
L’EPS assorbe acqua più dell’XPS, per via dei microvuoti tra le perle: non è adatto a un contatto permanente con acqua o terreno. In un cappotto a parete, però, resta asciutto e protetto dalla rasatura, quindi non è un problema. Per contro-terra, fondazioni o tetto rovescio si usa invece l’XPS.
L’EPS è infiammabile?
L’EPS per edilizia è additivato con ritardante di fiamma e rientra generalmente in Euroclasse E (EN 13501-1): è combustibile, non incombustibile come le lane minerali. Per questo nel cappotto è coperto dalla rasatura armata e, dove la normativa antincendio lo richiede, abbinato a fasce in lana minerale attorno alle aperture. I requisiti esatti dipendono dall’edificio e vanno verificati con un tecnico abilitato.
Meglio EPS o lana di roccia per il cappotto?
Dipende dai vincoli: l’EPS è più leggero ed economico ma combustibile; la lana di roccia è incombustibile (classe A1), più fonoassorbente e traspirante, ma più costosa. In edifici alti o con obblighi antincendio la lana di roccia è spesso richiesta almeno nelle fasce. La scelta va fatta con un tecnico in base ai requisiti antincendio.
L’EPS è tossico?
L’EPS è una schiuma plastica solida (polistirene), non una fibra da inalazione. La classificazione di pericolo del prodotto finito, le precauzioni di lavorazione e la composizione degli additivi sono riportate nella scheda dati di sicurezza (SDS) del produttore, da consultare per il prodotto scelto.
L’EPS ha diritto a bonus fiscali?
Un intervento di isolamento con EPS (cappotto, isolamento pavimenti) può rientrare nel Bonus Ristrutturazioni (50% (abitazione principale) / 36% (altri immobili) nel 2026) se fa parte di lavori di manutenzione straordinaria o ristrutturazione, oppure potrebbe rientrare nell’Ecobonus se raggiunge i requisiti di miglioramento energetico richiesti (nel 2026 le aliquote per questi interventi sono allineate a quelle del Bonus Ristrutturazioni). La verifica dei requisiti tecnici e l’asseverazione energetica spettano a un tecnico abilitato; per la parte fiscale è opportuno rivolgersi anche a un commercialista o CAF. Per approfondire vedi la nostra guida Ecobonus 2026 e la guida al recupero fiscale con il Bonus 50.
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Fonti: UNI EN 13163 — Prodotti isolanti termici per l’edilizia, prodotti di polistirene espanso (EPS) ottenuti in fabbrica · EN 13501-1 — Classificazione al fuoco dei prodotti da costruzione · Regolamento UE sui POP (inquinanti organici persistenti) · Agenzia delle Entrate — Guida alle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie · ENEA — Linee guida detrazioni fiscali per l’efficienza energetica.
Disclaimer: prezzi e dati tecnici indicati sono stime di mercato 2026 con valore puramente orientativo: variano per prodotto, produttore, città e impresa scelta. Le informazioni su reazione al fuoco, normativa antincendio, requisiti energetici, bonus fiscali e pratiche edilizie non costituiscono consulenza tecnica o fiscale: per il progetto specifico è opportuno rivolgersi a un tecnico abilitato (geometra, architetto, ingegnere) e, per gli aspetti fiscali, a un commercialista o CAF.
Articolo aggiornato: luglio 2026.
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