Superbonus 2025: aliquote attuali, chi può usarlo e le migliori alternative

Il Superbonus ha subito una profonda trasformazione negli ultimi anni. Nel 2025 non è più l’incentivo rivoluzionario al 110% del 2020-2022, ma alcuni interventi permettono ancora di accedere a detrazioni significative. Ecco la situazione aggiornata.

Superbonus 2025: aliquote attuali

Anno spesaAliquotaNote
2020-2022110%Chiuso per nuovi accessi
202390%Solo lavori avviati prima
202470%In esaurimento
202565%Solo cantieri aperti entro 2023

Importante: il Superbonus al 65% nel 2025 è accessibile solo per lavori già avviati in cantieri aperti entro il 31 dicembre 2023. Non è possibile avviare un nuovo cantiere Superbonus nel 2025.

Chi può ancora usare il Superbonus nel 2025

Se hai un cantiere Superbonus già avviato, puoi detrarre le spese sostenute nel 2025 al 65%. Le condizioni:

  • Il cantiere deve essere stato formalmente avviato entro il 31/12/2023
  • La CILAS (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata Superbonus) deve essere stata presentata entro tale data
  • I lavori devono rispettare i requisiti di miglioramento di almeno 2 classi energetiche
  • Occorre l’asseverazione di un tecnico abilitato

Le alternative al Superbonus nel 2025

Per chi non ha un cantiere Superbonus avviato, gli incentivi disponibili nel 2025 per interventi di efficienza energetica sono:

Ecobonus 65% (il vero protagonista del 2025)

L’Ecobonus ordinario al 65% si applica a:

  • Pompe di calore per riscaldamento: 65%, max 30.000 € di spesa
  • Cappotto termico (coibentazione pareti/tetto): 65%, max 60.000 €
  • Micro-cogeneratori: 65%, max 100.000 €
  • Schermature solari: 50%, max 60.000 €
  • Sostituzione infissi: 50%, max 60.000 €

Bonus Ristrutturazioni 50%

Rimane invariato nel 2025: 50% su spese fino a 96.000 euro, per tutti gli interventi di ristrutturazione ordinaria e straordinaria. Detraibile in 10 anni.

Bonus Barriere Architettoniche 75%

Il bonus con aliquota più alta disponibile nel 2025 per i privati. Si applica per interventi su scale, ascensori, bagni accessibili. Massimale 50.000 euro, detrazione 37.500 euro in 5 anni.

La cessione del credito è ancora possibile?

No. Dal D.L. 11/2023 (cosiddetto “decreto blocca cessioni”) la cessione del credito e lo sconto in fattura sono stati eliminati per la quasi totalità degli interventi. Fanno eccezione solo:

  • Lavori nelle Zone Sismiche 1, 2 e 3 (sismabonus acquisti)
  • Interventi da parte di ONLUS, ASD e organizzazioni di volontariato
  • Cantieri già avviati prima del 17 febbraio 2023

Per tutti gli altri, la detrazione è fruibile solo in dichiarazione dei redditi, distribuita in 10 o 5 anni a seconda del bonus.

Cosa conviene fare nel 2025

La strategia ottimale per massimizzare i benefici fiscali nel 2025 è combinare più bonus per interventi diversi:

  1. Usa l’Ecobonus 65% per pompa di calore e cappotto termico
  2. Usa il Bonus Ristrutturazioni 50% per gli altri lavori (bagno, cucina, pavimenti)
  3. Se hai barriere architettoniche, usa il Bonus 75% per quegli specifici interventi
  4. Valuta il Conto Termico come alternativa all’Ecobonus per gli impianti termici

Con questa combinazione, è possibile recuperare il 50-65% di una ristrutturazione completa tramite detrazioni fiscali nei successivi 10 anni.

Domande frequenti

Il Superbonus tornerà al 110%?

Estremamente improbabile. Il costo del Superbonus 110% per le finanze pubbliche italiane è stato di circa 120 miliardi di euro, creando tensioni significative sui conti pubblici. Il ritorno a quella versione non è previsto da nessuna proposta normativa attuale.

Ho un CILAS del 2023: cosa devo fare nel 2025?

Se hai una CILAS presentata entro il 31/12/2023 e i lavori sono in corso, puoi ancora detrarre le spese 2025 al 65%. Ti consigliamo di verificare con il tuo tecnico asseveratore che tutto sia in regola e che la documentazione sia completa. Le spese devono essere saldate con bonifico parlante.

Posso vendere casa dopo il Superbonus?

Sì, ma la normativa prevede che in caso di vendita dell’immobile prima che siano trascorsi i 10 anni dalla fine dei lavori, le rate di detrazione non ancora fruite si trasferiscono all’acquirente, salvo diverso accordo scritto nell’atto di compravendita.

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