Valvola termostatica su un radiatore: chiudere del tutto una stanza raffredda i muri interni e sposta il carico sulle altre

Chiudere i termosifoni nelle stanze che non usi non fa risparmiare quanto sembra, e a volte costa

Cosa succede davvero quando chiudi una stanza

Risposta in 30 secondi: chiudere del tutto le valvole termosifoni in una stanza che non si usa fa risparmiare meno di quanto si immagina, e introduce due effetti che spesso annullano il vantaggio. Primo: la stanza fredda sottrae calore a quelle accanto attraverso i muri interni, che non sono isolati, quindi i radiatori delle altre stanze lavorano di più. Secondo: pareti fredde e aria che circola poco sono la condizione in cui si forma la muffa — e il danno costa più del risparmio. La regola pratica è un’altra: non chiudere a zero, ma abbassare, tenendo la stanza intorno ai 16-18 °C, e tenere la porta chiusa. Con le valvole termostatiche corrisponde di norma alla posizione 1 o 2, non allo zero.

È una di quelle cose che sembrano ovvie e non lo sono, perché una casa non è fatta di stanze indipendenti.

Perché il risparmio è minore di quanto sembra

Cosa si immagina Cosa succede
La stanza chiusa non consuma Vero per il suo radiatore, ma le pareti verso le altre stanze diventano superfici disperdenti
Il risparmio è proporzionale ai metri quadri esclusi È sensibilmente minore: parte del calore migra dalle stanze calde a quella fredda
La caldaia lavora di meno Lavora meno sul totale, ma i radiatori rimasti restano accesi più a lungo
Non ci sono controindicazioni Pareti fredde e poco ricambio d’aria: è la condizione della condensa

Il muro fra due stanze non è isolato: è un tramezzo pensato per dividere, non per trattenere il calore. Fra una stanza a 20 °C e una a 8 °C passa un flusso continuo, e a pagarlo è il radiatore della stanza calda.

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Il rischio che costa più del risparmio

Una stanza tenuta a 8-10 °C ha le pareti fredde. Ogni volta che si apre la porta, l’aria calda e umida delle altre stanze entra, incontra quelle pareti e lascia lì il suo vapore. Se la porta resta chiusa e la stanza non viene mai arieggiata, quel vapore non se ne va.

È il meccanismo esatto della condensa: l’umidità si deposita dove la superficie è più fredda. Negli angoli, dietro un armadio, sul muro perimetrale. E ripristinare un muro ammuffito costa più di quello che si è risparmiato in tre inverni.

Da qui la regola pratica: abbassare sì, spegnere no, e arieggiare quella stanza qualche minuto al giorno anche se non la si usa.

Come si fa, in concreto

  1. Valvola su 1 o 2, non su zero: mantiene indicativamente 16-18 °C, che è abbastanza per tenere le pareti sopra la soglia di condensa.
  2. Porta chiusa: separa la stanza fredda dal resto e riduce il vapore che ci arriva.
  3. Qualche minuto di finestra al giorno, anche d’inverno: costa pochissimo calore e porta via l’umidità.
  4. Mobili staccati dai muri perimetrali: dietro un armadio appoggiato la parete resta più fredda e non asciuga.
  5. Mai chiudere del tutto tutti i radiatori di un impianto: molte caldaie hanno bisogno di una portata minima in circolo, e alcuni impianti a valvole termostatiche richiedono che almeno un corpo resti sempre aperto. La verifica spetta all’installatore.

Quando invece ha senso chiudere davvero

  • Locali accessori e non comunicanti con la zona abitata, come un magazzino con accesso separato.
  • Stanze che si affacciano solo su un disimpegno freddo, dove il flusso verso le altre è minimo.
  • Case usate saltuariamente, dove tutto l’impianto viene portato a una temperatura di mantenimento uniforme — e in quel caso si abbassa tutto, non una stanza sola.

Il discriminante è sempre lo stesso: quanta superficie quella stanza condivide con gli ambienti riscaldati. Se ne condivide poca, chiuderla è ragionevole. Se sta in mezzo alla casa, chiuderla sposta il costo invece di eliminarlo.

Domande frequenti

Conviene chiudere i termosifoni nelle stanze che non si usano?
Conviene abbassarli, non chiuderli. Portare la stanza a 16-18 °C con la porta chiusa dà quasi tutto il risparmio ottenibile senza raffreddare i muri fino alla soglia in cui si forma la condensa.

Le valvole dei termosifoni vanno aperte o chiuse?
Nelle stanze usate, regolate sulla temperatura desiderata. In quelle poco usate, su una posizione bassa — tipicamente 1 o 2 — e non a zero. Almeno un corpo scaldante dell’impianto va di norma tenuto aperto: verificare con l’installatore.

Quanto si risparmia davvero?
Meno di quanto suggerisca la proporzione fra i metri quadri esclusi e quelli totali, perché parte del calore migra verso la stanza fredda attraverso i muri interni. L’entità dipende da isolamento, esposizione e da quanta superficie quella stanza condivide con le altre.

Chiudere i termosifoni fa venire la muffa?
Non di per sé, ma crea la condizione: pareti fredde più aria umida uguale condensa. Se la stanza resta a 16-18 °C e viene arieggiata, il rischio si riduce molto.

Cosa significano i numeri sulla valvola termostatica?
Non sono una potenza ma una temperatura obiettivo: la valvola apre e chiude da sola per mantenerla. Indicativamente 1 corrisponde a circa 16 °C e ogni tacca vale grosso modo 4 gradi, ma la corrispondenza cambia da modello a modello.

Posso chiudere tutti i termosifoni tranne uno?
Meglio di no senza verificare: molti impianti richiedono una portata minima in circolazione e alcune caldaie vanno in blocco o lavorano male con quasi tutti i corpi chiusi. È una verifica da fare con chi ha installato o manutiene l’impianto.

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Fonti: UNI EN ISO 13788 — temperatura superficiale interna e rischio di condensazione · UNI EN 215 — valvole termostatiche per radiatori · UNI EN 12831 — calcolo del carico termico di progetto · D.P.R. 74/2013 — esercizio e temperature degli impianti termici · D.M. 37/2008 — sicurezza degli impianti.

Disclaimer: le temperature e le corrispondenze indicate sono valori orientativi e variano per modello di valvola, tipo di impianto, isolamento ed esposizione dell’edificio. La regolazione di un impianto termico e le sue portate minime competono all’installatore o al manutentore. Questa pagina ha finalità informativa e non costituisce consulenza tecnica.

Articolo aggiornato: agosto 2026.

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