Bonus giardini e terrazzi 2026: il Bonus Verde esiste ancora?
Il Bonus Verde nel 2026 non esiste più. La detrazione IRPEF del 36% sulla sistemazione a verde di giardini e terrazzi (recupero massimo 1.800 euro in 10 quote) è scaduta il 31 dicembre 2024 e non è stata rinnovata dalla Legge di Bilancio 2025. Nel 2026 puoi solo continuare a detrarre le quote residue se hai pagato i lavori entro il 2024. Per nuovi interventi sul verde l’unica strada resta il Bonus Ristrutturazione, e soltanto quando il verde fa parte di un’opera edilizia più ampia. Trattandosi di una materia fiscale, verifica sempre la tua situazione con un tecnico abilitato o sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
C’è un bonus giardini o terrazzi nel 2026?
No: nel 2026 non esiste un bonus dedicato ai giardini o ai terrazzi. Il Bonus Verde, che agevolava la sistemazione a verde, è scaduto il 31 dicembre 2024 e non è stato rinnovato. L’unica agevolazione a cui puoi ricorrere per il verde è il Bonus Ristrutturazione (detrazione del 50% per l’abitazione principale, 36% per gli altri immobili), ma soltanto quando la sistemazione del giardino o del terrazzo rientra in un intervento edilizio più ampio — per esempio il rifacimento di un terrazzo con nuova impermeabilizzazione. Per il solo giardino, senza opere edilizie, nel 2026 non è prevista alcuna detrazione. Trattandosi di materia fiscale, verifica sempre la tua situazione con un tecnico abilitato o sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Perché il Bonus Verde non c’è più nel 2026
Il Bonus Verde era stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 e prorogato di anno in anno, l’ultima volta fino al 31 dicembre 2024. Consisteva in una detrazione IRPEF del 36% sulle spese di sistemazione a verde di aree scoperte private di immobili residenziali, su un tetto massimo di spesa di 5.000 euro per unità immobiliare (quindi un recupero massimo di 1.800 euro, ripartito in 10 quote annuali di pari importo).
La Legge di Bilancio 2025 non lo ha rinnovato: dal 1° gennaio 2025 l’agevolazione non è più attiva e questa situazione è confermata anche per il 2026. Le tante pagine che parlano ancora di “Bonus Verde 2026” si riferiscono, nella sostanza, a una misura non più in vigore. È un punto importante, perché impostare la spesa di un giardino contando su una detrazione che non esiste può portare a brutte sorprese in dichiarazione dei redditi.
Quote residue: chi può ancora detrarre nel 2026
C’è una sola situazione in cui il Bonus Verde “vive” ancora nel 2026: chi ha sostenuto e pagato le spese entro il 31 dicembre 2024 continua a portare in detrazione le quote annuali residue. La detrazione, infatti, si ripartiva in 10 rate di pari importo: chi ha pagato nel 2024 sta semplicemente proseguendo il piano di recupero già avviato.
In pratica, se nel 2024 hai speso 5.000 euro ammissibili, hai diritto a 180 euro l’anno di detrazione per dieci anni: quella rata continua a spettarti anche nel 2026, 2027 e così via, fino a esaurimento. Per i lavori sul verde pagati dal 2025 in poi, invece, non spetta alcun Bonus Verde. Conserva sempre fatture e tracciabilità dei pagamenti: sono la prova che ti consente di mantenere la detrazione delle quote residue.
Le alternative reali per giardini e terrazzi nel 2026
Nel 2026 non esiste un incentivo dedicato al verde ornamentale, ma alcuni interventi esterni possono rientrare in altre agevolazioni, a precise condizioni:
| Agevolazione | Quando può applicarsi al verde |
|---|---|
| Bonus Ristrutturazione | Se la sistemazione esterna è parte di un intervento edilizio più ampio (es. rifacimento di un’area pertinenziale dentro una ristrutturazione), non come semplice giardinaggio a sé stante. |
| Ecobonus | Solo per interventi a finalità energetica (es. tetti verdi che migliorano l’isolamento), non per il verde decorativo. |
| Quote residue Bonus Verde | Per chi ha pagato i lavori entro il 2024: prosegue la detrazione delle rate già maturate. |
Attenzione: le aliquote e i massimali del Bonus Ristrutturazione sono stati rimodulati dalla Legge di Bilancio e variano in base al fatto che si tratti di abitazione principale o di altri immobili. Sono regole che cambiano di anno in anno: prima di programmare una spesa conviene verificare la versione aggiornata sul sito dell’Agenzia delle Entrate e farsi assistere da un tecnico o da un CAF. Per inquadrare il budget complessivo di un intervento puoi usare il calcolatore costi ristrutturazione.
Cosa NON è più detraibile nel 2026
Per evitare equivoci, dal 2025 non rientrano in alcuna detrazione “verde” dedicata:
- La realizzazione ex novo di giardini, prati, aiuole come intervento autonomo;
- L’acquisto e la messa a dimora di alberi, siepi e arbusti fine a sé stessi;
- Gli impianti di irrigazione automatica non collegati a opere edilizie;
- La manutenzione ordinaria (taglio erba, potatura), che peraltro era esclusa anche prima.
- Cancelli e recinzioni: prezzi e permessi
- Veranda e pergolato: costi e permessi
Questi interventi restano possibili, naturalmente, ma vanno considerati a costo pieno salvo che non rientrino, come detto, in un’opera edilizia agevolabile.
Quando il verde rientra davvero nel Bonus Ristrutturazione
È la domanda che conta adesso che il Bonus Verde non c’è più, e la risposta ha un criterio preciso: il verde da solo non basta. La spesa entra nel Bonus Ristrutturazione quando fa parte di un intervento edilizio sull’immobile o sulle sue pertinenze, non quando è una sistemazione a verde fine a sé stessa.
| Intervento sull’esterno | Di norma rientra? |
|---|---|
| Recinzioni, muri di cinta e cancelli dell’area privata | Sì, come opera edilizia sulla pertinenza |
| Costruzione di pozzi | Sì |
| Vialetti, pavimentazioni esterne, rampe di accesso | Sì, se opera edilizia e non semplice manutenzione |
| Posti auto e autorimesse pertinenziali | Sì, con le condizioni previste |
| Impianto di irrigazione | Solo se parte di un intervento edilizio più ampio |
| Acquisto di piante, potature, manutenzione del verde | No |
| Sistemazione a verde senza opere edilizie | No: era l’ambito del Bonus Verde, oggi scaduto |
Le aliquote sono quelle ordinarie del bonus ristrutturazione: nel 2026 50% per l’abitazione principale e 36% per gli altri immobili, entro i limiti e le condizioni previsti, con pagamento tramite bonifico dedicato. La classificazione del singolo intervento non è sempre immediata e va verificata caso per caso: la stessa opera può ricadere o meno nell’agevolazione secondo come è qualificata nel titolo edilizio e nella documentazione di spesa.
Ne discende un criterio pratico per chi ha in programma dei lavori: se l’esterno va sistemato, conviene farlo rientrare nel progetto edilizio complessivo anziché trattarlo come una voce separata da affrontare dopo. La differenza non è organizzativa ma fiscale, e a cantiere chiuso non è più recuperabile. Gli adempimenti e i titoli sono descritti nella guida alla manutenzione straordinaria, mentre per l’ordine di grandezza dell’intervento complessivo si veda il calcolo dei costi di ristrutturazione.
Domande frequenti
Il Bonus Verde 2026 esiste davvero?
No. È scaduto il 31 dicembre 2024 e non è stato rinnovato. Nel 2026 restano solo le quote residue per chi ha pagato i lavori entro il 2024.
Ho rifatto il giardino nel 2024: posso ancora detrarre nel 2026?
Sì, le rate annuali residue continuano a spettarti fino a esaurimento delle 10 quote, a condizione di aver pagato entro il 2024 con strumenti tracciabili.
Se rifaccio il giardino nel 2026 ho qualche bonus?
Non un bonus dedicato al verde. Solo se i lavori esterni fanno parte di un intervento edilizio più ampio possono rientrare nel Bonus Ristrutturazione. Conviene verificare con un tecnico.
Le informazioni su questa pagina sostituiscono una consulenza fiscale?
No. Questa guida ha scopo puramente informativo e orientativo: per la tua situazione specifica rivolgiti all’Agenzia delle Entrate, a un commercialista o a un CAF.
Calcola il costo della tua ristrutturazione
Stima personalizzata in pochi secondi: costi, bonus fiscali applicabili e simulazione mutuo.
Prova il calcolatore gratuito →


