Bonus caldaie 2026: guida ufficiale alla detrazione (50%, 65%, Conto Termico)
In sintesi: il bonus caldaie nel 2026 si articola su due regimi fiscali principali — Bonus Ristrutturazione 50% e Ecobonus 65% — più l’incentivo extrafiscale Conto Termico (GSE). Le tre opzioni hanno presupposti diversi, ciascuna con il proprio iter pratico. Le caldaie a condensazione classe A (UNI EN 297, EN 483) sono al momento ancora ammesse, ma il quadro evolve rapidamente in direzione delle pompe di calore per via della direttiva UE Case Green (EPBD IV). Le informazioni in questa guida hanno scopo informativo: per il caso specifico è opportuno il confronto con un termotecnico abilitato e con un commercialista.
Cos’è il bonus caldaie
Il termine bonus caldaie identifica colloquialmente le diverse agevolazioni fiscali che, nel 2026, è possibile applicare alla sostituzione di un generatore di calore esistente con un impianto più efficiente. Non si tratta di una norma unica, ma del concorso di tre regimi distinti:
- Bonus Ristrutturazione 50% — quando la caldaia rientra in un più ampio intervento di manutenzione straordinaria o di adeguamento impiantistico
- Ecobonus 65% — quando la nuova caldaia è classe A o superiore e l’intervento si configura come riqualificazione energetica certificata
- Conto Termico GSE — incentivo extrafiscale che eroga un contributo diretto, alternativo (non cumulabile) alle detrazioni
Il quadro 2026 risente della transizione verso le pompe di calore prevista dalla direttiva UE Case Green (EPBD IV), che spinge progressivamente verso la decarbonizzazione del riscaldamento residenziale. La caldaia a gas, ancora ammessa al bonus oggi, è in fase di phase-out graduale e il legislatore italiano sta orientando gli incentivi verso le tecnologie elettriche (pompa di calore, ibrido caldaia+PdC). Per scelte di lungo periodo, è opportuno il confronto con un termotecnico iscritto all’albo che valuti la convenienza relativa delle diverse soluzioni.
1. Bonus caldaie 50% (Bonus Ristrutturazione)
L’aliquota più semplice e di applicazione più ampia è il Bonus Ristrutturazione al 50%, regolato dall’art. 16-bis del TUIR. La Legge di Bilancio 2025 lo ha prorogato fino al 31/12/2026 con il tetto di €96.000 per unità immobiliare.
Requisiti per il bonus caldaie 50%
Per accedere al bonus caldaie 50% è sufficiente che:
- La sostituzione si configuri come manutenzione straordinaria (nuovo apparecchio con caratteristiche tecniche differenti dall’esistente)
- L’immobile sia residenziale (categoria catastale A, escluso A/10 uffici)
- Il pagamento avvenga via bonifico parlante ristrutturazione
- La fattura sia intestata al beneficiario della detrazione
- L’apparecchio sia conforme alle normative tecniche vigenti (marcatura CE, certificazione del produttore)
Quando ha senso il 50%
L’aliquota 50% è la scelta naturale quando:
- La caldaia non raggiunge i requisiti tecnici del 65% (ad esempio è classe B o non è certificata classe A++)
- L’intervento è puramente sostitutivo, senza miglioramento energetico documentabile
- Si vuole evitare la pratica ENEA, che è obbligatoria per il 65%
- La capienza fiscale del beneficiario è bassa e la rateizzazione 10 anni è gestibile
Massimale del bonus caldaie 50%
Il tetto è cumulativo con altri interventi di manutenzione straordinaria sulla stessa unità immobiliare: €96.000 totali, che includono opere edili, infissi, impianti, eccetera. La detrazione si ripartisce in 10 quote annuali nella dichiarazione IRPEF.
2. Bonus caldaie 65% (Ecobonus)
L’Ecobonus 65% per la sostituzione di caldaia è regolato dall’art. 14 del DL 63/2013 ed è prorogato per il 2026 dalla Legge di Bilancio 2025. L’aliquota maggiorata è subordinata al rispetto di precisi requisiti tecnici e a una pratica ENEA obbligatoria.
Requisiti tecnici per il bonus caldaie 65%
Per accedere all’Ecobonus 65% sulla caldaia, l’apparecchio installato deve essere:
- Caldaia a condensazione classe A o superiore secondo Reg. UE 813/2013
- Dotata di marcatura CE e certificazione del produttore
- Conforme ai valori minimi di efficienza stagionale ƞs (riscaldamento) ≥ 90% per zone climatiche più fredde
- Installata da tecnico abilitato che rilasci la dichiarazione di conformità dell’impianto (DM 37/08)
In aggiunta, dal 2018 è richiesta l’installazione contestuale di valvole termostatiche con termoregolazione almeno classe V (regolatore climatico). Senza questo accessorio, l’Ecobonus 65% sulla caldaia rischia di essere ridotto al 50%.
Tipologie di caldaie ammesse al 65%
In base alle indicazioni ENEA aggiornate, le tipologie ammesse sono:
| Tipologia | Ammessa al 65%? | Note |
|---|---|---|
| Caldaia a condensazione gas classe A | Sì | Con valvole termostatiche classe V |
| Caldaia a condensazione gas classe A++ | Sì | Massimale potenziato |
| Caldaia a biomasse (pellet/legna) | Sì | Solo se ridurre i consumi e stelle Aria pulita |
| Caldaia a gasolio | No | Esclusa dal 2018 |
| Caldaia tradizionale (non a condensazione) | No | Esclusa |
La pratica ENEA per il bonus caldaie 65%
Come per gli infissi, l’Ecobonus 65% sulla caldaia richiede la trasmissione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori. La pratica si compone di:
- Asseverazione del termotecnico (architetto, ingegnere termotecnico, geometra abilitato)
- Schede tecniche dell’apparecchio installato (marcatura CE, classe energetica, ƞs)
- Dichiarazione di conformità DM 37/08 dell’installatore
- Certificato ARM (Attestazione di Rispondenza dell’Apparecchio) o pagina del libretto di centrale aggiornato
- Form online sul portale ENEA “Detrazioni fiscali”
Il mancato invio entro 90 giorni o un’asseverazione incompleta può comportare la decadenza dal beneficio fiscale al 65%, con riconduzione al 50% se l’intervento è comunque inquadrabile come manutenzione straordinaria.
Massimale del bonus caldaie 65%
Il tetto di detrazione è di €30.000 per unità immobiliare per la sola sostituzione caldaia (corrispondente a circa €46.150 di spesa). Quando l’intervento è parte di una riqualificazione energetica più ampia, possono concorrere altre voci con tetti diversi.
3. Conto Termico GSE: l’alternativa al bonus caldaie
Per chi non ha capienza fiscale (es. pensionati con reddito basso, persone con detrazioni già saturate), il Conto Termico gestito dal GSE è un’alternativa che eroga un contributo diretto in denaro, in 1-5 rate annuali a seconda dell’importo.
Caratteristiche del Conto Termico per le caldaie
In via orientativa, il Conto Termico copre fino al 65% della spesa ammissibile per la sostituzione di caldaie con apparecchi ad alta efficienza. Caratteristiche distintive:
- Erogazione diretta dal GSE (non detrazione fiscale)
- Tempi di pagamento: 60-90 giorni dall’approvazione pratica
- Cumulabilità: NON cumulabile con Ecobonus 65% sullo stesso intervento
- Apparecchi ammessi: pompa di calore, biomassa, solare termico (la caldaia a gas tradizionale è ESCLUSA)
Per la sola caldaia a condensazione gas, il Conto Termico non è applicabile: serve una tecnologia rinnovabile (pompa di calore, biomassa) o un sistema ibrido caldaia+PdC. Per la verifica caso per caso, è opportuno consultare il portale GSE Conto Termico o un tecnico abilitato che possa simulare entrambe le opzioni.
Quando può convenire il Conto Termico
In linea generale, il Conto Termico può essere preferibile quando:
- Il committente non ha capienza IRPEF sufficiente a “consumare” le rate della detrazione
- Si installa una pompa di calore (NON ammessa nelle vecchie versioni del bonus caldaia)
- Si vuole l’erogazione diretta (cassa subito) invece della detrazione differita
- L’immobile è di un soggetto pubblico, condominio o impresa (in alcuni casi)
La scelta tra Ecobonus 65% e Conto Termico richiede un confronto numerico caso per caso, da svolgere con un consulente fiscale e un termotecnico, perché variabili come reddito, scaglione IRPEF, tipo apparecchio incidono sulla convenienza relativa.
4. Pompa di calore vs caldaia: il futuro del bonus
La direttiva UE 2024/1275 (Case Green / EPBD IV) impone agli Stati membri obiettivi vincolanti di riduzione del consumo medio del settore residenziale (-16% entro 2030, -20-22% entro 2035, edifici a emissioni zero entro 2050). L’Italia non ha ancora completato il recepimento al momento di stesura di questa guida, ma le linee di policy sono chiare:
- Phase-out progressivo delle caldaie a combustibili fossili (gas, gasolio)
- Spinta verso pompe di calore aria-acqua e geotermiche
- Sistemi ibridi (caldaia condensazione + PdC) come ponte
- Premialità fiscale per le tecnologie elettriche
In via orientativa, il quadro fiscale 2027-2030 dovrebbe convergere verso un’unica detrazione “energia rinnovabile” con aliquote più alte per le tecnologie a emissioni ridotte. Chi sta valutando una sostituzione caldaia oggi può trovare utile un confronto orientativo con la nostra guida pompa di calore costi e incentivi 2026 per capire se vale la pena anticipare la transizione.
La decisione finale sulla tecnologia da installare non può prescindere dalla valutazione di un termotecnico che analizzi la zona climatica, la dispersione termica dell’edificio, la presenza di radiatori adeguati al funzionamento a bassa temperatura, e le specifiche del singolo caso.
5. Stima costi caldaia condensazione 2026
Per orientare il ragionamento sull’investimento, riportiamo un’indicazione orientativa dei costi medi nazionali per una sostituzione caldaia con apparecchio a condensazione. I valori sono stime e variano significativamente per zona geografica, marca, accessibilità del cantiere e necessità di opere collaterali:
| Tipologia | Costo orientativo (lordo) | Bonus 50% (netto) | Bonus 65% (netto) |
|---|---|---|---|
| Caldaia condensazione 24 kW classe A | €2.800-4.200 | €1.400-2.100 | €980-1.470 |
| Caldaia condensazione 28 kW classe A++ | €3.400-5.500 | €1.700-2.750 | €1.190-1.925 |
| Caldaia condensazione + accumulo ACS | €4.500-7.000 | €2.250-3.500 | €1.575-2.450 |
| Sistema ibrido caldaia + PdC | €8.000-15.000 | €4.000-7.500 | €2.800-5.250 |
| Caldaia a pellet automatica | €6.000-12.000 | €3.000-6.000 | €2.100-4.200 |
I costi includono fornitura, posa, smaltimento e dichiarazione di conformità DM 37/08. Non includono: opere murarie aggiuntive, modifica canna fumaria, valvole termostatiche, redazione APE post-intervento.
Per il preventivo nel tuo caso specifico, consigliamo di richiedere almeno 3 preventivi a installatori certificati e di verificare con un commercialista la compatibilità con il regime fiscale scelto. Il calcolatore costi ristrutturazione può fornire una stima parametrica orientativa che integra tutti gli interventi del cantiere.
6. La procedura passo-passo per il bonus caldaie
In via orientativa, ecco la sequenza tipica di una pratica di bonus caldaie:
- Diagnosi preliminare: il termotecnico verifica lo stato della caldaia esistente, dimensionamento, classe energetica APE
- Scelta tecnologia: sulla base della diagnosi, si valuta se sostituire con caldaia condensazione, ibrido o pompa di calore
- Preventivo certificato: l’installatore fornisce preventivo con codice prodotto, classe energetica, ƞs, marcatura CE
- Verifica regime fiscale: il commercialista conferma quale aliquota è applicabile (50%, 65%, Conto Termico)
- Pagamento bonifico parlante: con causale specifica dell’art. 16-bis o dell’art. 14 DL 63/2013
- Installazione e dichiarazione DM 37/08: l’installatore rilascia la dichiarazione di conformità
- Pratica ENEA (per 65%): trasmissione entro 90 giorni dalla fine lavori
- APE post-intervento (per 65%): aggiornamento dell’attestato di prestazione energetica
- Dichiarazione redditi: indicazione spese nei righi RP del 730/Redditi PF
Il bonifico parlante ristrutturazione è elemento critico anche per il bonus caldaie: per la causale corretta può essere utile consultare la nostra guida al bonifico parlante.
7. Errori da evitare nel bonus caldaie
In base ai casi documentati pubblicamente da Agenzia delle Entrate, gli errori più frequenti che possono compromettere il bonus caldaie sono:
- Caldaia non a condensazione: nessuna delle aliquote la ammette al 65%
- Mancata installazione contestuale di valvole termostatiche (per 65%)
- Cessione del credito a operatori non qualificati o successivamente bloccati
- Trasmissione ENEA fuori termine (oltre 90 giorni)
- Dichiarazione di conformità DM 37/08 mancante o redatta da installatore non abilitato
- Cumulo errato con Conto Termico (incompatibilità non gestita)
- Bonifico ordinario invece che parlante
- Fattura intestata a soggetto diverso dal beneficiario della detrazione
Per ridurre questi rischi in modo sistematico, è opportuno coinvolgere il termotecnico fin dalla fase preventiva e chiedere al commercialista una verifica preliminare della compatibilità.
8. Bonus caldaie e altri lavori: cumulazione
Le diverse aliquote del bonus caldaie possono coesistere con altre detrazioni sulla stessa unità immobiliare in interventi separati, ma con regole specifiche:
- Caldaia 65% + infissi 65% = compatibile, tetti separati
- Caldaia 65% + cappotto termico 65% = compatibile, ma il tetto Ecobonus complessivo è di €100.000
- Caldaia 50% + ristrutturazione completa 50% = compatibile sotto il tetto cumulativo €96.000
- Caldaia 65% + Conto Termico = NON compatibile sullo stesso apparecchio
- Caldaia 65% + Superbonus 90% (residuo 2026) = casi specifici, va verificato
In tutti i casi, l’asseverazione e il computo metrico vanno separati per ciascuna agevolazione. Le verifiche precise sulle compatibilità richiedono una consulenza fiscale specifica.
9. Quando può avere senso anticipare la sostituzione
Esistono alcuni casi in cui può essere opportuno anticipare la sostituzione della caldaia (sempre da verificare con un termotecnico):
- Caldaia con più di 15 anni: l’efficienza tipica scende sotto il 70%, con costi gas significativamente più alti
- Manutenzioni costose ricorrenti: se il costo annuale di manutenzione/riparazioni supera i €300, l’ammortamento di una caldaia nuova si accorcia
- Phase-out fiscale 2027: se le aliquote 2027 fossero meno generose di oggi, anticipare entro 2026 può conservare il vantaggio
- Adeguamento APE: per chi prevede di vendere la casa entro 5-10 anni, una classe energetica migliore può sostenere il valore di mercato
Per stimare il payback della sostituzione (in via parametrica orientativa), il calcolatore costi ristrutturazione include il modulo “ROI ristrutturazione” che incrocia investimento, risparmio gas atteso e durata residua. Le stime parametriche vanno comunque convalidate con un consulente.
10. FAQ sul bonus caldaie
Posso accedere al bonus caldaie se sono in affitto?
Sì, sia il proprietario sia l’inquilino possono accedere al bonus caldaie se sostengono effettivamente la spesa, con specifiche differenze nella documentazione necessaria. Da verificare caso per caso con il commercialista.
Posso cambiare la caldaia in modo autonomo?
Tecnicamente la sostituzione della caldaia richiede la dichiarazione di conformità DM 37/08 rilasciata da installatore abilitato iscritto al registro CCIAA. L’autoinstallazione è possibile solo per apparecchi a libera vendita di piccola taglia (<35 kW) e comunque non permette di accedere al bonus.
La caldaia a pellet è ammessa?
Sì, se rispetta i requisiti emissivi della certificazione “Aria Pulita” (4-5 stelle) e l’efficienza minima della classe A o A+. Per il pellet c’è anche un tetto specifico all’interno dell’Ecobonus 65%.
Posso scegliere il Conto Termico se ho già una pratica Ecobonus aperta?
Le due agevolazioni sono alternative sullo stesso intervento, ma puoi avere Ecobonus su un intervento (es. caldaia) e Conto Termico su un altro (es. solare termico) sullo stesso edificio. Da verificare con il termotecnico.
Il bonus caldaie vale per le seconde case?
Sì, ma solo se l’immobile ha categoria catastale residenziale (A escluso A/10) e si rispettano gli altri requisiti generali. Non c’è distinzione di principio tra prima e seconda casa nelle aliquote 50% e 65%.
Quanto risparmio passando a caldaia condensazione?
In linea generale, una caldaia a condensazione classe A++ può ridurre i consumi gas del 15-30% rispetto a una caldaia tradizionale anni ’90. Il payback semplice della spesa, in via parametrica orientativa, oscilla tra 5 e 10 anni in base alla zona climatica e al costo del gas. La stima vincolante richiede una diagnosi energetica specifica.
11. Le 6 verifiche da fare prima di firmare
Prima di firmare il preventivo per la sostituzione caldaia, in via orientativa è raccomandabile verificare:
- Classe energetica certificata: scheda tecnica con classe A/A++ ufficiale Reg. UE 813/2013
- Compatibilità impianto: il termotecnico verifica che radiatori e tubi siano dimensionati per la condensazione (bassa temperatura)
- Modifica canna fumaria: la condensazione richiede canna fumaria specifica (acidi della condensa)
- Smaltimento vecchio apparecchio: incluso nel preventivo o costo separato
- Dichiarazione DM 37/08: presenza nel contratto della clausola di rilascio dichiarazione conformità
- Tempi di consegna: tipicamente 30-60 giorni per fornitura + posa, da pianificare evitando picchi stagionali
12. Conclusioni: 3 spunti di riflessione
Da questa analisi del bonus caldaie 2026 emergono spunti applicabili in modo orientativo:
1. La caldaia a gas è in transizione, non ancora obsoleta. Il phase-out previsto dalla direttiva Case Green sarà graduale (2027-2035 per le nuove istallazioni). Chi oggi sostituisce una caldaia a fine vita può ancora optare per condensazione gas con bonus pieno, ma chi può aspettare 3-5 anni potrà valutare se la pompa di calore (con incentivi probabilmente potenziati) sia più conveniente.
2. Le valvole termostatiche fanno la differenza fiscale. Spesso trascurate o omesse dal preventivo, sono il fattore che distingue 65% da 50%. Vale la pena pretenderle nel preventivo iniziale, anche perché generano risparmi reali sui consumi (5-15%).
3. Il Conto Termico è sottoutilizzato. Per chi ha bassa capienza fiscale o vuole l’erogazione cash, è un’alternativa che molti installatori non propongono spontaneamente perché meno familiare. Vale la pena richiedere un confronto numerico con il proprio commercialista prima di scegliere il regime fiscale.
Per stimare quanto il bonus caldaie può effettivamente farti risparmiare nel tuo caso, prova il calcolatore costi ristrutturazione, che integra le tre aliquote e il moltiplicatore di zona geografica. Il risultato è una stima parametrica orientativa, da confrontare poi con il preventivo di un termotecnico.
Risorse ufficiali consultate
- Agenzia delle Entrate — Detrazioni casa
- ENEA — Detrazioni fiscali efficienza energetica
- GSE — Conto Termico
- Reg. UE 813/2013 (etichetta energetica caldaie)
- DM 37/2008 (dichiarazione di conformità impianti)
- Direttiva UE 2024/1275 EPBD IV (Case Green)
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