Il condizionatore che gocciola non è rotto: nove volte su dieci è lo scarico della condensa
Da dove arriva quell’acqua
Risposta in 30 secondi: quando il condizionatore perde acqua dall’unità interna, quell’acqua non è una perdita del circuito: è la condensa che la macchina produce normalmente togliendo umidità dall’aria, e che non riesce a uscire. Le cause sono quattro, e le prime due sono le più comuni: il tubo di scarico intasato da polvere e alghe, e la pendenza sbagliata di quel tubo, che invece di scendere risale. Poi vengono il filtro sporco, che fa gelare la batteria e poi sgocciolare tutto insieme, e l’unità montata non in bolla. Solo l’ultima causa, la mancanza di gas, riguarda il circuito, ed è la meno frequente. Pulire filtri e scarico costa 60-120 €; rifare la pendenza del tubo è un lavoro murario.
È il guasto estivo più comune e il più frainteso: si chiama il tecnico per il gas, e il gas non c’entra.
Le quattro cause, e come si riconoscono
| Sintomo | Causa probabile | Costo indicativo |
|---|---|---|
| Gocciola dal centro o dai lati, macchina che funziona bene | Scarico intasato | 60-120 € |
| Gocciola sempre da un lato solo | Unità non in bolla | 80-150 € |
| Ghiaccio sulla batteria, poi acqua tutta insieme | Filtri sporchi o poco flusso d’aria | Pulizia, spesso da soli |
| Perde poco ma sempre, da quando è stato installato | Pendenza dello scarico sbagliata | Lavoro murario |
| Raffredda poco e gocciola, con brina sui tubi | Carica di gas insufficiente | Intervento tecnico |
| Acqua dall’unità esterna in inverno | Normale: è lo sbrinamento | Nessuno |
L’ultima riga vale la pena leggerla due volte: l’unità esterna che gocciola d’inverno non ha nulla che non va. In pompa di calore la macchina si sbrina periodicamente e quell’acqua è il ghiaccio che si scioglie.
Devi rifare l’impianto di climatizzazione?
I cinque minuti prima di chiamare
- Apri e guarda i filtri. Se sono grigi di polvere, il flusso d’aria è ridotto e la batteria gela. Si lavano con acqua tiepida e si rimettono asciutti: è la manutenzione che va fatta ogni poche settimane d’uso.
- Guarda dove esce l’acqua. Da un lato solo indica un problema di livello o di pendenza; dal centro indica lo scarico.
- Segui il tubo fino all’esterno: deve scendere sempre, senza risalite e senza tratti in piano. Un tubo che fa una gobba è un tubo che trattiene.
- Controlla l’uscita fuori: spesso è ostruita da terra, insetti o foglie, e si libera con un getto d’acqua.
- Nota se raffredda bene. Se raffredda male e gocciola, il quadro cambia e serve un tecnico.
Le prime quattro non richiedono attrezzi e restringono il campo prima di qualsiasi chiamata.
Quando il problema è nato con l’installazione
C’è una categoria di perdite che non si risolve con la manutenzione, perché il difetto è a monte: lo scarico condensa fatto male al momento della posa. Succede quando il tubo viene portato in orizzontale per raggiungere un punto comodo, o peggio quando risale per superare un ostacolo.
Il segnale che lo distingue è temporale: perde da sempre, poco e con costanza, non da quest’estate. In quel caso pulire non serve, e la soluzione è rifare il percorso o installare una pompetta di sollevamento della condensa.
È anche il motivo per cui, quando si installa un climatizzatore, la domanda giusta da fare al preventivo non è solo dove va la macchina, ma dove va lo scarico e con che pendenza.
Domande frequenti
Perché il condizionatore perde acqua dall’unità interna?
Perché la condensa che la macchina produce normalmente non riesce a defluire. Le cause più frequenti sono lo scarico intasato e la pendenza sbagliata del tubo; seguono i filtri sporchi e l’unità non in bolla.
Quanto costa risolverlo?
La pulizia di filtri e scarico si colloca indicativamente fra 60 e 120 €. Rifare il percorso dello scarico o installare una pompetta è un lavoro più impegnativo e va preventivato sul caso.
È pericoloso?
L’acqua di condensa in sé non è pericolosa, ma bagna muri e pavimenti, e un muro che resta umido a lungo diventa il posto dove compare la muffa. Va risolto, non tamponato con una bacinella.
L’unità esterna che gocciola è normale?
D’estate un po’ di acqua è normale; d’inverno, in funzionamento a pompa di calore, lo è ancora di più: è il ghiaccio dello sbrinamento che si scioglie.
Posso pulire lo scarico da solo?
La parte esterna del tubo spesso sì, con un getto d’acqua. Aprire l’unità interna e intervenire sulla bacinella o sui componenti elettrici è un’altra cosa e va lasciata a un tecnico.
Ogni quanto vanno puliti i filtri?
Nei periodi di uso continuativo, indicativamente ogni due o tre settimane. È la manutenzione che previene la maggior parte dei problemi di gocciolamento e che quasi nessuno fa.
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Fonti: UNI EN 378 — sistemi di refrigerazione e pompe di calore, requisiti di sicurezza e ambientali · UNI EN 14511 — condizionatori e pompe di calore, prestazioni · D.M. 37/2008 — installazione degli impianti e dichiarazione di conformità · D.P.R. 146/2018 — gas fluorurati e abilitazione degli operatori · UNI EN ISO 13788 — condensazione superficiale.
Disclaimer: i costi indicati sono valori indicativi di mercato e variano per tipo di macchina, accessibilità e area geografica. Gli interventi sul circuito frigorifero e sulle parti elettriche sono riservati a operatori abilitati. Questa pagina ha finalità informativa e non costituisce consulenza tecnica.
Articolo aggiornato: settembre 2026.
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