I quattro guasti che fermano un citofono, con il costo indicativo dell'intervento su ciascuno

Il citofono che suona ma non apre e quello che apre ma non suona sono due guasti diversi

Prima domanda: cosa smette di funzionare

Risposta in 30 secondi: quando il citofono non funziona il guasto si isola prima di aprire qualsiasi cosa, guardando quale delle tre funzioni è saltata. Se non suona ma apre, il problema è nella chiamata: pulsante al portone o suoneria del tuo apparecchio. Se suona ma non apre, l’audio arriva e il guasto sta nell’elettroserratura o nel pulsante di apertura. Se non fa niente in tutto l’edificio, è l’alimentatore nel vano contatori, ed è una questione condominiale. La differenza conta anche per la spesa: l’apparecchio dentro casa è tuo, la colonna montante e il posto esterno sono di tutti. Un intervento tipico costa indicativamente 80-180 €.

È uno dei pochi impianti in cui chiedere al vicino se funziona il suo vale piu’ di mezz’ora di diagnosi.

Non suona ma apre

La linea audio è viva — lo dimostra il fatto che l’apertura risponde — quindi manca solo la chiamata. Nei due casi su tre è il pulsante sulla pulsantiera esterna: contatti ossidati dall’acqua, targhetta infiltrata, molla che non torna. Sono i pulsanti piu’ usati, esposti alla pioggia, e cedono in ordine di frequenza d’uso.

La verifica è immediata: se suonando al tuo pulsante non succede nulla ma suonando a quello del vicino il suo apparecchio squilla, il difetto è lì, e riguarda solo te. Se invece nessun pulsante fa suonare niente, si è spostato a monte.

Il caso residuo è la suoneria del tuo apparecchio: molti citofoni hanno un cursore o una vite di regolazione del volume che qualcuno ha azzerato senza dirlo, e il guasto più comune di questa famiglia si risolve in dieci secondi guardando il fianco della cornetta.

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Suona ma non apre

Qui l’imputato principale è l’elettroserratura, il pezzo che sta nel telaio del portone e che scatta quando premi. È un componente meccanico che lavora sotto sforzo decine di volte al giorno, e i suoi modi di rompersi sono riconoscibili dal rumore.

Se senti lo scatto ma il portone non cede, la serratura sta funzionando e il problema è meccanico: la porta è fuori squadro e lo scrocco resta in tensione, oppure la lamina si è consumata. Se invece non senti alcuno scatto, la corrente non arriva: bobina bruciata, filo interrotto, o il pulsante del tuo apparecchio.

C’è poi una casistica che manda in confusione: funziona dal citofono ma non con la chiave, o il contrario. Sono due meccanismi distinti nello stesso corpo, e possono guastarsi uno per volta. La stessa logica a catena vale sugli accessi carrabili, dove il comando e l’automazione sono due catene separate che finiscono sullo stesso morsetto.

Quando e’ muto tutto l’edificio

Se non funziona nessun apparecchio della scala, il guasto sta nella parte comune: quasi sempre l’alimentatore, la scatola nel vano contatori che porta la tensione all’impianto. Si guasta con l’età, oppure va in protezione per un cortocircuito a valle — tipicamente un pulsante allagato dalla pioggia o un filo pizzicato.

Il segnale che aiuta è il ripetersi: un alimentatore che si spegne sempre dopo un temporale non è rotto, sta proteggendo l’impianto da un’infiltrazione che nessuno ha ancora cercato. Sostituirlo senza trovare l’acqua significa cambiarlo di nuovo. Vale la stessa lettura di quando scatta il salvavita sempre nelle stesse condizioni.

Chi paga, e quanto costa

La linea di confine è netta e vale in quasi tutti i condomini: l’apparecchio dentro l’appartamento è del proprietario, mentre pulsantiera, posto esterno, alimentatore, colonna montante ed elettroserratura del portone sono parti comuni.

Sui costi: la sostituzione del solo apparecchio interno si colloca in genere fra 60 e 150 € di materiale piu’ la posa; un’elettroserratura nuova fra 120 e 260 € installata; un alimentatore fra 150 e 350 €. L’uscita del tecnico per la diagnosi vale indicativamente 80-180 €.

Il bivio arriva sugli impianti molto vecchi a piu’ fili, dove i ricambi non si trovano piu’: a quel punto riparare significa cercare pezzi usati, e il passaggio a un sistema a due fili — che riusa la coppia esistente senza rifare le tracce — smette di essere una spesa e diventa la scelta ragionevole.

→ Se invece il problema non è un guasto ma l’impianto da rifare: videocitofono, cavi e costi in condominio.

Domande frequenti

Il citofono non suona ma apre: cosa controllo?
Il pulsante sulla pulsantiera esterna e il volume della suoneria del tuo apparecchio. Se il vicino sente il suo, il guasto riguarda solo la tua chiamata.

Suona ma non apre il portone: e’ rotta la serratura?
Dipende dal rumore. Se senti lo scatto e la porta non cede, il difetto è meccanico o di allineamento; se non senti nulla, la corrente non arriva all’elettroserratura.

Non funziona a nessuno in tutto il palazzo: a chi tocca?
È una questione condominiale: alimentatore e montante sono parti comuni, e la chiamata la fa l’amministratore.

Chi paga la riparazione del citofono?
L’apparecchio dentro casa è del proprietario; pulsantiera, posto esterno, alimentatore ed elettroserratura del portone sono di tutti.

Quanto costa far riparare un citofono?
Indicativamente 80-180 € per l’intervento. L’elettroserratura e l’alimentatore sono ricambi a sé e pesano di piu’.

Posso sostituire da solo l’apparecchio interno?
È un lavoro semplice sulla carta, ma resta un intervento su un impianto elettrico dell’edificio: la sostituzione va fatta a impianto non alimentato e, se l’apparecchio non è equivalente a quello esistente, va verificata la compatibilità con il sistema. Il collegamento di componenti diversi spetta a un installatore abilitato.

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Fonti: D.M. 22 gennaio 2008 n. 37 — sicurezza degli impianti negli edifici · CEI 64-8 — impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V · CEI 100-7 per gli impianti citofonici e videocitofonici · Codice civile artt. 1117 e 1123 — parti comuni e ripartizione delle spese · manuali di installazione dei principali costruttori di sistemi a due fili.

Disclaimer: i costi indicati sono valori indicativi di mercato e variano per tipo di impianto, zona e urgenza. Gli interventi sulle parti comuni dell’impianto e i collegamenti fra componenti di sistemi diversi sono riservati a installatori abilitati. Questa pagina ha finalita’ informativa e non costituisce consulenza tecnica ne’ legale.

Articolo aggiornato: settembre 2026.

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