Pianta di una casa con la protezione perimetrale sulle aperture e quella volumetrica al centro

Il preventivo dell’antifurto non dipende da quanto è grande la casa: dipende da quante aperture ha

Due filosofie, non due fasce di prezzo

Risposta in 30 secondi: un antifurto casa può essere costruito in due modi opposti. La protezione perimetrale mette un sensore su ogni apertura e suona quando qualcuno prova a entrare: si paga finestra per finestra, ed è il motivo per cui due case della stessa metratura possono avere preventivi molto diversi. La protezione volumetrica mette invece rilevatori di movimento negli ambienti: costa molto meno, ma suona quando l’intruso è già dentro e soprattutto obbliga a uscire di casa per inserirla. La differenza pratica è una sola e decide tutto: con il perimetrale si può dormire con l’allarme inserito, con il volumetrico no.

Quasi tutti gli impianti fatti bene usano entrambe le cose, ma a partire da quella scelta.

Cosa sente ciascun tipo di sensore

I contatti magnetici sono la base: segnalano che un’anta si è aperta. Costano poco e non danno falsi allarmi, ma intervengono quando l’apertura è già avvenuta.

I sensori inerziali, montati sul telaio, sentono le vibrazioni del forzamento e del foro: intervengono prima che l’infisso ceda. Sono la parte che trasforma un impianto che avvisa in un impianto che dissuade, perché chi sta lavorando su una finestra sente la sirena mentre è ancora fuori.

I rilevatori volumetrici guardano il movimento dentro la stanza. Quelli a doppia tecnologia confrontano due principi fisici diversi prima di dare l’allarme, e per questo sbagliano molto meno.

Infine le barriere esterne, montate sul perimetro del giardino o davanti alle facciate: spostano la linea di difesa fuori dalla casa. Danno la protezione più precoce e sono anche le più esposte a falsi allarmi per animali, vegetazione e maltempo, quindi vanno scelte e orientate con criterio.

Il falso allarme è il vero nemico dell’impianto

Un impianto che suona a vuoto viene disinserito. Succede sempre, ed è il modo più comune in cui un antifurto smette di proteggere una casa: non si rompe, viene spento.

Le cause ricorrenti sono note. Un animale domestico davanti a un volumetrico montato troppo in basso. Una tenda che si muove con il riscaldamento acceso. Il sole che entra da una finestra e scalda rapidamente una superficie davanti al sensore. Fuori, un gatto o un ramo dentro il fascio di una barriera.

Quasi tutte si risolvono in fase di progetto: scegliendo sensori adatti alla presenza di animali, posizionandoli in modo da non inquadrare fonti di calore e finestre, usando la doppia tecnologia dove serve, e soprattutto prevedendo parzializzazioni, cioè la possibilità di inserire solo una parte dell’impianto.

La parzializzazione è anche la funzione che rende l’impianto usabile di notte: perimetro attivo, interni spenti.

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Le predisposizioni si fanno a muri aperti, e costano una frazione. Calcola una stima dei costi.

Filare o senza fili, e come si taglia la linea

L’impianto filare porta un cavo a ogni sensore: è la soluzione più robusta e senza batterie da sostituire, ma richiede tracce, quindi ha senso quando i muri sono già aperti per altri motivi.

L’impianto senza fili si installa in una casa già finita senza rovinare niente. In cambio ogni sensore ha una batteria da cambiare ogni qualche anno e la comunicazione viaggia via radio, quindi conta che la centrale sia in grado di accorgersi se qualcuno prova a disturbare le frequenze e di segnalarlo come tentativo di manomissione.

Vale lo stesso ragionamento per il collegamento verso l’esterno. Un impianto che avvisa solo attraverso la linea di casa si mette a tacere tagliando un cavo all’esterno dell’abitazione: serve un canale indipendente, tipicamente una connessione mobile con una sua alimentazione, che resti attiva anche quando tutto il resto è fuori uso.

E serve che la centrale stia in un punto non raggiungibile per primo: una centrale montata nell’ingresso, a portata di chi entra, è un difetto di progetto prima che di prodotto.

Il grado, e perché lo chiede l’assicurazione

Gli impianti di allarme intrusione sono classificati per gradi di prestazione crescenti, che descrivono la capacità di resistere a tentativi sempre più competenti di neutralizzarli. Per un’abitazione ci si muove nella parte bassa della scala, e il grado viene dichiarato nella documentazione dell’impianto insieme alla conformità.

Non è un dettaglio formale: molte polizze furto condizionano la copertura, o lo sconto di premio, all’esistenza di un impianto con caratteristiche dichiarate e certificate. È una verifica che conviene fare prima di comprare, chiedendo alla compagnia cosa richiede: in certi casi lo sconto ripaga una parte sensibile dell’impianto, in altri un sistema comprato online non viene riconosciuto e non serve a quello scopo.

Se l’impianto comprende telecamere, va tenuto presente che riprendere aree comuni, spazi pubblici o proprietà altrui ha implicazioni sulla riservatezza delle persone: le inquadrature vanno limitate a quello che si ha titolo di sorvegliare.

→ La protezione meccanica delle aperture, che l’allarme non sostituisce: inferriate e grate di sicurezza.

Le cifre

Valori indicativi di mercato, che dipendono soprattutto dal numero di aperture e dal tipo di impianto.

  • Kit senza fili di base, poche aperture e un volumetrico: 400-1.200 €.
  • Impianto perimetrale completo per una casa indipendente: 2.500-6.000 €, con la forbice guidata dal numero di finestre e porte.
  • Sensore aggiuntivo: 60-200 € a pezzo installato, secondo tipo.
  • Barriere esterne: da qualche centinaio di euro a coppia, più l’alimentazione e l’orientamento.
  • Collegamento a un istituto di vigilanza: canone mensile, da valutare rispetto al tempo di intervento reale nella propria zona.
  • Predisposizione a muri aperti: poche decine di euro a punto, contro un multiplo se fatta dopo.

La voce su cui si confrontano i preventivi è la centrale. La voce che decide il conto è quante aperture si vogliono davvero protette.

Domande frequenti

Meglio perimetrale o volumetrico?
Perimetrale se si vuole poter inserire l’allarme stando in casa, ed è la ragione per cui quasi tutti lo scelgono dopo averci ragionato. Volumetrico se il budget è stretto e ci si accontenta di proteggere la casa vuota. La combinazione dei due, con parzializzazione, è la soluzione abituale.

Basta la sirena o serve la vigilanza?
La sirena serve a interrompere il tentativo, e nella maggior parte dei casi funziona. La vigilanza serve a verificare cosa è successo quando non si è in grado di farlo di persona. La scelta dipende da quanto spesso la casa resta vuota a lungo.

Gli animali in casa fanno scattare l’allarme?
Non necessariamente: esistono rilevatori progettati per ignorare masse contenute e va curata l’altezza di montaggio. Va detto all’installatore prima, perché cambia i sensori da scegliere, non la taratura di quelli già montati.

Si può installare da soli?
Un kit senza fili sì, tecnicamente. Quello che non si improvvisa è il progetto: dove mettere i sensori, cosa parzializzare, come proteggere centrale e comunicazione. Se l’impianto deve valere anche per l’assicurazione, servono installazione e documentazione di un’impresa abilitata.

In condominio si può mettere?
Dentro il proprio appartamento sì. Sensori, telecamere o sirene che interessano parti comuni o affacciano su spazi condivisi vanno concordati, e per le riprese valgono i limiti sulla riservatezza delle altre persone.

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Fonti: serie CEI EN 50131 — sistemi di allarme intrusione, requisiti e gradi di prestazione · CEI 79-3 — norme particolari per gli impianti antintrusione · DM 37/2008 — installazione degli impianti negli edifici · Regolamento UE 2016/679 e provvedimenti del Garante per la protezione dei dati personali in materia di videosorveglianza.

Disclaimer: i costi indicati sono valori indicativi di mercato e variano per numero di aperture, tecnologia e zona. La progettazione e l’installazione degli impianti sono riservate a imprese abilitate. I requisiti richiesti dalle polizze assicurative vanno verificati direttamente con la compagnia prima dell’acquisto. Questa pagina ha finalità informativa e non costituisce consulenza tecnica, legale o assicurativa.

Articolo aggiornato: settembre 2026.

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