Case green 21/10/2026: la Commissione valuterà e rivedrà la direttiva entro fine 2028 (art. 28)

Case green: la Commissione risponde sui ritardi di recepimento, riesame entro fine 2028

In breve: cosa è stato risposto e cosa resta uguale

Cosa è successo: il 19/10/2026 la Commissione europea ha risposto a un’interrogazione scritta (E-003045/2026) sui ritardi nel recepimento della direttiva case green: ricorda che valuterà e rivedrà la direttiva entro la fine del 2028, come già scritto nell’art. 28. Cosa non cambia al 21/10/2026: nessuna proposta di modifica è annunciata nella risposta; per chi ha casa nessun obbligo nuovo e nessuna scadenza sul singolo immobile. Prossima data: inizio dicembre 2026 (prevista), quando finiscono i due mesi del parere motivato all’Italia per la bozza del piano nazionale di ristrutturazione non inviata. Cosa prevede davvero la direttiva per le abitazioni è nella guida alla direttiva case green; lo stato di tutte le procedure è nella pagina case green in Italia: a che punto siamo.

Il fatto: cosa ha risposto la Commissione

I fatti scritti negli atti e le dichiarazioni vanno tenuti separati. Qui sono in due elenchi.

Cosa dicono gli atti (letti sulla fonte ufficiale):

  • Il riesame c’è già. L’articolo 28 della direttiva (UE) 2024/1275 dice che la Commissione «valuta la presente direttiva entro il 31 dicembre 2028» e, «se necessario, presenta proposte». Il testo è del 24/04/2024, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea l’8/5/2024: la data non nasce dalle richieste di questi giorni.
  • Cosa deve valutare. Lo stesso articolo chiede di esaminare, tra l’altro, se servano ulteriori misure vincolanti a livello UE, come norme minime di prestazione energetica per tutto il parco immobiliare. Il riesame non ha quindi un esito scritto in anticipo.
  • Le procedure d’infrazione. Il 15/07/2026 la Commissione ha inviato una lettera di messa in mora a tutti i 27 Stati per il mancato o incompleto recepimento. Il termine di recepimento era il 29/05/2026 (art. 35).

Cosa ha risposto la Commissione (risposta scritta E-003045/2026, del 19/10/2026, data dal commissario all’Energia Dan Jørgensen a nome della Commissione; testo sul sito del Parlamento europeo). Sono parole della Commissione, riassunte da noi:

  • i ritardi nel recepimento vanno visti nel contesto dell’ampio volume di normativa energetica approvata nell’ultimo ciclo legislativo; ne ha discusso con gli Stati durante tutto il periodo di recepimento;
  • le procedure d’infrazione per mancata comunicazione sono partite con una procedura standard, basata sull’autodichiarazione degli Stati sullo stato del recepimento;
  • poiché oltre la metà degli Stati ha dichiarato un recepimento parziale, la Commissione «non concorda» che ci sia stato un «fallimento collettivo» nel recepire la direttiva;
  • la Commissione ha dato supporto agli Stati e continuerà; questo, scrive, permetterà poi di chiudere le procedure d’infrazione;
  • per la Commissione il recepimento e l’attuazione pieni, corretti e tempestivi della normativa energetica UE da parte di tutti gli Stati sono essenziali per gli obiettivi UE 2030 su energia e clima;
  • «secondo l’articolo 28» la Commissione «valuterà e rivedrà» la direttiva entro la fine del 2028.

La risposta non nomina gli Stati, non dà un numero e non annuncia una proposta di modifica. Il testo dell’interrogazione (chi l’ha posta e cosa chiedeva) non l’abbiamo ancora letto sulla pagina del Parlamento europeo: qui riportiamo solo la risposta.

Dove la stampa e l’atto dicono cose diverse. Alcuni titoli (per esempio Eunews, 20/10/2026) parlano di «ammutinamento» dei governi: la risposta non usa quella parola. «Metà degli Stati ha già in parte recepito» non vuol dire che metà degli Stati abbia recepito: la Commissione dice che oltre la metà ha dichiarato un recepimento parziale, e lo dice come motivo per non parlare di fallimento collettivo. Il testo della direttiva (art. 28) dice «valuta … e, se necessario, presenta proposte»; la risposta dice «valuterà e rivedrà»: non indica cosa cambierà.

Cosa cambia per te

Se abiti una casa in classe F o G

Al 21/10/2026 non cambia niente. Il 2028 è la data in cui la Commissione valuta la direttiva, non una scadenza per la tua casa. Da verificare: la classe riportata sul tuo APE e, se stai pensando a dei lavori, quanto costerebbe un salto di classe: i numeri di partenza si prendono con il calcolatore costi e si confrontano con un tecnico abilitato. Una domanda da fare al tecnico: se le regole italiane cambiassero, quell’intervento avrebbe ancora senso per la mia casa?

Se vuoi vendere

Le regole di vendita restano quelle italiane in vigore: la direttiva non è recepita e il riesame, previsto entro la fine del 2028, al 21/10/2026 non ha prodotto proposte. Per sapere cosa guarda un acquirente oggi, la pagina su vendere casa in classe G.

Se hai una seconda casa o una casa ereditata

Valgono le stesse considerazioni: nessuna scadenza sul singolo immobile. L’obiettivo della direttiva è di portafoglio nazionale, non una classe per ogni casa. Dettagli nella pagina su case green e seconda casa.

Per chi affitta, compra o abita in condominio la sostanza è la stessa: al 21/10/2026 nessun obbligo nuovo. Cosa chiedere a un tecnico o all’amministratore dipende dal singolo caso.

Cosa non cambia

  • Nessun obbligo di classe entro una data per la singola abitazione, in Italia, al 21/10/2026.
  • Nessun divieto di vendita o di affitto per classe energetica: lo spiega la guida alla direttiva.
  • Nessuna legge italiana di recepimento. La legge di delegazione europea approvata a marzo 2026 (L. 17/03/2026, n. 36) non include la direttiva (articoli 1-19 e Allegato A, Gazzetta Ufficiale n. 70 del 25/03/2026); la legge 2024 (L. 91/2025) nemmeno. L’8/10/2026 il Ministro dell’Ambiente ha dichiarato al Senato che il MASE ha trasmesso una bozza di principi e criteri direttivi per il recepimento nella legge di delegazione europea 2026 (che il comunicato del Ministero dice «attualmente in discussione al Senato») e che il Ministero sta svolgendo le attività istruttorie per predisporre lo schema di decreto legislativo. Un decreto non c’è.

Cosa non sappiamo ancora

  • Se la Commissione proporrà modifiche prima del 2028. La risposta del 19/10 non le annuncia. Lo sapremo se comparirà una proposta o un calendario del riesame.
  • Quali Stati hanno dichiarato un recepimento parziale. La risposta non li indica.
  • Con quale testo e quando l’Italia darà la delega. Lo sapremo quando il disegno di legge di delegazione europea 2026 avrà un voto al Senato: al 21/10/2026 non risulta una data verificata.
  • Cosa conterrà il decreto per chi ha casa. Non esiste un testo. La flessibilità di bilancio citata dal Ministro riguarda le spese energetiche e, nei suoi esempi, edifici pubblici come scuole, università e sanità.

Cosa puoi controllare adesso

  • La classe energetica scritta sul tuo APE e la sua data.
  • Le domande da portare a un tecnico abilitato prima di un preventivo.

Il recepimento italiano non c’è ancora; una stima indicativa dei lavori si può fare già adesso.

Stima i lavori sulla tua casa →

Le prossime date

Quando Cosa Quanto è sicuro
Inizio dicembre 2026 (data prevista) Finiscono i due mesi del parere motivato del 01/10/2026 per la bozza del piano nazionale di ristrutturazione non inviata. Dopo, la Commissione può decidere di portare il caso alla Corte di giustizia UE: non è automatico Il giorno esatto dipende dalla data di notifica, non pubblicata
31/12/2026 Scadenza della direttiva per il primo piano nazionale definitivo (art. 3, par. 7) Data fissata dal testo
31/12/2028 La Commissione valuta la direttiva e, se necessario, presenta proposte (art. 28) Data fissata dal testo

Domande frequenti

La Commissione ha deciso di cambiare la direttiva case green?
Nella risposta del 19/10/2026 non annuncia una proposta di modifica: dice che, secondo l’art. 28, valuterà e rivedrà la direttiva entro la fine del 2028.

Il riesame del 2028 può cambiare le regole per la mia casa?
Potrebbe portare proposte in un senso o nell’altro: l’art. 28 chiede di valutare, tra l’altro, se servano ulteriori misure vincolanti. Eventuali modifiche seguirebbero il normale iter legislativo dell’Unione e, in Italia, un recepimento. Al 21/10/2026 non c’è nessun testo.

L’Italia ha già una delega per recepire la direttiva?
Al 21/10/2026 no: non è nella legge di delegazione europea di marzo 2026 (L. 36/2026) né nella precedente (L. 91/2025). Il Ministro ha parlato di una bozza di principi per la legge di delegazione europea 2026, non ancora approvata.

Registro degli aggiornamenti

  • 21/10/2026 — prima pubblicazione. Stato verificato sulle fonti del 21/10/2026.

Fonti

Le informazioni contenute hanno scopo informativo e si basano sulla normativa vigente alla data di pubblicazione. Non costituiscono consulenza professionale, fiscale, legale, finanziaria o tecnica. Per decisioni che impattano la situazione patrimoniale, fiscale o edilizia consultare sempre un professionista abilitato (architetto, geometra, ingegnere, commercialista, consulente finanziario, notaio).

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