Classe energetica G: oltre 3,5 volte il riferimento, e il calo di consumo per arrivare in F da 4, 5 o 6 volte

Classe energetica G: cosa significa e quanto consumo tagliare per uscirne

Cosa significa classe energetica G, in 30 secondi

Risposta in 30 secondi: una casa in classe energetica G ha un fabbisogno di energia primaria non rinnovabile superiore a 3,5 volte quello del suo edificio di riferimento, cioè della stessa casa costruita con i requisiti minimi in vigore dal 2021 (linee guida APE del 26 giugno 2015, Tabella 2). È l’ultima lettera della scala ed è l’unica senza limite superiore: dentro la G c’è la casa a 3,6 volte e quella a 7 volte il riferimento. Per passare in F il consumo deve scendere fino a 3,5 volte; per arrivare in E fino a 2,6 volte. Oggi in Italia una casa in G si può abitare, vendere e affittare, e nessuna legge obbliga il proprietario a ristrutturarla (verificato il 21/10/2026).

Questa pagina spiega cosa dice la lettera G sull’APE, come capire se la tua casa è «appena» in G o molto lontana dalla F, perché un edificio finisce in fondo alla scala e quanto deve calare il consumo per risalire. Il quadro di tutte le lettere è nella guida alle classi energetiche da A4 a G.

La classe energetica G sull’APE: cosa misura

Sull’attestato di prestazione energetica la classe nasce da un solo indice, l’EPgl,nren: l’energia primaria non rinnovabile che servirebbe ogni anno, in condizioni standard, per riscaldare, raffrescare, produrre acqua calda e, se c’è, ventilare la casa. Il tecnico lo confronta con l’indice dell’edificio di riferimento. Se il rapporto supera 3,50, la lettera è G.

Due conseguenze pratiche:

  • la G non è un numero di kWh: con un riferimento di 60 kWh/m² l’anno la classe G comincia a 210; con un riferimento di 90 comincia a 315. Le tabelle che fissano la G «sopra 160 kWh/m²» descrivono un caso, non la regola;
  • la G è una fascia aperta: le altre lettere hanno un pavimento e un soffitto, la G solo un pavimento. Due case in G possono essere molto diverse fra loro, e la lettera da sola non lo dice.

Come capire se sei «appena» in G

Nella prima pagina dell’APE, accanto alla classe, c’è il valore dell’indice in kWh/m² l’anno e, alla voce «Riferimenti», l’indice che avrebbe in media un immobile simile se fosse nuovo. Il rapporto fra i due dà un’idea della distanza dalla F. È un’indicazione approssimativa: la classe si calcola con le tecnologie standard dell’edificio di riferimento, che non coincidono del tutto con il valore «se nuovi». Per un numero preciso serve il certificatore.

Il giudizio sull’involucro

Lo stesso APE dà un giudizio qualitativo sul fabbricato, d’inverno e d’estate (qualità alta, media o bassa). Una casa in G con involucro di qualità bassa ha il problema nei muri, nel tetto e nelle finestre; una casa in G con involucro di qualità media lo ha soprattutto negli impianti. È la prima informazione da guardare prima di pensare a quale lavoro fare.

Perché una casa finisce in classe energetica G

Le cause si sommano quasi sempre. Le più frequenti, per come è fatto il conto:

  1. Involucro senza isolamento: pareti piene o a cassa vuota, tetto e solaio verso cantine o sottotetti non isolati, ponti termici su pilastri, travi e balconi. Molte case costruite prima delle prime leggi sul risparmio energetico degli anni Settanta hanno questo profilo.
  2. Serramenti a vetro singolo o con telai che lasciano passare aria.
  3. Generatore vecchio o poco efficiente per riscaldamento e acqua calda: lo stesso calore costa più energia primaria.
  4. Nessuna fonte rinnovabile che copra una parte dei consumi: nel conto della classe pesa solo l’energia non rinnovabile.
  5. Forma dell’edificio: case isolate, piccole o con molte superfici esposte disperdono di più, anche se il riferimento ne tiene conto in parte.

Il peso di ciascuna causa sulla tua casa lo dicono le raccomandazioni dell’APE, che le linee guida chiedono di compilare con gli interventi più significativi ed economicamente convenienti.

Uscire dalla classe energetica G: quanto deve scendere il consumo

Siccome la G non ha un tetto, lo sforzo per uscirne dipende da dove si parte. Il conto si fa sui rapporti con il riferimento, quindi vale per qualunque casa. Tre case tipo, costruite per l’esempio:

Casa in G con indice pari a Per arrivare in F (3,5 volte) Per arrivare in E (2,6 volte) Per arrivare in D (2,0 volte)
4 volte il riferimento -12,5% -35% -50%
5 volte -30% -48% -60%
6 volte -42% -57% -67%

Per una casa a 4 volte il riferimento, la F può essere a portata di un solo lavoro ben scelto. Per una casa a 6 volte, già la F chiede di togliere oltre due quinti dell’energia non rinnovabile, e la D due terzi: di solito servono interventi sull’involucro e sull’impianto insieme.

Un riscontro viene dal Superbonus, che chiedeva almeno due classi in più. Nei lavori conclusi entro il 31/12/2025, rileva l’ENEA, circa il 60% degli edifici partiva da G o F, e dopo i lavori circa due edifici su tre erano in una delle classi A. Erano interventi profondi, su edifici interi, con un incentivo che oggi non c’è più per le case private: mostrano che uscire dalla G si può, non che sia economico per chiunque.

Classe energetica G e bolletta: perché i due numeri non coincidono

L’indice dell’APE è un consumo calcolato: temperatura interna, ore di accensione e clima sono quelli standard delle norme di calcolo, uguali per tutti. La bolletta registra invece come la casa viene usata davvero. Una famiglia che riscalda poche stanze, o una seconda casa abitata due mesi l’anno, può pagare poco pur stando in classe energetica G; un’abitazione in classe migliore, tenuta calda tutto il giorno, può pagare di più.

L’indice conta in energia primaria non rinnovabile, quindi pesa in modo diverso gas, elettricità dalla rete e calore prodotto da fonti rinnovabili sul posto. Per questo cambiare il generatore può spostare la lettera più di quanto cambi la bolletta, e il contrario. La classe serve a confrontare le case fra loro a parità di condizioni; per sapere quanto spenderai, contano i consumi reali degli ultimi anni, che un venditore o un proprietario può mostrare.

Quanto costerebbero i lavori per uscire dalla G?

Stima i lavori con il calcolatore dei costi →

Da dove si parte: l’ordine dei lavori

Ogni casa ha il suo ordine, e lo stabilisce il tecnico. Un criterio che si ritrova spesso: prima ridurre il calore che serve, poi cambiare il modo di produrlo. Un impianto nuovo dimensionato su una casa che disperde molto rischia di essere sovradimensionato quando, anni dopo, si isola.

Involucro

Isolamento delle pareti (cappotto termico), del tetto o del solaio verso ambienti freddi, sostituzione dei serramenti. In una casa in G con giudizio «qualità bassa» sul fabbricato è la leva che di solito pesa di più sull’indice.

Impianto

Un generatore più efficiente o una pompa di calore, che usa in parte energia rinnovabile e quindi abbassa la quota non rinnovabile dell’indice. Il confronto fra le due strade è nella guida caldaia o pompa di calore. Dal 1° gennaio 2025 la sola caldaia a combustibili fossili non ha più detrazioni (L. 30 dicembre 2024, n. 207, art. 1, comma 55): restano agevolabili, con i loro requisiti, pompe di calore, sistemi ibridi, microcogeneratori e generatori a biomassa.

Costi

Gli ordini di grandezza per salto di classe sono nella guida ai costi della ristrutturazione energetica; il metodo per stimarli caso per caso, pensato anche per i professionisti, nella guida all’adeguamento energetico. Le detrazioni valgono il 50% sull’abitazione principale e il 36% negli altri casi per le spese del 2026; il 36% e il 30% per quelle del 2027, a legge vigente (L. 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 22).

Classe G e direttiva case green: cosa è vero oggi

La direttiva (UE) 2024/1275 non impone una classe alla singola abitazione. Per il residenziale fissa una traiettoria del consumo medio nazionale, con almeno il 55% della riduzione da ottenere sul 43% degli edifici con le prestazioni peggiori (art. 9): una quota del parco, non una lettera. In Italia non è ancora recepita, e al parere motivato della Commissione del 1° ottobre 2026 il piano nazionale di ristrutturazione non risultava inviato; lo stato aggiornato è nella pagina case green in Italia: a che punto siamo.

C’è poi un effetto meno noto. Con la nuova scala chiesta dall’art. 19, la G sarà la lettera degli edifici peggiori del parco nazionale nel momento in cui la scala verrà introdotta: molte case oggi in G o in F potrebbero cambiare lettera senza nessun lavoro. Come e quando, lo spieghiamo nella pagina sul nuovo APE.

Se devi comprare, vendere o affittare una casa in G

Le domande cambiano a seconda di chi sei, e ognuna ha la sua guida:

Domande frequenti

Classe energetica G cosa vuol dire, in parole semplici?
Che la casa, in condizioni standard, ha bisogno di più di 3,5 volte l’energia non rinnovabile che userebbe la stessa casa costruita con i requisiti minimi di oggi. È l’ultima lettera della scala.

Una casa in classe G è fuori legge?
No. Al 21/10/2026 nessuna norma italiana vieta di abitare, vendere o affittare una casa in classe G, né obbliga a ristrutturarla. Serve l’APE nelle vendite e nelle nuove locazioni, come per ogni altra classe.

Quanto consuma una casa in classe G?
Almeno 3,5 volte il proprio riferimento, che cambia con clima, forma e dimensioni. Il valore della tua casa è scritto nell’APE, in kWh/m² l’anno: è un consumo calcolato in condizioni standard, non la bolletta.

Con un solo intervento si esce dalla classe G?
Dipende da quanto la casa è lontana dalla F. Se l’indice è poco sopra 3,5 volte il riferimento, un lavoro ben scelto può bastare; se è 5 o 6 volte, di solito ne servono più d’uno. Lo verifica il tecnico simulando l’APE dopo i lavori.

Che differenza c’è fra classe energetica G e casa «da ristrutturare»?
Nessun legame automatico. La classe misura il fabbisogno energetico; una casa può essere in G con impianti e finiture in buono stato, oppure in buona classe ma con altri lavori da fare.

La nuova scala europea cambierà la mia classe G?
Può darsi: la G sarà ridefinita come la lettera degli edifici peggiori del parco nazionale. Finché l’Italia non recepisce la direttiva, vale la scala attuale.

Fonti

  • DM 26 giugno 2015, «Linee guida nazionali per l’attestazione della prestazione energetica degli edifici», Allegato 1, paragrafo 2, Tabelle 1 e 2; Appendice B (format dell’APE, voci «Riferimenti» e prestazione del fabbricato).
  • ENEA, Rapporto annuale «Detrazioni fiscali» 2026, cap. 4.3: classi energetiche prima e dopo i lavori del Superbonus (parte energetica) al 31/12/2025.
  • Direttiva (UE) 2024/1275, artt. 9 e 19.
  • L. 30 dicembre 2024, n. 207, art. 1, comma 55; L. 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 22.

Avvertenza: la pagina riporta stime e informazioni sulle regole vigenti al 21/10/2026, non una consulenza. La classe di una casa e l’effetto dei lavori li valuta un tecnico abilitato con l’APE; per detrazioni e scelte d’acquisto o vendita rivolgiti a un professionista abilitato.

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