Stufa senza canna fumaria: cosa esiste davvero, le regole e i costi nel 2026
Stufa senza canna fumaria, in 30 secondi
Risposta in 30 secondi: una stufa che brucia legna o pellet produce fumi, e i fumi devono uscire. Quella venduta «senza canna fumaria» ha di solito un tubo piccolo pensato per uscire dal muro. Ma per gli impianti installati dopo il 31 agosto 2013 il DPR 412/1993 (art. 5, comma 9) chiede lo sbocco sopra il tetto, e le deroghe previste dal testo vigente portano tutte ad apparecchi a gas. Senza canna restano gli apparecchi che non bruciano nulla da scaricare fuori (elettrici) e quelli a bioetanolo, che non sono un impianto di riscaldamento. Se la casa la canna non ce l’ha, il conto vero è farla: ai prezzi della Regione Piemonte (ed. 2026) un condotto in acciaio a doppia parete posato parte da 236,25 € al metro, ponteggio escluso. Stime indicative, non un preventivo.
Qui sotto: cosa vende davvero chi scrive «senza canna fumaria», cosa dice la regola e quali deroghe prevede, le alternative che non scaricano fumi, quanto costa mettersi in regola con un caso di esempio, cosa cambia in condominio. Come si installa una stufa a pellet (aria comburente, dimensionamento, tiraggio) è spiegato nella guida alla stufa a pellet con la sua canna fumaria.
Cosa c’è dietro la scritta «senza canna fumaria»
Sotto la stessa etichetta finiscono apparecchi molto diversi. Vanno separati prima di guardare il prezzo.
- Stufe a pellet con scarico «a parete». Un ventilatore spinge i fumi in un tubo di piccolo diametro che esce dal muro. Una canna serve lo stesso: è solo più corta e orizzontale. È il caso che la regola del 2013 riguarda direttamente.
- Stufe a pellet «canalizzate» o «compatte». Spesso il richiamo «senza canna» indica solo che lo scarico può essere coassiale o di piccola sezione. Anche qui i fumi vanno portati fuori, e dove sbocca il condotto decide se l’impianto è in regola.
- Stufe e camini a bioetanolo. Bruciano un liquido e non hanno condotto: i prodotti della combustione restano nella stanza. Non si collegano a nessun impianto.
- Apparecchi elettrici (radiatori elettrici, pannelli radianti, termoarredi). Non c’è combustione, quindi non ci sono fumi.
- Stufe a gas a camera stagna («a flusso bilanciato»): prendono l’aria fuori e scaricano fuori con un doppio condotto. Sono gli unici apparecchi per cui il decreto prevede deroghe allo sbocco sul tetto, a condizioni precise.
La regola: dal 31 agosto 2013 i fumi escono sopra il tetto
Il riferimento è l’articolo 5 del DPR 26 agosto 1993, n. 412, nel testo vigente al 25 ottobre 2026. Il comma 9 dice che gli impianti termici installati dopo il 31 agosto 2013 devono essere collegati a camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione «con sbocco sopra il tetto dell’edificio alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente». La data viene dal DL 63/2013, che ha introdotto la regola con decorrenza dal 31 agosto 2013.
Il comma 9-bis elenca i casi in cui si può derogare: sostituzione di generatori individuali che già scaricavano a parete prima di quella data, vincoli di tutela dell’edificio, impossibilità tecnica attestata e asseverata dal progettista, ristrutturazione di impianti individuali in edifici con più alloggi privi di una canna idonea, installazione di generatori ibridi o pompe di calore a gas. Il comma 9-ter dice però cosa si deve installare per usare la deroga, e in tutti i casi si tratta di generatori a gas: a camera stagna con rendimento sopra una soglia, oppure a condensazione con emissioni di ossidi di azoto non superiori a 70 mg/kWh, oppure ibridi e pompe di calore a gas; i terminali vanno posizionati secondo la norma tecnica del gas. Per una stufa a legna o a pellet, leggendo il testo vigente, una strada di deroga non c’è.
Resta da capire se la stufa è un «impianto termico». La definizione vigente dal giugno 2020 (D.Lgs 192/2005, art. 2) parla di «impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti […] indipendentemente dal vettore energetico utilizzato». Una stufa fissa installata per scaldare la casa rientra di norma qui. I casi limite (un apparecchio occasionale, una seconda casa) li valuta l’installatore abilitato, che a fine lavori firma la dichiarazione di conformità: con uno scarico fuori regola non può farlo.
Quanto sopra il tetto deve uscire lo fissa la norma tecnica di installazione, che è a pagamento. Dalla trascrizione di un corso di formazione che abbiamo in biblioteca: su un tetto a falde lo sbocco sta oltre la zona di rispetto, almeno 50 cm sopra il colmo; sui tetti piani la quota cresce con la potenza dell’apparecchio. Il valore del proprio caso lo verifica l’installatore.
Le alternative senza canna, una per una
Bioetanolo: fiamma vera, niente condotto
Il bioetanolo brucia producendo anidride carbonica e vapore acqueo, che restano nella stanza, e consuma l’ossigeno dell’aria interna. Per questo i fabbricanti indicano un volume minimo della stanza e il ricambio d’aria necessario: sono le istruzioni da leggere prima dell’acquisto. Non abbiamo trovato in biblioteca una norma nazionale sull’installazione di questi apparecchi; la norma tecnica di prodotto è a pagamento e non la riproduciamo. Il punto pratico: è un apparecchio d’ambiente, non si collega all’impianto e non porta calore nelle altre stanze. Il listino della Regione Piemonte non ha voci per il bioetanolo, quindi qui non diamo prezzi.
Elettrico: nessun fumo, il conto è in bolletta
Radiatori elettrici, pannelli radianti e termoarredi non hanno combustione e non chiedono canne. Costano poco da installare e molto da far funzionare, in proporzione al prezzo dell’energia elettrica e alle ore di uso. Per il bagno, resa in watt e scelta del termoarredo sono nella guida al termoarredo elettrico.
Gas a camera stagna: l’unica deroga prevista
Le stufe a gas a flusso bilanciato prendono l’aria da fuori e scaricano fuori con un doppio condotto. Il Prezzario Piemonte 2026 ne riporta la fornitura (voce PR125.S185.000.000): 454,74 € fino a 3.500 watt, posa e allaccio esclusi. Lo scarico a parete però è ammesso solo se il caso rientra nelle deroghe del comma 9-bis e l’apparecchio ha i requisiti del comma 9-ter: va verificato con un installatore abilitato prima dell’acquisto, non dopo. Se in casa il gas non c’è, l’allaccio e il suo collaudo sono un discorso a parte (guida alla certificazione dell’impianto gas).
La canna si fa meglio a lavori aperti: mettila nel conto della ristrutturazione.
Quanto costa farsi la canna: le voci del prezzario
Se si vuole una stufa a legna o a pellet e la casa non ha uno scarico idoneo, la spesa vera è il condotto. Le voci della Regione Piemonte (ed. 2026, prezzi con spese generali e utile d’impresa, IVA esclusa), dalla più leggera alla più pesante:
| Voce (codice) | Prezzo |
|---|---|
| Pulizia di una canna verticale esistente, a camino 05.P66.A70.005 |
29,06 € |
| Condotto inox a parete singola Ø 130 mm, per rivestire una canna esistente, posato PR125.C070.010.010 + posa 15% (05.P76.A10.005) |
100,16 €/m |
| Canna inox a doppia parete coibentata Ø 127 mm, posata PR125.C070.000.000 + posa 15% |
236,25 €/m |
| Canna inox a doppia parete coibentata Ø 152 mm, posata PR125.C070.000.005 + posa 15% |
265,60 €/m |
Il diametro non si sceglie sul prezzo: lo indicano il fabbricante della stufa e il calcolo del tiraggio. La voce del listino per la posa esclude il ponteggio, che si conta a parte.
Caso di esempio: casa da 100 m² su due piani, stufa al piano terra
Caso costruito da noi, prezzi letti il 25/10/2026 sul Prezzario Piemonte ed. 2026, IVA esclusa.
| Situazione | Stima |
|---|---|
| Canna in muratura esistente e utilizzabile: pulizia e rivestimento interno con 10 m di condotto inox Ø 130 mm | 29,06 + 1.001,65 = 1.030,71 € |
| Nessuna canna: 8 m di canna esterna inox a doppia parete Ø 152 mm fino oltre il colmo | 2.124,80 €, ponteggio, raccordi alla stufa e opere murarie esclusi |
Prima di contare sulla prima riga, la canna esistente va ispezionata: sezione, tenuta, assenza di altri apparecchi collegati. Se non è idonea si passa alla seconda. Restano fuori, e non li stimiamo perché dipendono dalla casa: il ponteggio o la piattaforma, i fori nel tetto con la loro impermeabilizzazione, la presa d’aria esterna, la stufa stessa e la dichiarazione di conformità dell’installatore.
In condominio
Una canna esterna corre in facciata e attraversa il tetto: tocca parti comuni e l’aspetto dell’edificio. L’articolo 1122 del codice civile vieta al condomino le opere che danneggiano le parti comuni o pregiudicano stabilità, sicurezza o decoro architettonico, e chiede di dare comunque notizia preventiva all’amministratore, che riferisce all’assemblea. Regolamento condominiale e regolamento edilizio del Comune possono aggiungere condizioni. Per un appartamento ai piani intermedi la via più semplice, quando esiste, è una canna collettiva o una vecchia canna da rivestire: lo verificano l’amministratore e un tecnico.
C’è anche un controllo che riguarda il territorio: alcune Regioni limitano i generatori a biomassa in base alla classe ambientale. Le classi le definisce il DM 7 novembre 2017, n. 186, da 1 a 5 stelle: per una stufa a legna, per esempio, la classe 5 stelle chiede un rendimento almeno dell’85% e particolato non oltre 25 mg/Nm³, la 2 stelle 75% e 75 mg/Nm³. La classe è scritta nel libretto dell’apparecchio; quanto pesa sul Conto Termico è spiegato nella guida alla stufa a legna. Le regole regionali vanno lette prima dell’acquisto.
Domande frequenti
Si può mettere una stufa a pellet con lo scarico a parete?
Per un impianto installato dopo il 31 agosto 2013, il DPR 412/1993 chiede lo sbocco sopra il tetto; le deroghe del comma 9-bis, nel testo vigente al 25/10/2026, richiedono generatori a gas con requisiti precisi. Per il pellet una deroga non è prevista. Il caso concreto lo valuta l’installatore abilitato, che deve poter firmare la dichiarazione di conformità.
Una stufa a bioetanolo è in regola senza canna?
Non ha condotto per costruzione: i prodotti della combustione restano nella stanza. Contano le istruzioni del fabbricante su volume minimo del locale e ricambio d’aria. Non è un impianto di riscaldamento: scalda la stanza in cui si trova.
Quanto costa fare una canna fumaria per la stufa?
Nel nostro caso di esempio, 8 metri di canna esterna in acciaio a doppia parete Ø 152 mm valgono 2.124,80 € posati ai prezzi del Prezzario Piemonte 2026, IVA e ponteggio esclusi. Se c’è una canna in muratura da rivestire, con 10 metri di condotto e la pulizia si scende a 1.030,71 €. Sono stime indicative.
E la stufa a gas senza canna fumaria?
Le stufe a gas a camera stagna scaricano fuori con un doppio condotto, e sono le uniche per cui il decreto prevede deroghe allo sbocco sul tetto, nei casi del comma 9-bis e con i requisiti del 9-ter. Le stufe a gas senza alcuno scarico, da interno, sono un’altra cosa: per un uso fisso in casa vanno verificate con un installatore prima dell’acquisto.
Fonti
- DPR 26 agosto 1993, n. 412, art. 5, commi 9, 9-bis, 9-ter e 9-quater, testo vigente al 25/10/2026 (in vigore nella versione attuale dal 29/04/2022; decorrenza della regola dal 31/08/2013 per il DL 4 giugno 2013, n. 63, convertito dalla L. 90/2013).
- D.Lgs 19 agosto 2005, n. 192, art. 2, lettera l-tricies, testo vigente dall’11/06/2020.
- DM Ambiente 7 novembre 2017, n. 186, art. 1 e allegato 1, tabella 1 (Gazzetta Ufficiale n. 294 del 18/12/2017).
- Codice civile, art. 1122, testo vigente consultato il 03/10/2026.
- Regione Piemonte, Prezzario opere pubbliche ed. 2026, elenco prezzi in formato XLS: voci 05.P66.A70.005, 05.P76.A10.005 e risorse PR125.C070.010.010, PR125.C070.000.000, PR125.C070.000.005, PR125.S185.000.000, letti il 25/10/2026.
- Corso di formazione sulla norma UNI 10683, tavole sulla quota di sbocco (fonte secondaria: il testo della norma è a pagamento e non lo riproduciamo).
Avvertenza: le cifre di questa pagina sono stime indicative su un listino pubblico e su un caso costruito da noi, con le regole vigenti al 25/10/2026: non sono un preventivo. Le informazioni hanno scopo informativo e si basano sulla normativa vigente alla data di pubblicazione; non costituiscono consulenza professionale, tecnica, legale o fiscale. Installazione, scarico dei fumi e dichiarazione di conformità spettano a un’impresa abilitata; per pratiche e decisioni sulla casa consulta un professionista abilitato (architetto, geometra, ingegnere).



