Visura APE: come trovare l’attestato di una casa e se vale ancora
Visura APE, in 30 secondi
Risposta in 30 secondi: una visura APE nel senso della visura catastale, cioè una ricerca nazionale aperta a tutti, non esiste: la banca dati nazionale degli attestati (SIAPE, gestita da ENEA) mostra ai cittadini solo dati aggregati. L’attestato di una casa precisa si ritrova da quattro parti: il proprietario, che deve renderlo disponibile dall’inizio della trattativa; l’atto di compravendita, a cui va allegata una copia; il tecnico che l’ha firmato; la banca dati della Regione a cui è stato trasmesso (in Lombardia si chiama CENED). Trovato l’APE, si controlla se vale ancora: al massimo 10 anni dal rilascio, e meno se i controlli di efficienza della caldaia non sono stati fatti (D.Lgs. 192/2005, art. 6, testo vigente al 25/10/2026).
Qui sotto: perché la visura APE non funziona come quella catastale, dove si ritrova un attestato già fatto, le banche dati regionali, come si legge la scadenza vera, cosa fare se l’APE non c’è o è decaduto, le domande frequenti. Che cosa sia l’APE, quando serve e quanto costa è nella guida all’attestato di prestazione energetica; come se ne fa uno nuovo, in quella su come fare l’APE.
Perché la visura APE non è come la visura catastale
Con la visura catastale chiunque ottiene i dati di un immobile partendo dall’indirizzo o dagli identificativi. Per l’APE la strada è diversa, ed è scritta nel decreto sulle linee guida nazionali (DM 26 giugno 2015):
- il tecnico che firma l’attestato ne trasmette una copia alla Regione (o Provincia autonoma) competente e lo consegna al proprietario entro i quindici giorni successivi; è la Regione che archivia gli attestati;
- ogni anno, entro il 31 marzo, le Regioni mandano i dati al SIAPE, il sistema informativo nazionale degli APE istituito presso ENEA;
- nel SIAPE Regioni e Comuni vedono i dati completi del loro territorio, mentre i cittadini accedono ai dati in forma aggregata (art. 6, comma 3, del decreto): statistiche per classe, zona, anno, non l’attestato di un appartamento.
Per dare un’idea della dimensione: secondo il rapporto annuale ENEA-CTI sulla certificazione energetica (pubblicato ad aprile 2026, dati al 2024), al 1° aprile 2025 il SIAPE conteneva circa 6,4 milioni di attestati emessi fra il 2015 e il 2024. Sono tutti lì, ma non si cercano uno per uno da casa. La visura catastale, dal canto suo, non riporta la classe energetica: il decreto del 2015 prevede solo che il SIAPE diventi progressivamente interoperabile con il catasto degli edifici.
Dove si ritrova un APE che esiste già
Le strade, in ordine di semplicità:
- Il proprietario. Chi vende o affitta deve rendere disponibile l’APE al potenziale acquirente o al nuovo inquilino all’avvio della trattativa e consegnarlo alla fine (D.Lgs. 192/2005, art. 6, comma 2). Per chi compra o prende in affitto, chiederlo prima di fare un’offerta è un diritto, non una cortesia.
- L’atto di compravendita. Nei contratti di compravendita va inserita una clausola con cui l’acquirente dichiara di aver ricevuto l’attestato, e una copia dell’APE va allegata all’atto (art. 6, comma 3). Chi ha comprato casa negli ultimi anni ritrova quindi l’APE fra gli allegati del proprio atto; nei contratti di affitto di singole unità immobiliari, invece, la copia non va allegata.
- Il tecnico che l’ha firmato. Nome e dati del certificatore sono nell’attestato stesso; se si sa chi l’ha redatto, può fornirne copia al proprietario.
- La banca dati della Regione. È dove l’attestato è stato trasmesso. Cosa si può consultare, e con quali credenziali, lo decide ogni Regione (vedi sotto).
- L’annuncio. Gli annunci di vendita o affitto devono riportare la classe energetica e gli indici di prestazione (art. 6, comma 8; esclusi gli affitti di case usate meno di quattro mesi l’anno). Dà la classe, non il documento: utile per un primo confronto, non al posto dell’APE.
Le banche dati regionali: CENED e le altre
Ogni Regione e Provincia autonoma ha il proprio catasto energetico degli APE; l’elenco, con gli enti che li gestiscono e i riferimenti di legge regionali, è nell’allegato 3 del rapporto ENEA-CTI citato sopra. Qualche esempio dallo stesso allegato:
| Regione | Banca dati degli APE |
|---|---|
| Lombardia | CENED, gestito da una società della Regione |
| Piemonte | SIPEE, sistema informativo regionale |
| Emilia-Romagna | SACE, sistema regionale |
| Toscana | SIERT, sistema regionale |
| Abruzzo, Calabria, Lazio, Puglia | catasti regionali gestiti da ENEA |
Lo stesso rapporto conta nove catasti regionali gestiti direttamente da ENEA, quasi tutti nel centro-sud. Per alcune Regioni l’allegato indica una pagina dedicata ai cittadini, per altre solo l’accesso riservato ai certificatori: se la propria Regione non offre una consultazione pubblica, la strada resta il proprietario, l’atto o il tecnico. Le ricerche «visura APE CENED» riguardano la Lombardia: per un immobile in un’altra Regione il CENED non lo contiene.
La classe dell’APE è bassa e pensi ai lavori? Metti nel conto cappotto, infissi e impianto.
Come si controlla se l’APE vale ancora
La prima pagina dell’attestato, nel modello nazionale (appendice B delle linee guida), riporta in alto il codice identificativo e la data «valido fino al». Quella data è il limite massimo, non la scadenza certa. I controlli da fare:
- Dieci anni al massimo. L’APE ha una validità temporale massima di 10 anni dal rilascio (art. 6, comma 5).
- Lavori fatti dopo. Va aggiornato a ogni intervento di ristrutturazione o riqualificazione che modifica la classe energetica: un cappotto, gli infissi, il generatore di calore. Un APE di prima dei lavori può non descrivere più la casa.
- Controlli della caldaia. I dieci anni valgono solo se sono stati rispettati i controlli di efficienza energetica degli impianti termici previsti dal DPR 74/2013. Se non lo sono, l’APE decade il 31 dicembre dell’anno successivo alla prima scadenza non rispettata. Per questo i libretti di impianto vanno allegati all’attestato, in originale o in copia.
- Dati catastali. L’attestato riporta comune catastale, foglio, particella e subalterni: devono coincidere con quelli della visura catastale dell’immobile che si sta comprando o affittando.
- Sopralluogo. Il modello chiede al tecnico di dichiarare se ha eseguito almeno un sopralluogo, che le linee guida prevedono sempre.
Il motivo per cui l’APE è stato redatto (vendita, affitto, lavori) è scritto in prima pagina, ma non ne limita l’uso: nel periodo di validità lo stesso attestato vale anche per fini diversi, come precisa la legenda del modello nazionale.
Caso di esempio: l’APE della caldaia senza controlli
Caso costruito da noi, regole lette il 25/10/2026. Un appartamento ha un APE rilasciato a marzo 2019, con «valido fino al» marzo 2029. La caldaia a gas è da 24 kW: per i generatori a gas fra 10 e 100 kW il DPR 74/2013 (allegato A) fissa il controllo di efficienza energetica ogni 4 anni, e il libretto indica la prossima scadenza a marzo 2023.
| Cosa è successo | Fino a quando vale l’APE |
|---|---|
| Controlli fatti alle scadenze del libretto, nessun lavoro che cambia la classe | marzo 2029 |
| Controllo di marzo 2023 non fatto | 31 dicembre 2024 |
| Cappotto fatto dopo il rilascio dell’APE | va aggiornato: la classe è cambiata |
La lettura della scadenza sul libretto e la verifica dei rapporti di controllo si fanno con il manutentore o con il tecnico certificatore: qui l’esempio serve solo a mostrare come la data stampata può non essere quella vera.
Se l’APE non si trova o non vale più
Per vendere o affittare con un nuovo contratto serve un attestato in corso di validità: se c’è già, non se ne fa un altro (art. 6, comma 10); se non c’è o è decaduto, il proprietario deve farne uno nuovo. Le sanzioni previste a carico del proprietario vanno da 3.000 a 18.000 euro per la vendita e da 300 a 1.800 euro per un nuovo contratto di affitto (D.Lgs. 192/2005, art. 15, commi 8 e 9, testo vigente al 25/10/2026); per le clausole nei contratti valgono quelle dell’art. 6, comma 3, spiegate nella guida all’APE.
Un attestato vecchio non si butta. Le linee guida (allegato 1, punto 7.1.4) prevedono che il proprietario possa mettere a disposizione del nuovo certificatore un attestato di qualificazione energetica, anche non più valido, o una diagnosi energetica: il tecnico li usa dopo averne verificato completezza e congruità, e il lavoro si semplifica. In condominio, l’amministratore deve dare al condomino che lo chiede le informazioni e i dati dell’edificio che servono per l’APE della sua unità.
Un listino pubblico del prezzo di un APE non c’è: le tariffe le fissa il professionista. Chi può firmarlo e come si svolge il lavoro è nella guida su come fare l’APE; cosa dice la classe dell’attestato sulla casa, nella guida alle classi energetiche.
Domande frequenti
Si può fare una visura APE online?
Non con una ricerca nazionale aperta a tutti: la banca dati nazionale (SIAPE) mostra ai cittadini solo dati aggregati (DM 26/06/2015, art. 6). Alcune banche dati regionali hanno una sezione per i cittadini, altre sono riservate ai tecnici. Le strade sicure restano il proprietario, l’atto di compravendita e il tecnico che l’ha firmato.
Come faccio a sapere se una casa in vendita ha già l’APE?
L’annuncio deve riportare classe energetica e indici di prestazione, e il venditore deve rendere disponibile l’attestato dall’avvio della trattativa (D.Lgs. 192/2005, art. 6). Si può chiedere copia prima dell’offerta e controllare codice, data di validità e dati catastali.
Quanto dura l’APE?
Al massimo 10 anni dal rilascio. Decade prima se si fanno lavori che cambiano la classe energetica, e il 31 dicembre dell’anno successivo alla prima scadenza non rispettata dei controlli di efficienza dell’impianto termico.
Un APE fatto per l’affitto vale anche per vendere?
Sì, finché è valido: la motivazione scritta in prima pagina non limita l’uso dell’attestato per gli altri fini di legge, come precisa la legenda del modello nazionale.
Che cos’è il CENED?
È la banca dati degli APE della Regione Lombardia, indicata come tale nel rapporto annuale ENEA-CTI sulla certificazione energetica. Contiene gli attestati degli immobili lombardi: per le altre Regioni ci sono banche dati diverse.
Fonti
- D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 192, art. 6 (attestato di prestazione energetica, testo in vigore dall’11/06/2020) e art. 15 (sanzioni), testo vigente consultato il 25/10/2026.
- DM 26 giugno 2015, «Linee guida nazionali per l’attestazione della prestazione energetica degli edifici»: decreto (artt. 4 e 6), allegato 1 (punti 7.1.4, 7.1.5 e 8.1.2), appendice B (modello di APE).
- DPR 16 aprile 2013, n. 74, allegato A (periodicità dei controlli di efficienza energetica), testo vigente letto il 25/10/2026.
- ENEA-CTI, Rapporto annuale sulla certificazione energetica degli edifici, pubblicato ad aprile 2026: capitolo 2 (SIAPE) e allegato 3 (riferimenti regionali).
Avvertenza: le informazioni contenute hanno scopo informativo e si basano sulla normativa vigente alla data del 25/10/2026; le regole di accesso alle banche dati regionali cambiano da Regione a Regione. Non costituiscono consulenza professionale, tecnica o legale. La validità di un attestato e la redazione di un APE nuovo spettano a un tecnico abilitato alla certificazione energetica; per compravendite e contratti consulta il notaio o un professionista abilitato.



