Unità esterna dello split con etichetta del gas e manometri sul circuito: controllo delle perdite da circa 7,4 kg di R32

Manutenzione del condizionatore: ogni quanto farla, cosa dice la legge e quanto costa

Manutenzione del condizionatore, in 30 secondi

Risposta in 30 secondi: la manutenzione del condizionatore ha due parti. Quella di chi lo usa: pulire i filtri con la frequenza indicata nel libretto del fabbricante. Quella del tecnico: controllo di scarico condensa, batterie, collegamenti e, se serve, del circuito del gas. Il controllo periodico delle perdite di gas è richiesto dal regolamento europeo F-gas (Reg. UE 2024/573) solo sopra 5 tonnellate di CO2 equivalente: con l’R32 vuol dire circa 7,4 kg di gas, e la quantità è scritta sull’etichetta della macchina. Sotto quella soglia vale la regola generale: tenere l’impianto in sicurezza seguendo le istruzioni del fabbricante e dell’installatore (DM 37/2008, art. 8).

Qui sotto: cosa si fa da soli e cosa no, ogni quanto, quando la legge chiede il controllo delle perdite e come leggerlo sull’etichetta, perché la ricarica del gas non è manutenzione, le voci che pesano sul costo e le domande frequenti. Se il problema è l’acqua che gocciola dall’unità interna, la guida giusta è quella al condizionatore che perde acqua.

Le due parti della manutenzione: tua e del tecnico

Cosa si fa da soli

  • Filtri dell’unità interna: si sfilano aprendo il frontale, si lavano o si aspirano e si rimettono asciutti. È la manutenzione che incide di più sul funzionamento quotidiano, perché un filtro intasato riduce il passaggio d’aria.
  • Pulizia esterna dell’unità interna con un panno asciutto, a macchina spenta e staccata.
  • Un’occhiata all’unità esterna: foglie, nidi, oggetti appoggiati che bloccano l’aria. Senza smontare niente.

Prima di tutto, si stacca la corrente. E la frequenza giusta per i filtri non è un numero valido per tutti: la indica il libretto d’uso e manutenzione del fabbricante, e dipende da quanto si usa la macchina e da quanta polvere c’è in casa.

Cosa fa il tecnico

  • pulizia e igienizzazione delle batterie di scambio (interna ed esterna) e della vaschetta;
  • controllo dello scarico della condensa, che con il tempo si sporca;
  • controllo dei collegamenti elettrici, dei fissaggi e del ventilatore;
  • misura del funzionamento (temperature dell’aria, assorbimento) e, se qualcosa non torna, controllo del circuito del gas.

L’ultima voce è diversa dalle altre: aprire il circuito, aggiungere o recuperare gas e riparare una perdita sono interventi che il regolamento F-gas riserva a persone e imprese certificate (Reg. UE 2024/573, artt. 3 e 10). Il certificato si controlla nel registro telematico nazionale delle Camere di commercio (DPR 146/2018, art. 15). Chi può fare cosa, e perché lo split e il monoblocco sono diversi, è spiegato nella guida al condizionatore senza unità esterna.

Ogni quanto fare la manutenzione

Per un condizionatore di casa, la legge non fissa una cadenza unica per la pulizia o il controllo tecnico. Il riferimento è il DM 37/2008: il proprietario adotta le misure necessarie a conservare le caratteristiche di sicurezza dell’impianto, tenendo conto delle istruzioni per l’uso e la manutenzione dell’installatore e dei fabbricanti (art. 8, comma 2). Quindi:

  • filtri: con la frequenza del libretto, più spesso nei mesi di uso continuo;
  • controllo del tecnico: con la cadenza indicata dal fabbricante, e comunque quando la macchina raffredda meno, fa rumori nuovi, gela o gocciola;
  • controllo delle perdite: quando lo chiede il regolamento F-gas, cioè sopra la soglia che vediamo qui sotto, con le frequenze che il regolamento stesso fissa.

Per gli impianti di climatizzazione esistono anche regole sui controlli di efficienza energetica e sul libretto di impianto, che dipendono dalla potenza e dalle disposizioni regionali: se il proprio impianto vi rientra lo sa dire il manutentore.

Quando la legge chiede il controllo delle perdite

Il regolamento (UE) 2024/573 chiede di controllare periodicamente le perdite delle apparecchiature fisse di condizionamento e delle pompe di calore che contengono 5 tonnellate di CO2 equivalente o più di gas fluorurati (art. 5, par. 1 e 2). Per le apparecchiature ermeticamente sigillate installate negli edifici residenziali c’è un’esenzione sotto i 3 kg di gas, se l’etichetta lo indica (art. 5, par. 1).

Le tonnellate di CO2 equivalente si ottengono moltiplicando i chili di gas per il suo potenziale di riscaldamento globale (GWP). Per l’R32 (difluorometano), il GWP indicato nell’allegato I del regolamento è 675:

Gas e soglia Valore
GWP dell’R32 (allegato I) 675
Soglia per il controllo delle perdite 5 t CO2 eq
Chili di R32 che fanno 5 t CO2 eq (5.000 ÷ 675) circa 7,4 kg
Frequenza minima fra 5 e 50 t CO2 eq (art. 5, par. 6) ogni 12 mesi, ogni 24 con un sistema di rilevamento perdite

Non serve fare il conto da soli: l’etichetta obbligatoria della macchina, vicino agli attacchi del gas o sull’unità che lo contiene, riporta il nome del gas, la quantità in peso e in CO2 equivalente e il GWP (art. 12, par. 3 e 4). Se il valore in CO2 equivalente è sotto 5 tonnellate, il controllo periodico delle perdite del regolamento non scatta. Con altri gas la soglia in chili cambia, perché cambia il GWP: per questo il dato da guardare è il valore in CO2 equivalente, non i chili.

Quando il controllo è dovuto, lo fanno persone certificate (art. 5, par. 3) e l’operatore tiene i registri previsti (art. 7). Gli interventi sulle apparecchiature finiscono anche nella banca dati nazionale F-gas delle Camere di commercio, dove chi ha la macchina può consultare i dati e scaricarne un attestato (DPR 146/2018, art. 16).

La ricarica del gas non è manutenzione

Un’idea diffusa è che il gas del condizionatore «si consumi» e vada rabboccato ogni tanto. Non è così: il circuito è chiuso e il gas gira sempre lo stesso. Se manca gas, c’è una perdita. Ricaricare senza cercarla e ripararla vuol dire pagare il gas e ritrovarsi daccapo dopo qualche tempo.

Per questo, quando un tecnico propone una ricarica, le domande utili sono: dov’è la perdita, come è stata riparata, quanti chili di gas sono stati aggiunti e di che tipo, e se l’intervento è stato registrato. I gas fluorurati, del resto, si vendono solo a persone e imprese certificate (Reg. UE 2024/573, art. 11): la ricarica fai da te non è un’opzione.

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Quanto costa la manutenzione del condizionatore

Qui serve onestà: nel Prezzario della Regione Piemonte (edizione 2026), il listino pubblico che usiamo come riferimento, non c’è una voce per la manutenzione di uno split di casa. Non inventiamo un prezzo medio. Il listino dà però due voci che entrano nel conto:

Voce (Prezzario Piemonte 2026) Prezzo
Manodopera: operaio metalmeccanico specializzato, ora normale
RU00.M000.005.000
34,87 €/h
Gas refrigerante aggiuntivo R410A, fornitura
05.P73.A40.095
26,40 €/kg

I prezzi comprendono spese generali e utile d’impresa, IVA esclusa. L’R32 non ha una voce propria nel listino. Quello che decide il preventivo, in pratica, è:

  • il tempo: quante unità interne, se l’unità esterna è raggiungibile da terra o serve una scala o un mezzo;
  • cosa si fa: solo pulizia e controlli, oppure ricerca e riparazione di una perdita;
  • il gas, solo se va aggiunto dopo la riparazione, a chili;
  • l’eventuale uscita o diritto di chiamata, se l’impresa lo applica.

Due preventivi si confrontano bene solo se dicono le stesse cose: cosa comprende l’intervento, quante unità, se c’è la ricerca perdite e se il gas è compreso. Quanto costa invece installare uno split nuovo è spiegato nella guida all’installazione del climatizzatore.

Domande frequenti

La manutenzione del condizionatore è obbligatoria?
Il controllo periodico delle perdite di gas è richiesto dal regolamento UE 2024/573 per le apparecchiature con 5 tonnellate di CO2 equivalente o più di gas fluorurati: con l’R32 circa 7,4 kg, valore indicato sull’etichetta. Sotto la soglia non c’è una cadenza fissata per legge, ma il DM 37/2008 chiede al proprietario di mantenere l’impianto in sicurezza seguendo le istruzioni di fabbricante e installatore.

Ogni quanto vanno puliti i filtri del condizionatore?
Con la frequenza indicata nel libretto d’uso e manutenzione del fabbricante, più spesso nei periodi di uso continuo e nelle case con molta polvere. Si fa da soli, a macchina spenta e staccata dalla corrente.

Chi può ricaricare il gas del condizionatore?
Solo persone e imprese con certificato F-gas (Reg. UE 2024/573, art. 10), verificabile nel registro telematico nazionale delle Camere di commercio (DPR 146/2018, art. 15). Prima della ricarica va trovata e riparata la perdita: il gas non si consuma.

Quanto costa la manutenzione di un condizionatore?
Il Prezzario Piemonte ed. 2026 non ha una voce per la manutenzione di uno split; ha la manodopera specializzata a 34,87 €/h e il gas R410A aggiuntivo a 26,40 €/kg, IVA esclusa. Il conto dipende dal tempo, dal numero di unità, dall’accesso all’unità esterna e dall’eventuale riparazione di una perdita: va chiesto a preventivo.

Il condizionatore senza unità esterna ha bisogno della stessa manutenzione?
Filtri e scarico della condensa sì. Il circuito del gas, nei monoblocchi, è chiuso in fabbrica: le differenze sono spiegate nella guida al condizionatore senza unità esterna.

Fonti

  • Regolamento (UE) 2024/573 sui gas fluorurati a effetto serra, versione italiana pubblicata nella GU dell’Unione del 20/02/2024: artt. 3, 5, 7, 10, 11, 12 e allegato I (GWP dell’HFC-32).
  • DPR 16 novembre 2018, n. 146, artt. 15 e 16, testo vigente al 24/10/2026.
  • DM 22 gennaio 2008, n. 37, artt. 1 e 8, testo vigente al 25/10/2026.
  • Regione Piemonte, Prezzario opere pubbliche ed. 2026, elenco prezzi in formato XLS: RU00.M000.005.000 e 05.P73.A40.095, prezzi comprensivi di spese generali e utile d’impresa, letti il 25/10/2026.

Avvertenza: le informazioni di questa pagina hanno scopo informativo e si basano sulla normativa vigente al 25/10/2026; le cifre sono riferimenti di un listino pubblico, non un preventivo. Non costituiscono consulenza professionale, tecnica o legale. Gli interventi sul circuito del gas spettano a personale certificato F-gas; per l’impianto e le sue verifiche rivolgiti a un’impresa abilitata.

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