La tua casa ha tre metrature diverse, tutte e tre giuste: ecco perché l’annuncio dice 110 e tu ne cammini 87
Perché la stessa casa ha tre metrature diverse
Risposta in 30 secondi: non è un errore e quasi mai è un imbroglio: lo stesso appartamento ha tre superfici diverse, e sono tutte e tre corrette perché misurano cose diverse. La calpestabile è quella che cammini, dentro i muri. La superficie commerciale aggiunge una quota dei muri e una percentuale di balconi, cantina e giardino: è quella dell’annuncio. La catastale segue le regole di un decreto del 1998 e sta scritta in visura: è quella su cui si calcola la TARI. Su un appartamento reale possono essere 87, 99 e 110 metri quadri. Il numero che ti serve dipende da cosa devi fare: per i preventivi di ristrutturazione serve la calpestabile, per il prezzo al metro quadro la commerciale o la catastale, per le tasse la catastale. Chiedere «quanti metri è?» senza dire quale, è una domanda incompleta.
Qui sotto: cosa sono le tre superfici, con quali regole si calcolano davvero (le fonti sono citate), quale serve per cosa, e dove trovare quella che hai già senza calcolare niente.
1 · La calpestabile: quella che cammini
È l’area netta dei vani, misurata dentro i muri. I tecnici la chiamano superficie utile netta. Non comprende murature, né balconi, né cantina.
È l’unica delle tre che si misura direttamente in casa con un metro, ed è quella che serve quando si ristruttura: pavimenti, massetti, demolizioni, riscaldamento a pavimento si contano sul netto. Quando un’impresa ti chiede «quanti metri sono?» intende questa, e se le dai il numero dell’annuncio il preventivo parte già gonfiato del 15-25%.
Attenzione però: quasi nessun lavoro si preventiva davvero sui metri quadri di pavimento. La tinteggiatura si conta sulle pareti (perimetro per altezza, meno porte e finestre), il battiscopa a metri lineari, il cappotto sulla facciata, i serramenti a pezzi. La calpestabile è il punto di partenza, non la risposta a tutto.
2 · La superficie commerciale: quella dell’annuncio
È una convenzione di mercato, non una misura di legge. Serve a mettere sullo stesso piano una casa con due balconi e una senza, dando a ogni superficie secondaria un peso. Il riferimento più citato dalle agenzie è la norma UNI 10750 del novembre 2005, oggi sostituita dalla UNI 15733/2011; è una norma a pagamento, quindi qui riportiamo i criteri come li divulgano le fonti professionali, non il testo della norma.
Lo schema più diffuso somma:
- 100% della superficie calpestabile;
- 100% delle pareti divisorie interne non portanti;
- 50% delle pareti portanti interne e perimetrali — 100% se l’immobile è indipendente o monofamiliare — con un tetto: la quota dei muri non può superare il 10% della somma dei due punti precedenti;
- 25% di balconi e terrazze scoperti, 35% se coperti (chiusi su tre lati);
- 35% di patii e porticati, 60% delle verande;
- 15% dei giardini di appartamento, 10% di quelli di ville e villini.
Ed ecco il punto che quasi nessuno dice: questi coefficienti non sono universali. Le tabelle usate dalle associazioni di categoria cambiano da provincia a provincia. In un confronto fra quattro province del Nord-Est, i muri perimetrali pesano il 100% in tre e lo 0% nella quarta; le terrazze aperte seguono in alcune uno scaglione 50-40-30% per fasce di dimensione, in altre il 30% e basta. Quindi la frase «il tuo appartamento è 112 metri commerciali» è incompleta finché non si dice secondo quale tabella.
Hai il numero giusto e vuoi sapere quanto costa ristrutturare?
Opere, impianti e pratiche, voce per voce. Calcola una stima dei costi.
3 · La superficie catastale: quella che hai già
Questa non è una convenzione: è scritta in un regolamento, il DPR 138/1998, allegato C. Le regole, testuali, sono queste:
- i muri interni e perimetrali esterni si contano per intero fino a uno spessore massimo di 50 cm; i muri in comunione al 50% fino a 25 cm;
- le porzioni con altezza utile inferiore a 1,50 m non entrano nel computo;
- scale, rampe e ascensori interni si contano per la loro proiezione orizzontale, una volta sola, indipendentemente da quanti piani collegano;
- cantine, soffitte e simili al 50% se comunicanti con i vani principali, al 25% se non comunicanti;
- balconi e terrazze di pertinenza esclusiva: 30% fino a 25 mq e 10% oltre, se comunicanti; 15% e 5% se non comunicanti;
- l’area scoperta di pertinenza al 10% fino alla superficie dei vani principali e accessori diretti, 2% oltre;
- un tetto complessivo: pertinenze e accessori indiretti entrano al massimo per metà della superficie dei vani principali;
- il risultato si arrotonda al metro quadrato.
La buona notizia: questa non devi calcolarla. Per le unità dei gruppi A, B e C la superficie catastale è riportata direttamente in visura, calcolata d’ufficio. Se ti serve il numero, la risposta più rapida non è un calcolo ma una visura catastale.
È anche la superficie su cui il Comune calcola la TARI (con criteri suoi, da verificare sul regolamento comunale) e quella a cui sono riferite le quotazioni OMI dell’Agenzia delle Entrate. Quest’ultimo dettaglio è il più trascurato: chi prende il valore OMI al metro quadro e lo moltiplica per la calpestabile ottiene un valore sistematicamente più basso del vero, e l’errore non si vede.
Un caso concreto: 87, 99 e 110
Su un appartamento reale che abbiamo misurato, il conto è venuto così:
| superficie | mq | cosa comprende |
|---|---|---|
| calpestabile | 87 | i vani, dentro i muri |
| commerciale | 99 | + quota muri + balconi ponderati |
| dichiarata nell’annuncio | 110 | tabella più generosa, o pertinenze incluse |
Fra il primo e l’ultimo numero ci sono 23 metri quadri, il 26%. Nella maggior parte dei casi nessuno ha barato: sono convenzioni diverse applicate a superfici diverse. Ma per chi compra fa una differenza enorme, perché il prezzo al metro quadro che ha in testa è calcolato su un numero e la casa in cui vivrà è l’altro.
Quale numero serve, per cosa
| se devi… | serve |
|---|---|
| chiedere preventivi di ristrutturazione | calpestabile (e per molti lavori: pareti, perimetro, pezzi) |
| capire se il prezzo richiesto è in linea | commerciale, dichiarando la tabella; oppure catastale se usi l’OMI |
| controllare la TARI | catastale, dalla visura |
| scrivere un annuncio di vendita | commerciale, con la tabella dichiarata |
| capire se ci sta il divano | calpestabile, stanza per stanza |
Come si calcolano, in pratica
La calpestabile si misura: metro alla mano, stanza per stanza, lunghezza per larghezza, sommando. Su una planimetria si può stimare, ma solo se c’è un riferimento certo di scala — una quota stampata o una misura reale presa in casa. Una planimetria catastale in cui la scala è solo dichiarata (1:200) non basta per uno screenshot: lo zoom e il ritaglio hanno già perso quel riferimento.
La commerciale si calcola partendo dalla calpestabile e aggiungendo le quote viste sopra, tabella alla mano. La catastale non si calcola: si legge in visura.
Un’ultima avvertenza di metodo: la planimetria depositata al catasto è un documento fiscale e identificativo, non un rilievo metrico garantito, e in molte case non corrisponde più allo stato di fatto. Se i numeri che ottieni sono lontani da quelli degli atti, la verifica è di un tecnico abilitato, non di un calcolo.
Domande frequenti
Qual è la superficie «vera» della mia casa?
Sono vere tutte e tre: misurano cose diverse. La domanda giusta non è quale sia vera, ma quale serve per quello che devi fare.
Perché l’annuncio dice più metri di quelli che cammino?
Perché la superficie commerciale comprende una quota dei muri e una percentuale ponderata di balconi, cantina ed eventuale giardino. Una differenza del 15-25% è normale; oltre, vale la pena chiedere come è stata calcolata.
Dove trovo la superficie catastale?
Nella visura catastale: per le unità dei gruppi A, B e C viene riportata già calcolata. Non serve rifarla.
Che numero devo dare all’impresa per il preventivo?
La calpestabile, e meglio ancora stanza per stanza. Ma chiedi sempre su quale grandezza sta calcolando la singola voce: per la tinteggiatura contano le pareti, non il pavimento.
I coefficienti della superficie commerciale sono uguali in tutta Italia?
No. Le tabelle usate cambiano da zona a zona, anche su voci importanti come i muri perimetrali e le terrazze. Un numero commerciale senza la sua tabella è un numero a metà.
Posso usare le quotazioni OMI moltiplicandole per i metri che cammino?
No, ed è un errore frequente: le quotazioni OMI sono riferite alla superficie catastale del DPR 138/1998. Usare la calpestabile porta a sottostimare il valore.
La cantina e il box contano nei metri quadri?
Nella calpestabile no. Nella commerciale e nella catastale sì, ma con percentuali ridotte e regole diverse a seconda che siano comunicanti o no con i vani principali.
In sintesi
Tre superfici, tre numeri, tre usi. La calpestabile è per i lavori, la commerciale per il mercato, la catastale per il fisco — e quest’ultima ce l’hai già in visura. Le informazioni di questa pagina sono di carattere generale e aggiornate a settembre 2026: i criteri del DPR 138/1998 sono quelli testuali del regolamento, mentre le percentuali della superficie commerciale sono prassi di mercato che varia per zona. Per un immobile specifico, la misura e la sua qualificazione vanno verificate con un tecnico abilitato.
Calcola il costo della tua ristrutturazione
Stima personalizzata in pochi secondi: costi, bonus fiscali applicabili e simulazione mutuo.
Prova il calcolatore gratuito →


