Torino: CILA 57,92 € di diritti, altezza minima 2,70 m riducibile a 2,40, zona sismica 3 e climatica E 2617 GG

Ristrutturare casa a Torino nel 2026: regole, pratiche, costi

Cosa cambia a ristrutturare casa a Torino nel 2026?

Risposta in 30 secondi: per ristrutturare casa a Torino valgono le regole nazionali, ma quattro cose locali cambiano progetto e conto. La pratica si presenta solo per via telematica su MUDE Open Piemonte e i diritti di segreteria sono €57,92 per la C.I.L.A. e €188,36 per la S.C.I.A. (tariffe in applicazione dal 12 gennaio 2026). Il Regolamento Edilizio n. 381 chiede 2,70 m di altezza interna, riducibili a 2,40 m in corridoi, bagni e ripostigli, e ammette il bagno cieco solo con aspirazione ad almeno 5 ricambi d’aria l’ora e antibagno aerato. Dal 2019 Torino è in zona sismica 3: gli interventi strutturali passano dalla denuncia dei lavori in zona sismica. È zona climatica E, 2.617 gradi giorno, ma sull’edificato di pregio l’art. 106 limita il cappotto esterno e si isola dall’interno. Un listino torinese di opere compiute pubblico e gratuito non esiste: gli ordini di grandezza sono nella nostra guida ai costi al mq. Indicazioni orientative, da verificare con un tecnico abilitato. Calcola una stima sul tuo caso →

A Torino si ristruttura quasi sempre l’esistente, e l’esistente qui ha caratteristiche sue: abitazioni più piccole della media italiana e moltissimi alloggi teleriscaldati, senza caldaia da sostituire.

Il Regolamento Edilizio 381: le regole che riscrivono il progetto

Il riferimento è il Regolamento Edilizio n. 381, approvato con D.C.C. del 2 luglio 2018 e vigente nella versione della modifica del 2 ottobre 2023 (DEL 600/2023), esecutiva dal 16 ottobre 2023. Quattro articoli decidono se un’idea di ristrutturazione sta in piedi.

Altezze (art. 77.1). Il comma 3 fissa l’altezza interna minima a 2,70 m per i locali di abitazione o di permanenza di persone, riducibile a 2,40 m per corridoi, disimpegni, servizi igienici e ripostigli. Nell’esistente il comma 4 lett. b) ammette altezze inferiori, fra l’altro nei locali già legittimamente abitativi purché non si riducano le altezze medie preesistenti, previa valutazione A.S.L. E per isolamento dall’interno e pannelli radianti la minima è derogabile fino a 10 cm: è la norma che tiene in piedi cappotto interno e riscaldamento a pavimento in molte case torinesi.

Superfici minime (art. 77.2 c. 1). Qui si decidono frazionamenti, cambi d’uso e recuperi di sottotetto.

Locale Minimo previsto dall’art. 77.2 c. 1
Locale di abitazione 9,00 m²
Camera doppia 14,00 m²
Soggiorno 14,00 m²
Cucina a uso esclusivo 4,00 m², larghezza minima 1,60 m
Primo bagno (alloggio nuovo, frazionato o da recupero sottotetto) 3,00 m², larghezza minima 1,50 m, con vaso, bidet, vasca o doccia e lavabo
Secondo bagno 1,10 m², larghezza minima 0,90 m
Monolocale 28,00 m² per una persona, 38,00 m² per due

Il comma 3 salva l’esistente se l’intervento non eccede il restauro e risanamento conservativo e migliora i requisiti igienico-sanitari: è la porta da cui passano molte ristrutturazioni di alloggi sotto misura. Chi fraziona, invece, quei minimi se li trova davanti tutti.

Aria, luce e bagno cieco (art. 77.3). Servono un fattore di luce diurna medio di almeno il 2% e una superficie finestrata apribile pari ad almeno 1/8 del pavimento; per gli edifici anteriori al D.M. 5 luglio 1975 valgono almeno i parametri dell’epoca di costruzione, clausola che copre gran parte del costruito torinese. Il bagno cieco è ammesso con aspirazione meccanica ad almeno 5 ricambi d’aria l’ora, divieto di apparecchi a fiamma libera e antibagno aerato di almeno 1,10 m², lato minimo 0,90 m, salvo il secondo servizio a uso esclusivo di una camera da letto: da sapere prima di spostare i sanitari, insieme alla guida su quanto costa rifare il bagno.

Facciate, colore e interrati (artt. 106, 109 e 77.4). Sugli edifici di pregio tutelati dall’Allegato A alle N.U.E.A. di P.R.G. il cappotto esterno è ammesso solo su fronti interamente a intonaco e privi di elementi di pregio, previ saggi stratigrafici e con riduzione di almeno il 10% dei limiti di trasmittanza (D.Lgs. 192/2005). Neppure la tinteggiatura è libera: l’art. 109 richiama il Regolamento n. 239 — Piano del colore e il «verbale colore». L’art. 77.4 esclude seminterrati e sotterranei dalla permanenza abitativa. Vedi anche la guida al regolamento edilizio.

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MUDE, diritti di segreteria e tempi

Le pratiche edilizie si presentano solo per via telematica sul portale MUDE Open Piemonte, con pagamento sincrono PagoPA/PiemontePay integrato; i versamenti spontanei restano ammessi solo per edilizia libera, denunce sismiche, deroghe alle barriere architettoniche e verbale colore. L’ufficio è la Divisione Edilizia Privata, Piazza San Giovanni 5. Gli importi sono quelli delle Tariffe Edilizia Privata 2026 (D.C.C. 761 del 15 dicembre 2025, dal 12 gennaio 2026).

Pratica Diritti Bollo Totale
C.I.L.A. (art. 6-bis D.P.R. 380/2001) €57,92 — €57,92
C.I.L.A. con lavori già iniziati (sanzione ridotta €333,33) €57,92 — €391,25
S.C.I.A. (art. 22 D.P.R. 380/2001) €188,36 — €188,36
Permesso di costruire (art. 10): 5% del contributo di costruzione, da €188,36 a €1.949,13 €188,36 minimo €32,00 da €220,36
Segnalazione Certificata di Agibilità (art. 24) €188,36 — €188,36
Denuncia lavori in zona sismica (art. 93) €17,35 €16,00 €33,35
Verbale colore (reg. 239 e art. 109 reg. 381) €56,62 €32,00 €88,62

Un’esenzione va conosciuta: nessun diritto di segreteria per la S.C.I.A. di eliminazione delle barriere architettoniche presentata direttamente dal titolare, con documentazione sanitaria che ne dimostri il diritto.

Sui tempi, le schede di servizio del Comune dichiarano C.I.L.A. e S.C.I.A. ordinaria con lavori avviabili lo stesso giorno del deposito, 30 giorni per la S.C.I.A. alternativa al permesso di costruire e, per il permesso di costruire, istruttoria di 60 giorni con provvedimento entro 90 giorni. Nel tempo reale sono la parte piccola: rilievo, elaborati ed eventuale passaggio A.S.L. per le deroghe dell’art. 77 pesano di più.

Quanto costa: quali numeri torinesi esistono davvero

È il punto in cui molte pagine locali inventano. Due prezzari coprono Torino e nessuno dei due consente di pubblicare un prezzo torinese di opera compiuta.

  • Prezzario della Regione Piemonte 2026 (D.G.R. 12-2656 del 9 giugno 2026), gratuito sulla piattaforma regionale, ma di opere e lavori pubblici: riferimento, non listino praticato al privato, con spese generali al 16% e utile d’impresa al 10%.
  • Prezzario delle Opere Edili ed Impiantistiche sulla piazza di Torino della Camera di commercio, ed. 34 del dicembre 2025, oltre 19.000 voci: il più pertinente per la città. Ma l’edizione gratuita contiene solo Manodopera e Materiali: tramezzi, massetto, intonaco, tinteggiatura, posa e punto luce stanno nelle Opere Compiute, a pagamento, e da contenuti a pagamento non prendiamo prezzi.

La forbice resta quindi la nostra, nazionale, spiegata voce per voce nella guida ai costi di ristrutturazione al mq: orientativamente 300-600 €/m² per un intervento leggero, 600-1.100 €/m² per una standard con bagno, impianti e serramenti, 1.100-1.800 €/m² per una totale con nuova distribuzione. Torino sta nel Nord-Ovest metropolitano, dove le nostre stime si collocano nella metà alta della forbice. Sono intervalli per capire se il progetto sta nel budget, da sostituire appena si hanno due o tre offerte vere.

Due correzioni locali contano più della cifra al metro: se l’alloggio è teleriscaldato non c’è un generatore da comprare, e una voce che altrove pesa migliaia di euro sparisce; dove il cappotto esterno non è ammesso, la spesa energetica si sposta sull’isolamento interno e sui serramenti.

La casa che si ristruttura davvero a Torino

I dati ISTAT di 8milaCensus per il comune di Torino (censimento 2011) descrivono un patrimonio meno antico di quanto si racconti: le abitazioni storiche occupate, anteriori al 1919, sono l’8,5% contro il 15,5% del Piemonte e il 10,2% dell’Italia, l’età media del patrimonio recente è 36,8 anni e l’88,4% degli edifici risulta in buono stato. La superficie media è 85,6 m² contro 99,3 m² nazionali e le abitazioni in proprietà sono il 65,8% contro il 72,5%: più affitto che altrove, quindi più ristrutturazioni per mettere a reddito.

Poi c’è ciò che rende Torino diversa da quasi tutte le città italiane: il teleriscaldamento. La rete IREN dell’area metropolitana dichiara 779 km di doppia tubazione, 77,9 milioni di m³ allacciati e 519.111 abitanti serviti (fonte del gestore, 20/09/2026; il dato della sola città non è pubblicato). Per chi ristruttura, il «cambio caldaia» spesso non esiste come voce: si lavora su distribuzione interna, terminali e contabilizzazione, e cambia anche il perimetro dei bonus.

Sulla ripartizione degli edifici per epoca di costruzione non esiste invece un dato pubblico citabile: le cifre che girano sulla stampa locale non hanno fonte statistica e non le riportiamo.

Incentivi: cosa c’è e cosa non c’è al 20 settembre 2026

Sul piano nazionale, al 20/09/2026 vale il bonus ristrutturazione: 50% per l’abitazione principale, 36% per gli altri immobili, tetto 96.000 € per unità, 10 quote annuali; dal 2027 le aliquote scendono a 36% e 30%. Capienza IRPEF e requisiti si verificano con un commercialista o un CAF.

Sul piano locale il quadro va detto per com’è:

  • Contributi L. 13/1989 per l’eliminazione delle barriere architettoniche: canale permanente e attivo, per persone con disabilità motoria o sensoriale, condomìni in cui risiedono, genitori o tutori. La domanda si presenta in qualsiasi giorno dell’anno, ma entra nella graduatoria annuale quella pervenuta entro il 1° marzo, ad A.T.C. del Piemonte Centrale, Corso Dante 14. Punto spesso taciuto: l’inserimento in elenco non dà diritto al contributo, che dipende dalle risorse statali trasferite alla Regione.
  • Nessun bando regionale o comunale su ristrutturazione o efficienza energetica aperto ai privati cittadini al 20/09/2026: il bando regionale FESR 2021-2027 sull’efficienza energetica degli edifici, aperto fino al 30 ottobre 2026, è riservato a enti pubblici; gli avvisi del Comune riguardano altri temi.

Zona E, 2.617 gradi giorno e sismica 3: cosa cambia nei lavori

Torino è in zona climatica E con 2.617 gradi giorno (D.P.R. 412/1993, Allegato A, e aggiornamenti), con accensione degli impianti dal 15 ottobre al 15 aprile, massimo 14 ore al giorno, salvo ampliamenti del Sindaco. Fabbisogno invernale alto: l’isolamento dell’involucro rende, ma sul costruito di pregio la strada esterna è spesso chiusa dall’art. 106, e si va dall’interno con la deroga dei 10 cm dell’art. 77.1.

Sulla sismica c’è un cambio che molti non hanno registrato: Torino è passata dalla zona 4 alla zona 3 con D.G.R. n. 6-887 del 30 dicembre 2019 (B.U. del 23 gennaio 2020, efficace dopo sei mesi). Per gli interventi strutturali serve quindi la denuncia dei lavori in zona sismica ex art. 93 del D.P.R. 380/2001 — €17,35 più €16,00 di bollo — con i relativi elaborati; se l’intervento tocchi le strutture lo stabilisce un ingegnere o un architetto. Resta poi l’umidità di risalita dei piani bassi, per cui l’art. 77.4 chiede intercapedini di almeno 1,00 m sugli interrati.

Mercato: quanto pesa il ristrutturato sul valore

Il ponte fra spesa di ristrutturazione e valore qui è misurabile, perché le quotazioni OMI distinguono lo stato conservativo: sulle microzone torinesi lo stato «ottimo» vale orientativamente un +20/30% sulla quotazione tabellare, mentre lo «scadente», cioè da ristrutturare, sconta un −25/35%. Fra microzone periferiche e centrali il valore al metro quadro cambia di circa tre volte: le 18 microzone con le quotazioni aggiornate stanno nella pagina quotazioni OMI Torino per zona. Restano medie statistiche: la stima del singolo immobile spetta a un tecnico.

Sull’offerta locale: a fine 2025 nella città metropolitana risultavano registrate 34.909 imprese delle costruzioni, il 15,8% delle 221.224 sedi d’impresa, in calo dello 0,2% (Camera di commercio di Torino, 4 marzo 2026). Tante imprese, ma un comparto che si restringe: motivo in più per confrontare più preventivi.

Prima del preventivo, metti in fila i numeri

Tre strumenti, tre numeri di partenza per Torino: pavimenti, impianto elettrico, bagno. Parti da qui, non dal preventivo dell’impresa.


Strumento pavimenti · 4 domande57 €/m² è fornitura e posa. Nel computo c’è anche questo.Rimozione del vecchio pavimentom²€Discesa e smaltimento macerie—€Rasatura del fondom²€Battiscopa, posatoml€Totale con IVA±15%€Vedi le tue voci sui tuoi m²→

Stima orientativa, non un preventivo d’impresa. Prezzi da Prezzario Regione Piemonte (edizione 2025) e stime di mercato dichiarate, adeguati alla zona che indichi: verificali comunque con offerte locali.


Strumento impianto elettrico · 4 domandeda 62 €/m²: rifacimento completo, livello piu’ economico, caso 90 m². Nel computo c’è anche questo.Punti luce e presen.€Quadro e linee—€Tracce e ripristini murariml€Dichiarazione di conformità DM 37/2008—€Totale con IVA±15%€Vedi le tue voci sul tuo impianto→

Stima orientativa, non un preventivo d’impresa: è quanto costa rifare l’impianto, non un giudizio su quello che hai adesso — quello lo dà un tecnico abilitato dopo averlo visto. Prezzi da Prezzario Regione Piemonte (edizione 2025) e stime di mercato dichiarate, adeguati alla zona che indichi: verificali comunque con offerte locali.

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Alle voci locali — diritti di segreteria, verbale colore, denuncia sismica, onorario del tecnico — va aggiunto un accantonamento per imprevisti.

Domande frequenti su ristrutturare a Torino

Quanto costa la CILA a Torino nel 2026?
I diritti di segreteria comunali sono €57,92, senza bollo, per le tariffe in vigore dal 12 gennaio 2026; con lavori già iniziati si aggiunge la sanzione ridotta di €333,33 (totale €391,25). È la sola quota del Comune: l’onorario del tecnico resta a parte.

Serve la SCIA a Torino per rifare il bagno?
Dipende da cosa si fa, non dalla stanza: finiture e impianti interni senza modifiche strutturali né di prospetto rientrano di norma nei titoli più leggeri, mentre spostare tramezzi o toccare le strutture porta verso S.C.I.A. e denuncia sismica. Il titolo lo individua un tecnico abilitato.

A Torino posso fare un bagno cieco?
Sì: l’art. 77.3 del Regolamento Edilizio 381 lo ammette con aspirazione ad almeno 5 ricambi d’aria l’ora, divieto di apparecchi a fiamma libera e antibagno aerato di almeno 1,10 m², lato minimo 0,90 m, salvo il secondo servizio a uso esclusivo di una camera da letto.

Posso mettere il riscaldamento a pavimento se ho 2,70 m di altezza?
L’art. 77.1 prevede per isolamento dall’interno e pannelli radianti una deroga all’altezza minima fino a 10 cm; l’applicazione al caso concreto passa dal progettista.

Ci sono bonus del Comune di Torino per ristrutturare casa?
Al 20/09/2026 non risultano bandi comunali o regionali su ristrutturazione o efficienza energetica aperti ai privati: l’unico canale locale attivo è il contributo della L. 13/1989 per le barriere architettoniche.

Fonti

  • Città di Torino — Regolamento Edilizio n. 381 (D.C.C. 2 luglio 2018; vigente dopo la DEL 600/2023, esecutiva 16 ottobre 2023) e Regolamento n. 239 «Piano del colore».
  • Città di Torino — Tariffe Edilizia Privata 2026 (D.C.C. 761 del 15 dicembre 2025) e schede di servizio su C.I.L.A., S.C.I.A. e P.d.C.
  • Regione Piemonte — Prezzario 2026 (D.G.R. 12-2656 del 9 giugno 2026); classificazione sismica (D.G.R. 6-887 del 30 dicembre 2019); gradi giorno (D.P.R. 412/1993, All. A).
  • Camera di commercio di Torino — Prezzario Opere Edili e Impiantistiche, ed. 34, dicembre 2025; «Natimortalità delle imprese nel 2025», 4 marzo 2026.
  • ISTAT — 8milaCensus, comune di Torino, censimento 2011.
  • Gruppo IREN — dati di rete del teleriscaldamento dell’area torinese.
  • Regione Piemonte / A.T.C. — contributi L. 13/1989 per le barriere architettoniche.
  • Agenzia delle Entrate — agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie.

Fonti consultate il 20 settembre 2026.

Disclaimer: riferimenti normativi, tariffari e di costo orientativi, aggiornati al 20 settembre 2026; diritti, deroghe e incentivi cambiano per delibera. Non sono consulenza tecnica, legale o fiscale: per progetto e pratiche rivolgersi a un tecnico abilitato e alla Divisione Edilizia Privata della Città di Torino; per il fisco a un commercialista o a un CAF.

Pagina aggiornata: 20 settembre 2026.

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