I quattro blocchi della caldaia divisi fra quelli verificabili da soli e quelli riservati al tecnico abilitato

La caldaia che non parte: quello che puoi guardare tu e quello che non devi toccare

Il sintomo dice gia’ meta’ della risposta

Risposta in 30 secondi: quando la caldaia non parte la prima cosa da guardare non è la caldaia, è cosa non parte. Se non fa né acqua calda né riscaldamento e mostra un codice di blocco, nella grande maggioranza dei casi il colpevole è la pressione dell’impianto: a impianto freddo deve stare fra 1 e 1,5 bar, e sotto una certa soglia l’apparecchio si ferma da solo. Se invece i termosifoni scaldano e l’acqua calda no, il problema è nel circuito sanitario e non nella combustione. Il manometro, il termostato e l’interruttore si possono guardare da soli; tutto quello che sta oltre il mantello è di un tecnico abilitato ai sensi del DM 37/2008, e non è una formalità: è un apparecchio a gas.

È il guasto che arriva sempre di venerdì sera, e quello in cui cinque minuti di lettura evitano metà delle chiamate.

La pressione, la causa piu’ banale e la piu’ frequente

Sul frontale di quasi ogni caldaia murale c’è un piccolo manometro, oppure un valore di pressione sul display. Con l’impianto freddo l’ago deve trovarsi indicativamente fra 1 e 1,5 bar. Quando scende troppo, la scheda impedisce l’accensione per non far girare a vuoto la pompa.

Il rabbocco si fa dal rubinetto di carico, lentamente, guardando l’ago salire. Ma la parte che conta è un’altra: una pressione che cala una volta l’anno è normale, una che cala ogni due settimane non lo è. In quel caso non hai un rabbocco da fare, hai una perdita da trovare o un vaso di espansione che ha perso la sua carica. Rabboccare e basta significa nascondere il guasto e riempire l’impianto di acqua nuova, che porta con sé ossigeno e calcare.

Stai valutando di cambiare il generatore?

Stima il costo dell’intervento →

Quando manca solo l’acqua calda

Se i radiatori si scaldano ma dal rubinetto esce tiepido, la combustione funziona: il difetto sta nella parte che porta il calore all’acqua sanitaria. Le tre imputate abituali sono lo scambiatore a piastre incrostato, la valvola deviatrice che non commuta e la sonda che legge male la temperatura.

Dove l’acqua è dura lo scambiatore è il sospettato numero uno, e il segnale tipico è graduale: prima l’acqua diventa meno calda d’inverno, poi non basta più per la doccia. Non è una rottura improvvisa, è un’occlusione che cresce. Se in casa c’è già calcare visibile su rubinetti e box doccia, la diagnosi è quasi scritta.

Il contrario — acqua calda sì, termosifoni no — punta invece verso il cronotermostato, la sua batteria, o una valvola di zona rimasta chiusa. Prima di pensare al generatore vale la pena verificare che il termostato stia davvero chiedendo calore.

Il gelo, i fumi e i blocchi che si ripetono

Nelle caldaie a condensazione esiste un guasto stagionale che spiazza tutti: il tubo di scarico della condensa che ghiaccia. L’apparecchio produce acqua acida che deve defluire; se il tratto esterno gela, l’acqua non esce, il sifone si riempie e la caldaia si ferma. Succede nelle notti più fredde e si risolve, alla radice, isolando o rifacendo quel tratto con la giusta pendenza.

C’è poi il capitolo dei fermi legati all’evacuazione dei fumi e alla mancanza di fiamma. Qui la regola è secca: il tasto di sblocco si preme una volta. Se l’apparecchio si arresta di nuovo, il ripristino ripetuto non è una soluzione ma una forzatura su un dispositivo che si è attivato per una ragione. A quel punto si chiama, e non si insiste.

Cosa costa la chiamata e cosa la evita

L’uscita di un tecnico per una diagnosi si colloca indicativamente fra 70 e 160 €, ricambi esclusi, con differenze sensibili fra città e periodo dell’anno — a metà dicembre nessuno arriva in giornata al prezzo di maggio.

La manutenzione periodica non è un abbonamento facoltativo: è il modo in cui i difetti descritti sopra si intercettano prima. Il libretto d’impianto e i controlli di efficienza energetica hanno periodicità stabilite dalla normativa e dalle indicazioni del costruttore, e quando arriva l’occasione di sostituire l’apparecchio conviene sapere che cambiare la caldaia apre scelte diverse da una semplice riparazione.

Domande frequenti

Quanto deve essere la pressione della caldaia?
A impianto freddo, indicativamente fra 1 e 1,5 bar. Con l’impianto caldo il valore sale di qualche decimo ed è normale: si legge sempre a freddo.

Posso rabboccare la caldaia da solo?
Il rabbocco dal rubinetto di carico è un’operazione prevista dal libretto d’uso. Quello che non va fatto è ripeterlo continuamente per mascherare una perdita: se la pressione cala spesso, serve una verifica.

La caldaia si ferma e riparte da sola: devo preoccuparmi?
Sì. Un arresto che si ripete è un sintomo, non un capriccio. Il tasto di ripristino si usa una volta; se il fenomeno torna, va cercata la causa.

Perche’ esce acqua tiepida ma i termosifoni scaldano?
Perché il difetto è nel circuito sanitario e non nella combustione: tipicamente scambiatore incrostato, valvola deviatrice o sonda. Il caso opposto punta invece al termostato.

Quanto costa far venire il tecnico?
Indicativamente 70-160 € per l’uscita e la diagnosi, ricambi esclusi. Il costo varia molto per zona e per stagione.

Cosa posso controllare da solo in sicurezza?
Il valore sul manometro, l’interruttore dedicato, il termostato e le sue batterie, e che il rubinetto del gas sia aperto. Aprire il mantello, intervenire sulla parte gas o sui fumi spetta a un tecnico abilitato.

Approfondimenti correlati


Fonti: D.M. 22 gennaio 2008 n. 37 — sicurezza degli impianti negli edifici · D.P.R. 16 aprile 2013 n. 74 — esercizio, conduzione, controllo e manutenzione degli impianti termici · UNI 7129 — impianti a gas per uso domestico alimentati da rete di distribuzione · UNI 10847 — sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione, manutenzione e controllo · libretto di uso e manutenzione del costruttore.

Disclaimer: i costi indicati sono valori indicativi di mercato e variano per zona, periodo e tipo di apparecchio. Gli interventi su apparecchi a gas, sui componenti interni e sui sistemi di evacuazione dei fumi sono riservati a imprese abilitate. Questa pagina ha finalita’ informativa e non costituisce consulenza tecnica.

Articolo aggiornato: settembre 2026.

Calcola il costo della tua ristrutturazione

Stima personalizzata in pochi secondi: costi, bonus fiscali applicabili e simulazione mutuo.

Prova il calcolatore gratuito →

Articoli simili