Termosifoni elettrici: quanto consumano davvero e quanto costa installarli
Termosifoni elettrici, in 30 secondi
Risposta in 30 secondi: un termosifone elettrico trasforma in calore tutta l’energia che assorbe: 1 kW acceso per un’ora consuma 1 kWh, qualunque sia il modello. Le scritte «basso consumo» parlano di come il calore viene distribuito e regolato, non di kWh risparmiati a parità di calore. Il costo dipende quindi dal prezzo dell’energia: con il prezzo di riferimento ARERA in vigore dal 1° ottobre 2026 (43,43 centesimi al kWh, tasse incluse, cliente tipo in tutela) un’ora a 2.000 W costa 0,87 €. Per l’installazione, un apparecchio fisso sopra 1.000 W chiede una linea dedicata: nel nostro caso di esempio 92,87 € ai prezzi della Regione Piemonte (ed. 2026). Stime indicative, non un preventivo.
Qui sotto: i tipi di riscaldamento elettrico e cosa cambia davvero fra loro, come calcolare il consumo con la propria bolletta, il limite del contatore, cosa chiede l’impianto elettrico, quando l’elettrico ha senso e quando si spende troppo. Per il bagno c’è la guida al termoarredo elettrico.
Convettori, radiatori a fluido, pannelli: cosa cambia
- Termoconvettore: scalda l’aria che passa su una resistenza, a volte con un ventilatore. Scalda in fretta, smette di scaldare appena si spegne.
- Radiatore a fluido (olio o fluido termico negli elementi): si scalda più lentamente e rilascia calore anche dopo lo spegnimento. È quello che più somiglia a un termosifone ad acqua.
- Pannello radiante o a infrarossi: scalda per irraggiamento le persone e le superfici davanti, più che l’aria. In una stanza alta o con correnti d’aria la sensazione di caldo arriva prima.
- Termoarredo elettrico: un radiatore a tubi con resistenza, pensato per il bagno e per scaldare gli asciugamani.
Tutti e quattro convertono i kWh in calore con la stessa resa: le differenze stanno nella velocità, nella sensazione e soprattutto nella regolazione. Un termostato preciso e una programmazione oraria fanno spegnere l’apparecchio quando non serve: è lì che si risparmia, non nella resistenza.
Quanto consuma: il calcolo con la bolletta
La formula è una sola: potenza in kW × ore di funzionamento = kWh, e i kWh si moltiplicano per il prezzo dell’energia. Il prezzo giusto è quello della propria bolletta: il totale pagato diviso i kWh consumati nel periodo. Come riferimento usiamo il prezzo ARERA del cliente tipo vulnerabile servito in maggior tutela, 43,43 centesimi al kWh tasse incluse dal 1° ottobre 2026; sul mercato libero il prezzo cambia da offerta a offerta.
| Apparecchio acceso per un’ora alla massima potenza | Costo a 43,43 c€/kWh |
|---|---|
| 500 W (0,5 kWh) | 0,22 € |
| 1.000 W (1 kWh) | 0,43 € |
| 1.500 W (1,5 kWh) | 0,65 € |
| 2.000 W (2 kWh) | 0,87 € |
Caso di esempio: un radiatore da 1.500 W che lavora alla massima potenza 6 ore al giorno per 30 giorni consuma 270 kWh, cioè 117,26 € in un mese al prezzo di riferimento. Con il termostato l’apparecchio si ferma quando la stanza è in temperatura, quindi le ore effettive sono di solito meno di quelle di accensione: il conto vero lo dà il contatore.
Il limite del contatore
Il cliente tipo usato da ARERA ha un contratto da 3 kW. Con 3 kW, un termosifone da 2.000 W acceso insieme a forno, lavatrice o asciugacapelli porta facilmente oltre il limite e il contatore stacca. Prima di contare sull’elettrico per una stanza si guarda la potenza del contratto e quali apparecchi lavorano insieme; aumentarla si chiede al proprio fornitore e cambia la quota fissa della bolletta.
Lato impianto, la norma degli impianti di casa (CEI 64-8, capitolo 37, secondo la guida di aggiornamento 2022) chiede che l’impianto di un’abitazione sia dimensionato per almeno 6 kW anche se il contratto è da 3 kW, proprio per poter alzare la potenza senza rifare i cavi. Negli impianti vecchi non è detto che sia così: lo verifica l’elettricista.
Linee dedicate e potenza da alzare? Il conto è quello dell’impianto elettrico.
Installarlo fisso: la linea dedicata
Un apparecchio mobile si collega alla presa. Uno fisso a parete sopra i 1.000 W, secondo la guida alla CEI 64-8, va alimentato da un circuito dedicato, con il suo interruttore nel quadro. Il Prezzario della Regione Piemonte ed. 2026 non ha voci per i radiatori elettrici domestici, quindi il prezzo dell’apparecchio non lo stimiamo; ha invece le voci della linea (prezzi con spese generali e utile d’impresa, IVA esclusa):
| Caso di esempio: linea dedicata di 12 m dal quadro | Importo |
|---|---|
| Tre conduttori da 2,5 mm² (fase, neutro, terra), 36 m in tutto 06.A01.A01.015, 1,10 €/m |
39,42 € |
| Tubo corrugato D. 20 mm in traccia predisposta, 12 m 06.A10.B01.010, 1,91 €/m |
22,94 € |
| Interruttore magnetotermico 1P+N da 10 a 32 A nel quadro 06.A07.A01.010 |
30,51 € |
| Totale linea | 92,87 € |
Restano fuori, e non li stimiamo: l’apertura e la chiusura della traccia, il posto libero nel quadro (se manca, il quadro va ampliato: costi nella guida al quadro elettrico di casa), la scatola di collegamento e la dichiarazione di conformità. In bagno valgono in più le zone di sicurezza attorno a vasca e doccia: lo spiega la pagina sul termoarredo.
Quando l’elettrico ha senso, e quando no
Ha senso dove le ore sono poche e l’installazione deve costare poco: una stanza usata saltuariamente, uno studio, il bagno nelle mezze stagioni, una casa abitata qualche settimana l’anno. Il conto si capovolge quando l’elettrico diventa il riscaldamento principale di tutta la casa per tutto l’inverno: ogni kWh di calore costa un kWh di bolletta. Una pompa di calore, con la stessa energia elettrica, rende in calore più di quanto assorbe (il rapporto è il COP indicato nella scheda): quando funziona con i termosifoni esistenti lo spiega la guida alla pompa di calore con i radiatori.
Domande frequenti
Esistono termosifoni elettrici che consumano meno a parità di calore?
No: con una resistenza elettrica ogni kWh assorbito diventa un kWh di calore. Un modello può far consumare meno solo perché regola meglio (termostato, programmazione, sensore di finestra aperta) e quindi resta acceso meno ore.
Quanto costa tenere acceso un termosifone elettrico tutta la notte?
Dipende dalla potenza a cui lavora. Al prezzo di riferimento ARERA di ottobre 2026, 1.000 W per 8 ore sono 8 kWh, circa 3,47 €. Con il termostato le ore effettive a piena potenza sono di solito meno.
Un termosifone elettrico da 2.000 W fa saltare il contatore?
Con un contratto da 3 kW può succedere se lavora insieme ad altri apparecchi potenti come forno o lavatrice. Il limite dipende dalla potenza del contratto, che si può aumentare chiedendolo al fornitore.
Serve un elettricista per montarlo a parete?
Per un apparecchio fisso sì: un’impresa abilitata ai sensi del DM 37/2008 realizza la linea dedicata e rilascia la dichiarazione di conformità. Gli apparecchi mobili con spina si usano sulle prese esistenti, rispettando la potenza indicata dal fabbricante.
Fonti
- ARERA, comunicato stampa del 29 settembre 2026 sull’aggiornamento del IV trimestre 2026: prezzo di riferimento dell’energia elettrica per il cliente tipo vulnerabile in maggior tutela (2.000 kWh l’anno, 3 kW) di 43,43 centesimi di euro per kWh, tasse incluse, dal 1° ottobre 2026.
- Guida divulgativa alla Norma CEI 64-8 per gli impianti residenziali, aggiornamento aprile 2022 (fonte secondaria: il testo della norma è a pagamento e non lo riproduciamo).
- Regione Piemonte, Prezzario opere pubbliche ed. 2026, elenco prezzi in formato XLS: voci 06.A01.A01.015, 06.A10.B01.010, 06.A07.A01.010, letti il 25/10/2026.
- DM 22 gennaio 2008, n. 37, testo vigente al 25/10/2026.
Avvertenza: le cifre di questa pagina sono stime indicative su un prezzo di riferimento pubblico, su un listino pubblico e su casi costruiti da noi, alla data del 25/10/2026: non sono un preventivo né una previsione della bolletta. Le informazioni hanno scopo informativo e non costituiscono consulenza professionale o tecnica. Lavori sull’impianto elettrico solo da parte di un’impresa abilitata; per scegliere il sistema di riscaldamento della casa consulta un tecnico abilitato.



