Tariffa oraria elettricista: quanto costa un’ora e cosa comprende
Tariffa oraria dell’elettricista, in 30 secondi
Risposta in 30 secondi: per la tariffa oraria dell’elettricista l’unico riferimento pubblico nazionale è il costo orario del lavoro nel settore dell’impiantistica, che i prezzari regionali riprendono. Nel Prezzario della Regione Piemonte (ed. 2026) un’ora di installatore dipendente di un’impresa, con spese generali e utile, si parte da 31,24 € per l’operaio comune e si arriva a 37,35 € per lo specializzato con particolari competenze, IVA esclusa. Restano fuori l’uscita, i materiali e le urgenze, che ciascuno prezza a modo suo. A fine lavori, se si installa, si trasforma o si amplia l’impianto, l’impresa rilascia la dichiarazione di conformità (DM 37/2008). Stime indicative, non un preventivo.
Qui sotto: le quattro tariffe del listino e cosa c’è dentro, cosa resta fuori, quando si paga a ore e quando a voce, due casi di esempio, chi può mettere le mani sull’impianto e la dichiarazione di conformità. Se l’intervento è un rifacimento, i costi a punto e a metro quadro sono nella guida al rifacimento dell’impianto elettrico, e il preventivo voce per voce si fa con lo strumento per l’impianto elettrico.
Le tariffe orarie del listino pubblico
Il Prezzario della Regione Piemonte, edizione 2026, pubblica il costo orario della manodopera del settore metalmeccanico-impiantistico. Il valore di base viene da un decreto del Ministero del Lavoro (decreto direttoriale n. 103 di novembre, costo medio orario del personale delle imprese di impiantistica) ed è maggiorato del 27,60% per spese generali (16%) e utile d’impresa (10%). Sono le cifre a cui un’impresa che lavora con un ente pubblico fattura un’ora di lavoro, IVA esclusa:
| Livello (codice del listino) | Un’ora, con spese e utile |
|---|---|
| Operaio comune, D2 RU00.M000.015.000 |
31,24 € |
| Operaio qualificato, C2 RU00.M000.010.000 |
32,58 € |
| Operaio specializzato, C3 RU00.M000.005.000 |
34,87 € |
| Specializzato con particolari competenze, B1 RU00.M000.000.000 |
37,35 € |
Senza spese generali e utile, il costo del lavoro puro va da 24,48 €/h (D2) a 29,27 €/h (B1): è quello che un’ora costa all’impresa, non quello che fattura. Chi lavora sull’impianto di casa è di solito un qualificato o uno specializzato; un aiuto più giovane può essere un comune.
Cosa resta fuori dalla tariffa oraria
- L’uscita e lo spostamento: il listino non prevede un «diritto di chiamata»; chi lo applica lo scrive nel preventivo.
- I materiali: interruttori, prese, cavi, scatole si pagano a parte se si lavora a ore.
- Urgenze, sere e festivi: per la manodopera degli impianti il listino non dà maggiorazioni orarie; chi le applica le dichiara prima.
- Il mercato privato: un artigiano che lavora per un privato fissa liberamente il proprio prezzo. Il listino pubblico serve da metro di confronto, non da tariffa obbligata.
Non un’ora ma un impianto da rifare? Fai il conto per punti, circuiti e quadro.
A ore o a voce: due modi di pagare
Per i lavori piccoli e incerti, come cercare un guasto, l’ora è l’unità naturale: non si sa quanto ci vorrà. Per i lavori che si possono descrivere, i prezzari ragionano invece a voce «fornita e posta in opera»: materiale, lavoro, spese e utile in un solo prezzo. Esempio dal listino Piemonte 2026: un interruttore differenziale modulare bipolare fino a 25 A, classe A, 30 mA, fornito e posato (voce 06.A07.B07.005), vale 78,94 €.
Con un preventivo a voce si sa prima quanto si spende; con un preventivo a ore si può chiedere una stima delle ore e un tetto oltre il quale l’elettricista avvisa prima di continuare.
Casi di esempio
Casi costruiti da noi con le tariffe del Prezzario Piemonte 2026, IVA esclusa.
| Intervento | Stima |
|---|---|
| Un’ora di uno specializzato C3 per cercare un guasto | 34,87 € + uscita e materiali |
| Mezza giornata in due: 2 ore di specializzato C3 + 2 ore di qualificato C2 | 134,90 € + materiali |
| Sostituire un differenziale 2P 25 A classe A, a voce | 78,94 €, tutto compreso |
Il secondo caso: 2 × 34,87 + 2 × 32,58. Le ore vere dipendono dall’impianto, e un impianto vecchio senza schemi chiede più tempo per capire dove passano i circuiti.
Chi può lavorare sull’impianto
Il DM 37/2008 chiede al committente di affidare installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione straordinaria degli impianti a imprese abilitate (art. 8, comma 1): imprese iscritte al registro delle imprese o all’albo delle imprese artigiane, con un titolare o un responsabile tecnico in possesso dei requisiti professionali (art. 3). La manutenzione ordinaria, cioè gli interventi contro il degrado normale d’uso che non modificano la struttura dell’impianto, non chiede progetto né collaudo (art. 10).
Il controllo pratico prima di affidare il lavoro: chiedere la visura camerale dell’impresa e verificare che sia abilitata per gli impianti elettrici. Le insegne e le recensioni non bastano.
La dichiarazione di conformità
Al termine dei lavori, dopo le verifiche previste comprese quelle di funzionalità, l’impresa installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformità secondo il modello ministeriale; ne fanno parte la relazione sui materiali impiegati e il progetto (DM 37/2008, art. 7, comma 1). Nei rifacimenti parziali riguarda solo la parte rifatta, ma deve tenere conto della sicurezza dell’intero impianto (comma 3).
- Il listino non ha una voce a parte per la dichiarazione: fa parte del lavoro dell’impresa. Nel preventivo si può chiedere che sia indicata fra le prestazioni comprese.
- Per una nuova fornitura di energia o un aumento di potenza, il committente consegna copia della dichiarazione al distributore o al venditore entro 30 giorni dall’allacciamento (art. 8, comma 3).
- Per gli impianti eseguiti prima del 27 marzo 2008, data di entrata in vigore del DM 37/2008, se la dichiarazione manca la sostituisce una dichiarazione di rispondenza, firmata da un professionista o da un responsabile tecnico con almeno 5 anni di esperienza nel settore (art. 7, comma 6). Cosa fare se manca è nella guida alla dichiarazione di conformità che manca.
Per i lavori più grossi: il quadro è nella guida al quadro elettrico, la terra in quella sulla messa a terra, i livelli dell’impianto in quella sui circuiti.
Domande frequenti
Quanto costa un elettricista all’ora?
Nel Prezzario della Regione Piemonte 2026 un’ora di installatore, con spese generali e utile, va da 31,24 € (operaio comune) a 37,35 € (specializzato con particolari competenze), IVA esclusa. È un riferimento pubblico: un artigiano che lavora per un privato fissa il suo prezzo e può aggiungere uscita e materiali.
Il diritto di chiamata è dovuto?
Non è una voce del listino pubblico. Se l’elettricista lo applica, deve essere chiaro prima di iniziare: si chiede quanto vale e se comprende la prima ora.
La dichiarazione di conformità si paga a parte?
Il DM 37/2008 la mette a carico dell’impresa installatrice al termine dei lavori (art. 7) e il listino non la prezza separatamente. Si può chiedere che il preventivo la indichi fra le prestazioni comprese.
Per cambiare una presa serve un’impresa abilitata?
Il DM 37/2008 chiede l’impresa abilitata per installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione straordinaria (art. 8). La manutenzione ordinaria che non modifica la struttura dell’impianto non chiede progetto né collaudo (art. 10). Dove passa il confine nel caso concreto lo valuta l’elettricista.
Fonti
- Regione Piemonte, Prezzario opere pubbliche ed. 2026, elenco prezzi XLS: manodopera metalmeccanica RU00.M000.000.000, .005.000, .010.000, .015.000 (con nota del capitolo sul decreto direttoriale del Ministero del Lavoro n. 103 e sulla maggiorazione del 27,60%), voce 06.A07.B07.005; letti il 25/10/2026.
- DM 22 gennaio 2008, n. 37, artt. 3, 7, 8 e 10, testo vigente letto il 25/10/2026.
Avvertenza: le cifre di questa pagina sono stime indicative su un listino pubblico e su casi costruiti da noi, alla data del 25/10/2026: non sono un preventivo né una tariffa obbligata. Le informazioni hanno scopo informativo e non costituiscono consulenza professionale o tecnica. I lavori sull’impianto spettano a un’impresa abilitata ai sensi del DM 37/2008, che rilascia la dichiarazione di conformità.



