Bonus Mobili 2026 — detrazione 50% massimale 5.000 euro, mobili ammessi, errori da evitare

Bonus Mobili 2026: aliquota 50%, requisiti, mobili ammessi

Come funziona il Bonus Mobili nel 2026?

Risposta in 30 secondi: il Bonus Mobili nel 2026 è una detrazione IRPEF del 50% applicabile sull’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati a un immobile residenziale in cui sono in corso o conclusi lavori di recupero edilizio iniziati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto. Massimale spesa: €5.000 per unità immobiliare, compresi trasporto e montaggio (recupero max €2.500 in 10 quote annuali). Mobili ammessi: divani, poltrone, letti, armadi, cassettiere, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, librerie, credenze, apparecchi di illuminazione e materassi, purché nuovi; esclusi porte, pavimenti (per esempio il parquet), tende e tendaggi e gli altri complementi d’arredo. Grandi elettrodomestici ammessi: lavatrici, lavasciuga, asciugatrici, frigoriferi, congelatori, lavastoviglie, piani cottura, forni e forni a microonde, stufe e radiatori elettrici, ventilatori, condizionatori (classe minima A per i forni, E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori, dove è prevista l’etichetta energetica: art. 16, comma 2, DL 63/2013). Requisiti chiave: (1) un intervento di recupero edilizio sullo stesso immobile (manutenzione straordinaria, restauro, ristrutturazione), con la data di inizio documentata da titolo edilizio, comunicazione all’ASL o, per i lavori che non richiedono titoli, dichiarazione sostitutiva; i lavori sulle parti comuni del condominio danno il bonus solo per gli arredi delle parti comuni; (2) pagamento con bonifico, anche ordinario (quello «parlante» delle ristrutturazioni non serve), o con carta di credito o di debito: niente contanti, assegni o altri mezzi; (3) conservare fatture, ricevute dei pagamenti e documenti dei lavori finché l’Agenzia può controllare le dichiarazioni in cui si usano le rate. 5 errori comuni: (1) acquisto senza ristrutturazione collegata (perdita beneficio); (2) pagamento in contanti o con assegno; (3) acquisto da privato (richiede fattura partita IVA); (4) elettrodomestici sotto classe energetica minima; (5) acquisto per immobile non residenziale (uffici/negozi esclusi). Fonte: guida dell’Agenzia delle Entrate «Bonus mobili ed elettrodomestici», gennaio 2026. Per la dichiarazione (730 o Redditi PF) rivolgiti a un commercialista o a un CAF.

⚠️ Nota 2026: gli altri bonus citati (Ecobonus, Sismabonus) sono anch’essi al 50% (abitazione principale) / 36% (altri immobili) nel 2026; le vecchie aliquote 65% e 70-85% non sono più in vigore. Il Bonus Mobili resta al 50% (max €5.000).

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Indice

In sintesi: il Bonus Mobili 2026 è la detrazione IRPEF al 50% riconosciuta per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici nelle classi energetiche minime di legge (A per i forni, E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori), destinati a un’unità immobiliare oggetto di interventi di ristrutturazione iniziati nello stesso anno o nell’anno precedente. Tetto di spesa: €5.000 per unità immobiliare. Recupero in 10 quote annuali in dichiarazione dei redditi. Il Bonus Mobili 2026 è cumulabile con il Bonus Ristrutturazione 50% e funziona solo se hai avviato un intervento di recupero edilizio (manutenzione straordinaria, restauro, ristrutturazione). Pagamenti solo con bonifico, anche ordinario, o con carta di credito o di debito (bancomat).

Soggiorno italiano con mobili nuovi, Bonus Mobili 2026
Bonus Mobili 2026: 50% sull'acquisto fino a 5.000 euro, in 10 quote annuali

Bonus mobili 2026 in 3 punti:

  • Aliquota e tetto: il Bonus mobili 2026 prevede detrazione IRPEF al 50% delle spese sostenute per acquisto mobili e grandi elettrodomestici, con tetto massimo di 5.000 euro per unità immobiliare. Detrazione recuperata in 10 rate annuali
  • Requisiti: per accedere al Bonus mobili 2026 serve aver iniziato un intervento di recupero edilizio (manutenzione straordinaria, restauro o ristrutturazione) sull’immobile a partire dal 1 gennaio dell’anno precedente all’acquisto dei mobili
  • Mobili ammessi: il Bonus mobili 2026 ammette letti, armadi, divani, sedie, tavoli, materassi, librerie e grandi elettrodomestici nelle classi minime di legge (A per il forno, E per lavatrice e lavastoviglie, F per il frigorifero). Sono esclusi porte, pavimenti, tende e tendaggi e gli altri complementi d’arredo (guida AdE, gennaio 2026)

Cos’è il Bonus Mobili 2026

Il Bonus Mobili (anche chiamato “Bonus Mobili e Grandi Elettrodomestici”) è un’agevolazione fiscale italiana introdotta nel 2013 e rinnovata di anno in anno con la Legge di Bilancio. Per il 2026 è confermato:

  • Aliquota: 50% della spesa sostenuta
  • Tetto di spesa: €5.000 per unità immobiliare (con le pertinenze), compresi trasporto e montaggio
  • Recupero: 10 quote annuali uguali in dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF)
  • Beneficio massimo: €2.500 (cioè il 50% del tetto), recuperati in 10 anni a €250/anno
  • Requisito: intervento di recupero edilizio iniziato dal 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto (per gli acquisti del 2026: dal 1° gennaio 2025); per la legge in vigore al 21/10/2026 gli acquisti vanno fatti entro il 31/12/2026

Il bonus si applica all’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici in classe energetica minima (A per i forni, E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori, secondo l’art. 16, comma 2, del DL 63/2013) destinati alla casa oggetto della ristrutturazione.

1. Chi può accedere al Bonus Mobili 2026

I beneficiari coincidono con quelli del Bonus Ristrutturazione 50% (vedi nostra guida recupero fiscale ristrutturazione):

Soggetti ammessi

  • Proprietari dell’immobile
  • Nudi proprietari, usufruttuari
  • Locatari (inquilini) con autorizzazione del proprietario
  • Comodatari con autorizzazione del comodante
  • Familiari conviventi del proprietario
  • Conviventi di fatto

Soggetti NON ammessi

  • Chi NON sostiene la spesa
  • Soggetti senza capienza fiscale IRPEF

Requisito condiviso con la ristrutturazione

Il bonus mobili spetta solo a chi usufruisce della detrazione per i lavori di recupero edilizio sullo stesso immobile. La guida dell’Agenzia delle Entrate fa un esempio: se le spese dei lavori le ha sostenute un coniuge e quelle dei mobili l’altro, il bonus mobili non spetta a nessuno dei due (guida AdE, gennaio 2026, p. 2). Basta però aver pagato anche solo una parte dei lavori, i soli oneri di urbanizzazione o il solo compenso del professionista (p. 9).

2. Quando spetta il Bonus Mobili 2026

Il Bonus Mobili 2026 spetta se:

  1. Hai iniziato una ristrutturazione nel 2025 o 2026 (categoria manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia, restauro, risanamento)
  2. I lavori sono iniziati prima dell’acquisto dei mobili: la data di inizio si dimostra con il titolo edilizio, con la comunicazione preventiva all’ASL se dovuta o, per i lavori che non richiedono titoli, con una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (guida AdE, gennaio 2026, pp. 2-3). Non serve invece che le spese dei lavori siano pagate prima di quelle dei mobili
  3. L’immobile della ristrutturazione è lo stesso che arredi: i mobili possono andare anche in un ambiente diverso da quello dei lavori, e vale anche se i lavori riguardano una pertinenza dell’abitazione, pure accatastata a parte (p. 2)
  4. Hai capienza fiscale per detrarre €250/anno per 10 anni

Casi che NON danno diritto al bonus

  • Acquisto mobili senza ristrutturazione: il bonus mobili “stand-alone” non esiste
  • Lavori senza prova della data di inizio: senza titolo edilizio, comunicazione all’ASL o, per i lavori che non li richiedono, dichiarazione sostitutiva, la data di inizio non si dimostra
  • Manutenzione ordinaria sulla singola abitazione (tinteggiatura, sostituzione di pavimenti o di infissi esterni, intonaci interni): non dà diritto al bonus mobili. Sulle parti comuni del condominio sì, ma solo per gli arredi delle parti comuni (guardiola, alloggio del portiere), non per la propria casa (guida AdE, gennaio 2026, pp. 2-3)
  • Lavori con Ecobonus, box o posti auto pertinenziali, caldaie a combustibili fossili: gli interventi per cui si usa l’Ecobonus, la realizzazione di box o posti auto pertinenziali e, dal 1° gennaio 2025, la sostituzione o installazione di caldaie uniche a combustibili fossili non danno diritto al bonus mobili (pp. 4, 7 e 8)
  • Acquisto mobili PRIMA dell’inizio dei lavori: non ammesso, deve essere DURANTE o DOPO l’inizio del cantiere

La regola temporale

Condizione temporale Bonus Mobili spetta?
Mobili comprati nel 2026, ristrutturazione iniziata nel 2025 ✅ SÌ
Mobili comprati nel 2026, ristrutturazione iniziata nel 2026 ✅ SÌ
Mobili comprati nel 2026, ristrutturazione iniziata nel 2024 ❌ NO (oltre 1 anno)
Mobili comprati nel 2026, NO ristrutturazione ❌ NO
Mobili comprati nel 2026, ristrutturazione iniziata 2027 ❌ NO (PRIMA dell’inizio lavori)

3. Mobili ammessi al Bonus Mobili 2026

✅ Mobili ammessi

La guida dell’Agenzia delle Entrate (gennaio 2026, p. 5) cita letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi e apparecchi di illuminazione; i mobili devono essere nuovi. Per esempio:

  • Letti: matrimoniali, singoli, divani-letto
  • Materassi
  • Armadi: di tutte le tipologie (battente, scorrevole, cabina armadio)
  • Cassettiere, comò, cassettiere
  • Comodini, scarpiere, specchiere abbinate a mobili
  • Tavoli: da pranzo, da cucina, da soggiorno, da scrivania
  • Sedie, panche, sgabelli
  • Divani, poltrone
  • Librerie, scaffalature, pensili
  • Mobili da bagno (mobili colonna, mobili sotto-lavabo)
  • Mobili da cucina (componibili o monoblocco)
  • Apparecchi di illuminazione (lampade, lampadari)

❌ Mobili NON ammessi

  • Porte e pavimentazioni (per esempio il parquet)
  • Altri complementi d’arredo (per esempio soprammobili, decorazioni, quadri). I tappeti la guida non li nomina: di solito si considerano complementi, da verificare con il CAF o il commercialista
  • Tende e tendaggi (esclusi espressamente dalla guida AdE, gennaio 2026, p. 5) e tessili come lenzuola, asciugamani, tovaglie
  • Stoviglie, piatti, posate
  • Elettrodomestici piccoli (frullatori, robot da cucina). I forni a microonde invece la guida li elenca fra i grandi elettrodomestici

4. Grandi Elettrodomestici ammessi al Bonus Mobili 2026

L’altro pilastro del bonus sono i grandi elettrodomestici. La legge (art. 16, comma 2, DL 63/2013, testo vigente) fissa la classe minima per tre gruppi, quando l’apparecchio ha l’etichetta energetica.

✅ Elettrodomestici ammessi (con classe minima)

Elettrodomestico Classe energetica minima richiesta
Forni A
Lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie E
Frigoriferi e congelatori F

La guida dell’Agenzia delle Entrate (gennaio 2026, pp. 5 e 9) elenca fra i grandi elettrodomestici, con rimando all’Allegato II del D.Lgs. 49/2014, anche asciugatrici, piani cottura, forni a microonde, stufe e piastre elettriche, radiatori e ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento e per l’estrazione d’aria. Per questi la legge non fissa una classe minima propria; gli elettrodomestici senza etichetta energetica sono ammessi se per loro l’etichetta non è ancora prevista. Per il singolo modello la verifica va fatta con il CAF o il commercialista prima dell’acquisto.

Requisito generale: classe energetica certificata

Per gli elettrodomestici con etichetta energetica UE la classe deve essere almeno quella della tabella. Conservare l’etichetta o un documento del venditore con la classe aiuta a dimostrarla.

Comunicazione all’ENEA: per forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga e lavatrici l’acquisto va comunicato all’ENEA (pagina «Bonus casa» del suo sito); la comunicazione mancata o in ritardo non fa perdere la detrazione (risoluzione AdE 46/E del 18/04/2019, citata dalla guida a p. 3).

❌ Elettrodomestici NON ammessi

  • Tutti gli elettrodomestici piccoli (sotto soglia di “grandi elettrodomestici”): bollitori, tostapane, ferri da stiro, aspirapolvere
  • Apparecchi audio/video: TV, decoder, casse, smart speaker
  • Computer, smartphone, tablet

5. Calcolo del beneficio fiscale

Vediamo il calcolo passo passo con esempio concreto.

Esempio 1 — Acquisto pieno

Hai una ristrutturazione iniziata a marzo 2026. Spendi nel 2026 per arredamento:

  • Cucina: €4.000
  • Letto matrimoniale + materasso: €1.500
  • Armadio: €1.200
  • Frigorifero (classe F o superiore): €600
  • Lavatrice (classe E o superiore): €450
  • Totale spesa: €7.750
  • Spesa eligibile (max €5.000): €5.000 (importo eccedente NON agevolato)
  • Bonus 50%: €2.500
  • Recupero in 10 anni: €250/anno

Esempio 2 — Acquisto sotto tetto

Spesa nell’anno: €4.200 totale eligibile.

  • Spesa eligibile: €4.200
  • Bonus 50%: €2.100
  • Recupero in 10 anni: €210/anno

Esempio 3 — Acquisti in due momenti del 2026

  • Marzo 2026: €3.000 di mobili
  • Novembre 2026: €2.500 di mobili (stessa unità immobiliare, stessa ristrutturazione)
  • Spesa dell’anno: €5.500, di cui agevolabile €5.000 (il tetto vale per unità immobiliare)
  • Detrazione 50%: €2.500
  • Recupero in 10 anni: €250/anno

Se i lavori sono iniziati l’anno prima: quando l’intervento è dell’anno precedente (o è iniziato l’anno precedente e prosegue), il tetto di 5.000 € per gli acquisti del 2026 si riduce delle spese per mobili dell’anno prima già portate in detrazione. Caso di esempio: 3.000 € di mobili detratti l’anno prima lasciano per il 2026 un tetto di 2.000 €; con 5.000 € o più già detratti l’anno prima, per il 2026 non resta nulla (la guida AdE di gennaio 2026, p. 5, fa lo stesso esempio su due anni consecutivi). Il tetto vale per singola unità immobiliare con le pertinenze: chi ristruttura più unità ha un tetto per ciascuna, e se i lavori dividono o accorpano appartamenti contano le unità censite in catasto all’inizio dei lavori (pp. 6 e 8).

⚠ E gli acquisti del 2027? Con la legge in vigore al 21/10/2026 il bonus mobili riguarda le spese sostenute fino al 31 dicembre 2026: i mobili comprati nel 2027 non danno la detrazione, anche se la ristrutturazione prosegue. Se arriverà una proroga, sarà la nuova legge a dire aliquota, tetto e come si contano gli acquisti già detratti nel 2026; fino ad allora ogni cifra per il 2027 sarebbe un’ipotesi. Cosa prevede oggi la legge per le spese del 2027 è nella guida al bonus casa 2027.

Correzione del 21/10/2026. Fino a oggi questo esempio divideva gli acquisti fra il 2026 e il 2027 e calcolava un «Bonus 2027» di 1.250 € (50% di 2.500 €). Era sbagliato: la legge di bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 22) ha prorogato il bonus mobili alle spese del 2026, non a quelle del 2027 (art. 16, comma 2, del DL 63/2013). Abbiamo riscritto l’esempio sul solo 2026 e corretto la conclusione n. 3. Nella stessa data abbiamo corretto anche: (1) il bonus verde era indicato come cumulabile al 36%, ma per le spese 2026 non risulta prorogato; (2) le classi energetiche minime degli elettrodomestici erano diverse fra tabella e testo (A+, F, E): ora sono quelle dell’art. 16, comma 2, del DL 63/2013, cioè A per i forni, E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori, e abbiamo tolto le classi che la legge non indica; (3) tende e tendaggi comparivano sia fra gli acquisti ammessi sia fra gli esclusi, e gli assegni sia fra i pagamenti vietati sia fra gli ammessi. Sempre il 21/10/2026 abbiamo ricontrollato la pagina sulla guida dell’Agenzia delle Entrate «Bonus mobili ed elettrodomestici», gennaio 2026, e ne risulta che: (4) tende e tendaggi sono esclusi, insieme a porte, pavimentazioni e altri complementi d’arredo (p. 5); (5) assegni, contanti e altri mezzi non sono ammessi, si paga con bonifico o carta di credito o di debito (p. 6); (6) la pagina chiedeva il «bonifico parlante» in un punto e lo escludeva in un altro: il bonifico può essere ordinario, quello predisposto per le ristrutturazioni non serve (p. 6); (7) materassi e apparecchi di illuminazione sono ammessi senza le condizioni che indicavamo, e i forni a microonde sono grandi elettrodomestici (pp. 5 e 9); (8) non serve per forza una CILA o una SCIA: per i lavori che non richiedono titoli la data di inizio si prova con una dichiarazione sostitutiva (p. 3); (9) gli interventi con Ecobonus non danno diritto al bonus mobili (pp. 4 e 7), mentre la pagina li indicava come intervento collegato; (10) i lavori sulle parti comuni danno il bonus solo per gli arredi delle parti comuni (p. 2); (11) il bonus spetta solo a chi usufruisce della detrazione per i lavori (p. 2) e il tetto di 5.000 € si riduce degli acquisti già detratti l’anno prima (p. 5). Abbiamo tolto la «carta prepagata» dai pagamenti ammessi, perché la guida non la nomina. Infine, sempre il 21/10/2026: (12) la pagina indicava un quadro e una sezione precisi del modello 730 e una conservazione dei documenti «per 10 anni, fino al 2036», che la guida non riporta: ora diciamo solo che la spesa si indica nella dichiarazione dei redditi, modello 730 o Redditi persone fisiche (p. 2), e che i documenti vanno conservati finché l’Agenzia può controllare le dichiarazioni in cui si usano le rate (art. 43 del DPR 600/1973); (13) abbiamo sostituito l’avvertenza finale con il nostro testo standard. Come correggiamo gli errori.

6. Procedura step-by-step per ottenere il Bonus Mobili 2026

Fase 1 — PRIMA dell’acquisto

  1. Verifica di avere una ristrutturazione attiva (manutenzione straordinaria, restauro o ristrutturazione, con lavori avviati)
  2. Conserva la documentazione della ristrutturazione: titolo edilizio o comunicazione all’ASL se dovuti, oppure dichiarazione sostitutiva per i lavori che non li richiedono; fatture e bonifici dei lavori
  3. Pianifica gli acquisti: liste di mobili eligibili e elettrodomestici classe energetica adeguata
  4. Verifica la capienza fiscale: hai sufficiente IRPEF per detrarre €250-€500/anno per 10 anni?

Fase 2 — DURANTE l’acquisto

– Tuo nome e CF – Descrizione dettagliata di ogni voce – Per elettrodomestici: classe energetica – Modalità di pagamento

  1. Acquista solo da venditori registrati IVA (negozi mobili, store online ufficiali)
  2. Pagamento tracciabile: bonifico bancario o postale, anche ordinario, oppure carta di debito (bancomat) o di credito; niente contanti, assegni o altri mezzi. Con la stessa regola si pagano trasporto e montaggio
  3. Conserva la fattura o documento commerciale equivalente
  4. Verifica che la fattura riporti:

Fase 3 — DOPO l’acquisto

  1. Conservazione: fatture, ricevute del pagamento e documenti dei lavori almeno fino alla scadenza dei termini di controllo dell’Agenzia, che corrono dichiarazione per dichiarazione per tutte le rate (vedi il punto 8)
  2. Acquisti in più momenti: conserva i documenti di ogni acquisto agevolato, non solo del primo

Fase 4 — DICHIARAZIONE REDDITI anno successivo (2027 per spese 2026)

  1. Modello 730 o Redditi persone fisiche: la spesa si indica nella dichiarazione dei redditi (guida AdE, gennaio 2026, p. 2), nella sezione dedicata alle detrazioni per gli interventi edilizi; per la compilazione rivolgiti a un CAF o a un commercialista
  2. Inserimento prima rata: 1/10 del totale agevolato
  3. Detrazioni successive: nelle dichiarazioni dei 9 anni successivi inserisci 1/10 del bonus ogni anno

7. Pagamenti tracciabili: la regola critica

A differenza del Bonus Ristrutturazione 50% (che richiede bonifico parlante specifico), il Bonus Mobili 2026 ammette solo bonifico o carta di credito o di debito (guida AdE, gennaio 2026, p. 6):

Metodi ammessi

  • ✅ Bonifico bancario o postale, anche ordinario: non serve quello «parlante» predisposto per le ristrutturazioni, soggetto a ritenuta
  • ✅ Bancomat / carta di debito
  • ✅ Carta di credito
  • ✅ Finanziamento a rate, se la società finanziaria paga il venditore con bonifico o carta e hai copia della ricevuta; l’anno della spesa è quello del pagamento della finanziaria

Metodi NON ammessi

  • ❌ Pagamento in contanti
  • ❌ Assegni, anche circolari
  • ❌ Altri mezzi di pagamento: la guida indica solo bonifico e carte di credito o di debito; per altri strumenti (per esempio le carte prepagate) la verifica va fatta con il CAF o il commercialista

Differenza con Bonus Ristrutturazione

Bonus Metodo pagamento richiesto
Bonus Ristrutturazione 50% Solo bonifico parlante con causale specifica
Bonus Mobili 50% Bonifico, anche ordinario, o carta di credito o di debito; no contanti né assegni

Il Bonus Mobili è quindi più “flessibile” del Bonus Ristrutturazione. La maggior parte degli acquisti in negozi/store online funziona con bancomat o carta di credito.

8. Documenti da conservare e fino a quando

Documento Necessità
Fattura o scontrino con natura, qualità e quantità dei beni (meglio con il tuo codice fiscale) Obbligatorio
Ricevuta del bonifico o della transazione con carta e addebito sul conto Obbligatorio
Titolo edilizio o comunicazione all’ASL, se dovuti; altrimenti dichiarazione sostitutiva Per dimostrare ristrutturazione attiva
Asseverazione del tecnico Per dimostrare ristrutturazione attiva
Bonifici parlanti dell’impresa che fa la ristrutturazione Per collegare l’intervento agevolato
Etichetta energetica elettrodomestici (foto o screenshot) Per dimostrare classe minima

Fino a quando conservarli. La guida dell’Agenzia delle Entrate elenca i documenti da conservare (gennaio 2026, p. 6) ma non indica una durata. Servono finché l’Agenzia può controllare le dichiarazioni in cui usi la detrazione: per le imposte sui redditi il termine ordinario è il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (art. 43, comma 1, DPR 600/1973, testo vigente al 21/10/2026). Il bonus si usa in 10 rate, una per dichiarazione, e ogni dichiarazione ha il suo termine: per questo fatture, ricevute del pagamento e documenti dei lavori vanno tenuti almeno fino alla scadenza del termine della dichiarazione con l’ultima rata. Il calcolo sul proprio caso va verificato con il CAF o il commercialista; come funzionano questi termini è spiegato anche nella pagina sui controlli sul Superbonus.

9. Cumulabilità con altri bonus

Il Bonus Mobili 2026 è cumulabile con:

✅ Bonus Ristrutturazione 50%

Sì, sono complementari. Il Bonus Ristrutturazione si applica ai lavori (max €96.000 per unità). Il Bonus Mobili si applica agli arredi/elettrodomestici (max €5.000 per unità). Tetti separati.

⚠️ Ecobonus 50%/36%: non fa da intervento collegato

Gli interventi per cui si usa l’Ecobonus (per esempio pannelli solari, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, riqualificazione energetica) non danno diritto al bonus mobili (guida AdE, gennaio 2026, pp. 4 e 7). Il bonus mobili resta possibile solo se sullo stesso immobile c’è anche un intervento di recupero edilizio ammesso; dal 1° gennaio 2025 la sostituzione o installazione di caldaie uniche a combustibili fossili non lo è (p. 4).

✅ Sismabonus 50%/36% (zone sismiche)

Sì, per interventi di riduzione classe rischio sismico (la guida, p. 3, cita la circolare 30/2020; vale anche per il Superbonus del comma 4 dell’art. 119 DL 34/2020). Tetti separati.

Bonus verde (giardini e terrazzi): non lo indichiamo fra i cumulabili

Per le spese del 2026 non lo consideriamo disponibile: le ultime due leggi di bilancio (L. 207/2024 e L. 199/2025) non lo hanno prorogato, e nella nostra guida ai bonus ristrutturazioni 2026 risulta scaduto (era al 36% fino alle spese del 2024). Per spese di anni precedenti o casi particolari la verifica va fatta con il commercialista.

Cumulo NON ammesso

  • Sulla stessa voce di spesa: NON puoi prendere Bonus Mobili 50% + altro bonus sullo stesso acquisto
  • Per arredi pertinenze: gli arredi per box auto, cantine, magazzini NON sono ammessi al Bonus Mobili (devono essere per l’unità abitativa)
  • Box e posti auto pertinenziali: la loro realizzazione non dà diritto al bonus mobili (guida AdE, gennaio 2026, p. 8). Se invece i lavori ammessi riguardano una pertinenza, anche accatastata a parte, i mobili per l’abitazione sono agevolati (p. 2)

10. Errori da evitare nel Bonus Mobili 2026

I 7 errori più costosi che vediamo:

1. Acquistare PRIMA dell’inizio della ristrutturazione

Il Bonus Mobili spetta solo se la ristrutturazione è “in corso” o “iniziata nell’anno precedente”. Comprare i mobili 2 mesi prima dell’inizio cantiere = decadenza bonus.

2. Pagamento in contanti

Anche se la fattura è regolare, pagare in contanti = decadenza totale del bonus per quella voce.

3. Acquistare elettrodomestici senza classe energetica certificata

Per gli apparecchi che devono avere l’etichetta energetica, senza la classe documentata l’AdE può contestare (per quelli senza obbligo di etichetta serve una dichiarazione che l’obbligo non è previsto: guida AdE, gennaio 2026, p. 6). Conserva foto/screenshot dell’etichetta o richiedi al venditore certificazione scritta.

4. Spendere oltre il tetto pensando di ottenere bonus su tutto

Il tetto è €5.000 per unità immobiliare. Spendere €8.000 = bonus solo su €5.000. Eventuali eccedenze non sono agevolate.

5. Acquistare materiali edili invece di mobili

I materiali edili (es. piastrelle bagno, sanitari, mobili da bagno encastrati) sono parte della ristrutturazione, NON del Bonus Mobili. Vanno detratti col Bonus Ristrutturazione 50%.

6. Dimenticare di conservare etichette energetiche

In caso di controllo AdE, devi dimostrare che il frigorifero acquistato era almeno in classe F, la minima di legge. Senza etichetta o documento equivalente, decadenza.

7. Capienza fiscale insufficiente

Se la tua IRPEF è bassa (€500-€1.000/anno) e il bonus mobili è €2.500, recuperi solo parte. La quota eccedente la tua IRPEF si perde (NON riportabile agli anni successivi).

11. FAQ Bonus Mobili 2026

Bonus Mobili senza ristrutturazione: si può? No. Il bonus è sempre collegato a un intervento di ristrutturazione (sulla singola abitazione manutenzione straordinaria, restauro o ristrutturazione; sulle parti comuni anche manutenzione ordinaria, ma solo per gli arredi delle parti comuni). Senza ristrutturazione attiva, no bonus.

Posso comprare mobili in più momenti dell’anno? Sì. Tutte le spese fino a €5.000 nello stesso anno fiscale sono agevolate. Acquisti frazionati in 5-10 transazioni vanno bene se sommati restano sotto tetto.

Posso acquistare in negozi online? Sì, purché:

  • Il venditore sia regolare (P.IVA italiana o europea)
  • Hai fattura intestata a te
  • Pagamento tracciabile
  • Per elettrodomestici, classe energetica certificata

Cosa succede se restituisco un prodotto già detratto? Devi ridurre la quota di bonus negli anni successivi. Se hai già ottenuto detrazione su un prodotto reso, devi rettificare in dichiarazione.

I mobili usati sono ammessi? No. Solo mobili nuovi.

Posso sostituire una poltrona con bonus Mobili? Singolo arredo = ammesso. Devi solo dimostrare che è destinato all’unità immobiliare in ristrutturazione.

E se la ristrutturazione si interrompe? Hai diritto al bonus solo se la ristrutturazione è effettivamente iniziata. Se hai depositato la pratica e poi i lavori non partono, AdE può contestare in caso di controllo.

La cessione del credito è disponibile per il Bonus Mobili? No dal 2023, salvo specifici casi limitati. Per il Bonus Mobili la modalità è solo detrazione in dichiarazione redditi in 10 quote.

E se vendo la casa dopo aver acquistato i mobili agevolati? Le rate residue del bonus seguono te (chi ha acquistato), non l’immobile. Continui a detrarre fino alla 10° quota. Le quote non usate non passano né all’acquirente né agli eredi (guida AdE, gennaio 2026, pp. 5-7).

Quanto vale il Bonus Mobili nel 2026?

Detrazione 50% su massimale €5.000 di spesa per unità immobiliare = recupero max €2.500 in 10 quote annuali (€250/anno).

Quali elettrodomestici sono ammessi al Bonus Mobili?

Grandi elettrodomestici nelle classi minime di legge: A per i forni, E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori (art. 16, comma 2, DL 63/2013). Esclusi piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo; per gli altri grandi elettrodomestici senza classe minima indicata dalla legge serve una verifica con il CAF o il commercialista.

Si paga il Bonus Mobili in contanti?

No, vietato il contante. Pagamento con bonifico o carta di credito o di debito; niente contanti e niente assegni. Il bonifico può essere ordinario (guida AdE, gennaio 2026, p. 6). Ricevute e fatture si conservano finché l’Agenzia può controllare le dichiarazioni in cui si usano le rate (vedi il punto 8).

Bonus Mobili si cumula con Bonus Casa 50%?

Sì, sono massimali distinti e cumulabili: Bonus Casa €96.000 (max recupero €48.000 in 10 anni), Bonus Mobili €5.000 (max recupero €2.500 in 10 anni). Stesso immobile, stesse pratiche di ristrutturazione.

12. Conclusioni: 4 lezioni replicabili

1. Il Bonus Mobili è “un bonus accoppiato”: senza ristrutturazione attiva non spetta. Pianifica acquisti mobili contestualmente o subito dopo l’inizio del cantiere.

2. Pagamenti tracciabili (no contanti) è la regola d’oro: bancomat, carta di credito, bonifico vanno tutti bene. Mai in contanti.

3. Tetto €5.000 per unità immobiliare: la spesa oltre il tetto non è agevolata. Rimandare una parte degli acquisti al 2027, con la legge di oggi, non aiuta: il bonus copre le spese sostenute fino al 31/12/2026.

4. Classe energetica certificata per elettrodomestici: conserva sempre etichetta energetica fotografata. In caso di controllo AdE, è il documento che dimostra la classe minima richiesta.

Vuoi pianificare in modo razionale tutta la tua ristrutturazione (lavori + mobili) tenendo conto di tutti i bonus disponibili? Usa il nostro calcolatore costi ristrutturazione per ottenere una stima parametrica basata sulla metratura, qualità materiali, bonus fiscali integrati.

Per approfondire, leggi anche le nostre guide su recupero fiscale ristrutturazione 2026, ristrutturazione edilizia leggera, e casa da ristrutturare 2026.

Risorse ufficiali consultate

  • Agenzia delle Entrate, guida «Bonus mobili ed elettrodomestici», gennaio 2026 (PDF)
  • Agenzia delle Entrate – Detrazioni edilizie
  • DPR 917/86 art. 16-bis (TUIR)
  • DPR 600/1973 art. 43 (termini di accertamento)

Disclaimer

Le informazioni contenute hanno scopo informativo e si basano sulla normativa vigente alla data di pubblicazione. Non costituiscono consulenza professionale, fiscale, legale, finanziaria o tecnica. Per decisioni che impattano la situazione patrimoniale, fiscale o edilizia consultare sempre un professionista abilitato (architetto, geometra, ingegnere, commercialista, consulente finanziario, notaio).

Approfondimenti correlati

Vedi anche

Fonti ufficiali Bonus Mobili

  • Agenzia delle Entrate: guida ufficiale, edizione di gennaio 2026 (letta il 21/10/2026).
  • Gazzetta Ufficiale: Legge di Bilancio 2026 (proroga e modifiche aliquota).
  • ENEA: classi energetiche elettrodomestici ammessi.

Approfondimenti bonus fiscali

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