Bonus caldaie 2026: detrazione 50%/36% e Conto Termico
Bonus caldaie 2026: quali sono e quale conviene?
Risposta in 30 secondi: dal 1° gennaio 2025 le caldaie alimentate solo a gas — anche a condensazione in classe A — non accedono più all’Ecobonus, in recepimento della direttiva UE Case Green (EPBD). Nel 2026 la sostituzione di una caldaia a gas resta detraibile solo come Bonus Ristrutturazione (50% sull’abitazione principale, 36% sugli altri immobili), e a condizione che si configuri come manutenzione straordinaria, non come semplice edilizia libera. L’Ecobonus 50%/36% resta riservato ai sistemi ibridi factory-made (caldaia a condensazione + pompa di calore certificati come pacchetto unico) e alle pompe di calore. Il Conto Termico (GSE), incentivo a fondo perduto erogato in pochi mesi, vale per pompe di calore, biomassa e ibridi, mai per la sola caldaia a gas. Esempio orientativo: una caldaia a condensazione da €3.500 inserita in una manutenzione straordinaria recupera circa €1.750 in 10 anni col Bonus Ristrutturazione 50% (prima casa); un sistema ibrido da €10.000 recupera circa €6.500 con l’Ecobonus 50%/36%. Documenti chiave: bonifico parlante, fattura dettagliata, dichiarazione di conformità DM 37/08, comunicazione ENEA entro 90 giorni (per l’Ecobonus). Le informazioni hanno scopo orientativo: la scelta del regime va sempre verificata con un termotecnico e un commercialista.
⚠️ Aggiornamento 2026: con l’unificazione delle detrazioni edilizie, anche l’Ecobonus per sistemi ibridi e pompe di calore è al 50% (abitazione principale) / 36% (altri immobili), non più al 65%. La sola caldaia a gas a condensazione resta esclusa dall’Ecobonus (solo Bonus Ristrutturazione 50%/36%). Il Conto Termico del GSE è invece un contributo diretto separato, che può coprire fino al 65% della spesa ammissibile per rinnovabili e ibridi.
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In sintesi: il bonus caldaie nel 2026 non è una norma unica, ma il concorso di più regimi. Per la sola caldaia a gas a condensazione l’unica detrazione possibile è il Bonus Ristrutturazione (50% prima casa, 36% altri immobili), quando l’intervento è una manutenzione straordinaria: la direttiva UE Case Green (EPBD) ha infatti escluso le caldaie a soli combustibili fossili dall’Ecobonus dal 2025. L’Ecobonus 50%/36% e il Conto Termico (GSE) restano riservati a sistemi ibridi, pompe di calore e biomassa. Le informazioni hanno scopo informativo: per il caso specifico è opportuno il confronto con un termotecnico abilitato e con un commercialista.
Cos’è il bonus caldaie
Il termine bonus caldaie identifica colloquialmente le agevolazioni fiscali applicabili, nel 2026, alla sostituzione di un generatore di calore con un impianto più efficiente. Non si tratta di una norma unica, ma del concorso di tre regimi distinti, ciascuno con presupposti diversi:
- Bonus Ristrutturazione 50% — l’unica via per la caldaia a gas a condensazione, quando la sostituzione rientra in una manutenzione straordinaria
- Ecobonus 50%/36% — riservato ai sistemi ibridi factory-made (condensazione + pompa di calore) e alle pompe di calore, non alla sola caldaia a gas
- Conto Termico GSE — incentivo a fondo perduto per pompe di calore, biomassa e ibridi, alternativo (non cumulabile) alle detrazioni
Il quadro 2026 è segnato dalla transizione verso le pompe di calore imposta dalla direttiva UE Case Green (EPBD): dal 1° gennaio 2025 le caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili (gas, gasolio) sono escluse dagli incentivi per la riqualificazione energetica. La caldaia a gas a condensazione resta installabile e, se inserita in una ristrutturazione, ancora detraibile con il Bonus Ristrutturazione, ma il legislatore sta orientando gli incentivi verso le tecnologie elettriche. Per scelte di lungo periodo è opportuno il confronto con un termotecnico iscritto all’albo.
1. Bonus caldaie 50%: il Bonus Ristrutturazione
Per la sostituzione di una caldaia a gas a condensazione, l’aliquota di riferimento nel 2026 è il Bonus Ristrutturazione, regolato dall’art. 16-bis del TUIR. La Legge di Bilancio 2026 lo ha confermato al 50% per l’abitazione principale e al 36% per gli altri immobili, con tetto di €96.000 per unità immobiliare e recupero in 10 quote IRPEF annuali di pari importo.
Requisiti per il bonus caldaie 50%
Per accedere al bonus caldaie tramite Bonus Ristrutturazione è in genere necessario che:
- La sostituzione si configuri come manutenzione straordinaria (nuovo apparecchio con caratteristiche tecniche differenti dall’esistente), nei casi previsti con la relativa pratica edilizia (CILA): l’inquadramento va verificato con il tecnico e con il Comune
- L’immobile sia residenziale (categoria catastale A, escluso A/10 uffici)
- Il pagamento avvenga via bonifico parlante ristrutturazione
- La fattura sia intestata al beneficiario della detrazione
- L’apparecchio sia conforme alle normative tecniche vigenti (marcatura CE, certificazione del produttore)
Quando si applica il 50% (o il 36%)
Il Bonus Ristrutturazione è la scelta naturale quando:
- Si sostituisce una caldaia a gas a condensazione, che dal 2025 non accede più all’Ecobonus
- L’intervento è puramente sostitutivo, senza l’installazione di tecnologie rinnovabili
- Si vuole evitare la pratica ENEA, richiesta invece per l’Ecobonus
Ricorda la distinzione introdotta dalla Legge di Bilancio: 50% sull’abitazione principale, 36% sugli altri immobili. Dal 2027, salvo proroghe, le aliquote sono destinate a scendere ulteriormente (36% prima casa, 30% altri).
Massimale del bonus caldaie 50%
Il tetto è cumulativo con altri interventi di manutenzione straordinaria sulla stessa unità immobiliare: €96.000 totali, che includono opere edili, infissi, impianti, eccetera. La detrazione si ripartisce in 10 quote annuali nella dichiarazione IRPEF.
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2. Ecobonus 50%/36%: solo ibridi e pompe di calore
L’Ecobonus, regolato dall’art. 14 del DL 63/2013, premia la riqualificazione energetica. Con il recepimento della direttiva Case Green, però, la sola caldaia a gas a condensazione è stata esclusa dall’Ecobonus dal 1° gennaio 2025, anche se in classe A e abbinata a valvole termostatiche. Oggi l’aliquota dell’Ecobonus, oggi al 50%/36%, sulla parte di impianto termico spetta in pratica a due soluzioni:
- Sistema ibrido factory-made: caldaia a condensazione e pompa di calore venduti e certificati dal produttore come pacchetto unico
- Pompa di calore (aria-acqua o geotermica) in sostituzione del vecchio generatore
In questi casi resta dovuta la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori e il rispetto dei requisiti tecnici previsti, con asseverazione del termotecnico.
Quali tecnologie accedono oggi all’Ecobonus 50%/36%
| Tecnologia | Ecobonus 50%/36%? | Note |
|---|---|---|
| Caldaia a condensazione solo gas (classe A/A++) | No | Esclusa dal 2025. Resta il Bonus Ristrutturazione 50% se in manutenzione straordinaria |
| Sistema ibrido factory-made (condensazione + PdC) | Sì | Certificato dal produttore come pacchetto unico |
| Pompa di calore (aria-acqua, geotermica) | Sì | In alternativa anche Conto Termico (non cumulabile) |
| Caldaia a biomassa (pellet/legna) classe 4-5 stelle | Sì | Tecnologia rinnovabile; spesso preferibile il Conto Termico |
| Caldaia a gasolio o tradizionale (non a condensazione) | No | Escluse |
La pratica ENEA per l’Ecobonus 50%/36%
Come per gli infissi, l’Ecobonus richiede la trasmissione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori. La pratica si compone di:
- Asseverazione del termotecnico (architetto, ingegnere termotecnico, geometra abilitato)
- Schede tecniche dell’apparecchio installato (marcatura CE, classe energetica, ƞs)
- Dichiarazione di conformità DM 37/08 dell’installatore
- Form online sul portale ENEA “Detrazioni fiscali”
Il mancato invio entro 90 giorni o un’asseverazione incompleta può comportare la decadenza dal beneficio.
Massimale dell’Ecobonus 50%/36%
Il tetto di detrazione per la sostituzione del generatore con sistema ibrido o pompa di calore è indicativamente di €30.000 per unità immobiliare. Quando l’intervento è parte di una riqualificazione energetica più ampia, possono concorrere altre voci con tetti diversi. Gli importi esatti vanno verificati sul portale ENEA e con un tecnico.
3. Conto Termico GSE: l’alternativa al bonus caldaie
Per chi non ha capienza fiscale (es. pensionati con reddito basso, persone con detrazioni già saturate), il Conto Termico gestito dal GSE è un’alternativa che eroga un contributo diretto in denaro, in 1-5 rate annuali a seconda dell’importo.
Caratteristiche del Conto Termico per le caldaie
In via orientativa, il Conto Termico copre fino al 65% della spesa ammissibile per l’installazione di apparecchi ad alta efficienza alimentati da fonti rinnovabili. Caratteristiche distintive:
- Erogazione diretta dal GSE (non detrazione fiscale)
- Tempi di pagamento: 60-90 giorni dall’approvazione pratica
- Cumulabilità: NON cumulabile con l’Ecobonus sullo stesso intervento
- Apparecchi ammessi: pompa di calore, biomassa, solare termico, sistemi ibridi (la caldaia a solo gas è ESCLUSA)
Per la sola caldaia a condensazione gas, il Conto Termico non è applicabile: serve una tecnologia rinnovabile (pompa di calore, biomassa) o un sistema ibrido caldaia+PdC. Per la verifica caso per caso, è opportuno consultare il portale GSE Conto Termico o un tecnico abilitato che possa simulare entrambe le opzioni.
Quando può convenire il Conto Termico
In linea generale, il Conto Termico può essere preferibile quando:
- Il committente non ha capienza IRPEF sufficiente a “consumare” le rate della detrazione
- Si installa una pompa di calore o un impianto a biomassa
- Si vuole l’erogazione diretta (cassa subito) invece della detrazione differita
- L’immobile è di un soggetto pubblico, condominio o impresa (in alcuni casi)
La scelta tra Ecobonus e Conto Termico richiede un confronto numerico caso per caso, da svolgere con un consulente fiscale e un termotecnico, perché variabili come reddito, scaglione IRPEF e tipo di apparecchio incidono sulla convenienza relativa.
4. Pompa di calore vs caldaia: il futuro del bonus
La direttiva UE 2024/1275 (Case Green / EPBD IV) impone agli Stati membri obiettivi vincolanti di riduzione del consumo medio del settore residenziale (-16% entro 2030, -20-22% entro 2035, edifici a emissioni zero entro 2050). L’Italia sta completando il recepimento, ma le linee di policy sono chiare:
- Esclusione dagli incentivi delle caldaie a soli combustibili fossili (già in vigore dal 2025)
- Spinta verso pompe di calore aria-acqua e geotermiche
- Sistemi ibridi (caldaia condensazione + PdC) come ponte
- Premialità fiscale per le tecnologie elettriche
Chi sta valutando una sostituzione caldaia oggi può trovare utile un confronto orientativo con la nostra guida pompa di calore costi e incentivi 2026 per capire se vale la pena anticipare la transizione.
La decisione finale sulla tecnologia da installare non può prescindere dalla valutazione di un termotecnico che analizzi la zona climatica, la dispersione termica dell’edificio, la presenza di radiatori adeguati al funzionamento a bassa temperatura, e le specifiche del singolo caso.
5. Stima costi caldaia condensazione 2026
Per orientare il ragionamento sull’investimento, riportiamo un’indicazione orientativa dei costi medi nazionali. I valori sono stime e variano significativamente per zona geografica, marca, accessibilità del cantiere e opere collaterali:
| Tipologia | Costo orientativo (lordo) | Detrazione possibile | Costo netto orientativo |
|---|---|---|---|
| Caldaia condensazione 24 kW classe A | €2.800-4.200 | Bonus Ristrutturazione 50%* | €1.400-2.100 |
| Caldaia condensazione 28 kW classe A++ | €3.400-5.500 | Bonus Ristrutturazione 50%* | €1.700-2.750 |
| Caldaia condensazione + accumulo ACS | €4.500-7.000 | Bonus Ristrutturazione 50%* | €2.250-3.500 |
| Sistema ibrido caldaia + PdC | €8.000-15.000 | Ecobonus 50%/36% | €2.800-5.250 |
| Pompa di calore | €6.000-14.000 | Ecobonus 50%/36% o Conto Termico | variabile |
| Caldaia a pellet automatica | €6.000-12.000 | Conto Termico o Ecobonus 50%/36% | variabile |
*Solo se l’intervento si configura come manutenzione straordinaria; aliquota 50% sull’abitazione principale, 36% sugli altri immobili.
I costi includono fornitura, posa, smaltimento e dichiarazione di conformità DM 37/08. Non includono: opere murarie aggiuntive, modifica canna fumaria, valvole termostatiche, redazione APE post-intervento.
Per il preventivo nel tuo caso specifico, è prassi richiedere almeno 3 preventivi a installatori certificati e verificare con un commercialista la compatibilità con il regime fiscale scelto. Il calcolatore costi ristrutturazione può fornire una stima parametrica orientativa che integra tutti gli interventi del cantiere.
6. La procedura passo-passo per il bonus caldaie
In via orientativa, ecco la sequenza tipica di una pratica di bonus caldaie:
- Diagnosi preliminare: il termotecnico verifica lo stato della caldaia esistente, dimensionamento, classe energetica APE
- Scelta tecnologia: sulla base della diagnosi, si valuta se sostituire con caldaia condensazione, ibrido o pompa di calore
- Preventivo certificato: l’installatore fornisce preventivo con codice prodotto, classe energetica, ƞs, marcatura CE
- Verifica regime fiscale: il commercialista conferma quale agevolazione è applicabile (Bonus Ristrutturazione, Ecobonus, Conto Termico)
- Pagamento bonifico parlante: con causale specifica dell’art. 16-bis o dell’art. 14 DL 63/2013
- Installazione e dichiarazione DM 37/08: l’installatore rilascia la dichiarazione di conformità
- Pratica ENEA (per l’Ecobonus): trasmissione entro 90 giorni dalla fine lavori
- APE post-intervento (per l’Ecobonus): aggiornamento dell’attestato di prestazione energetica
- Dichiarazione redditi: indicazione spese nei righi RP del 730/Redditi PF
Il bonifico parlante ristrutturazione è elemento critico anche per il bonus caldaie: per la causale corretta può essere utile consultare la nostra guida al bonifico parlante.
7. Errori da evitare nel bonus caldaie
In base ai casi documentati pubblicamente dall’Agenzia delle Entrate, gli errori più frequenti che possono compromettere il bonus caldaie sono:
- Aspettarsi l’Ecobonus per la sola caldaia a gas: dal 2025 non spetta più, resta solo il Bonus Ristrutturazione 50%
- Confondere il sistema ibrido factory-made con caldaia + PdC montati separatamente: solo il pacchetto certificato accede all’Ecobonus (50%/36%)
- Cessione del credito a operatori non qualificati o successivamente bloccati
- Trasmissione ENEA fuori termine (oltre 90 giorni) per gli interventi a Ecobonus
- Dichiarazione di conformità DM 37/08 mancante o redatta da installatore non abilitato
- Cumulo errato con Conto Termico (incompatibilità non gestita)
- Bonifico ordinario invece che parlante
- Fattura intestata a soggetto diverso dal beneficiario della detrazione
Per ridurre questi rischi in modo sistematico, è opportuno coinvolgere il termotecnico fin dalla fase preventiva e chiedere al commercialista una verifica preliminare della compatibilità.
8. Bonus caldaie e altri lavori: cumulazione
Le diverse agevolazioni possono coesistere con altre detrazioni sulla stessa unità immobiliare in interventi separati, ma con regole specifiche:
- Caldaia a gas (Bonus Ristrutturazione 50%) + infissi (Ecobonus) = compatibile, tetti separati
- Sistema ibrido (Ecobonus 50%/36%) + cappotto termico (Ecobonus) = compatibile, ma il tetto Ecobonus complessivo va verificato
- Caldaia a gas + ristrutturazione completa = compatibile sotto il tetto cumulativo €96.000 del Bonus Ristrutturazione
- Ecobonus + Conto Termico = NON compatibili sullo stesso apparecchio
In tutti i casi, l’asseverazione e il computo metrico vanno separati per ciascuna agevolazione. Le verifiche precise sulle compatibilità richiedono una consulenza fiscale specifica.
9. Quando può avere senso anticipare la sostituzione
Esistono alcuni casi in cui può essere opportuno anticipare la sostituzione della caldaia (sempre da verificare con un termotecnico):
- Caldaia con più di 15 anni: l’efficienza tipica scende sotto il 70%, con costi gas significativamente più alti
- Manutenzioni costose ricorrenti: se il costo annuale di manutenzione/riparazioni supera i €300, l’ammortamento di una caldaia nuova si accorcia
- Valutazione della pompa di calore: dato che gli incentivi premiano le tecnologie elettriche, può avere senso valutare se passare direttamente a una pompa di calore o a un ibrido
- Adeguamento APE: per chi prevede di vendere la casa entro 5-10 anni, una classe energetica migliore può sostenere il valore di mercato
Per stimare il payback della sostituzione (in via parametrica orientativa), il calcolatore costi ristrutturazione include il modulo “ROI ristrutturazione” che incrocia investimento, risparmio gas atteso e durata residua. Le stime parametriche vanno comunque convalidate con un consulente.
10. FAQ sul bonus caldaie
Posso accedere al bonus caldaie se sono in affitto?
Sì, sia il proprietario sia l’inquilino possono accedere al bonus caldaie se sostengono effettivamente la spesa, con specifiche differenze nella documentazione necessaria. Da verificare caso per caso con il commercialista.
Posso cambiare la caldaia in modo autonomo?
Tecnicamente la sostituzione della caldaia richiede la dichiarazione di conformità DM 37/08 rilasciata da installatore abilitato iscritto al registro CCIAA. L’autoinstallazione non permette di accedere al bonus.
La caldaia a pellet è ammessa?
Sì, se rispetta i requisiti emissivi della certificazione “Aria Pulita” (4-5 stelle) e l’efficienza minima richiesta. Per il pellet, in quanto fonte rinnovabile, sono spesso valutabili sia l’Ecobonus sia il Conto Termico.
La mia caldaia a gas a condensazione ha ancora diritto all’Ecobonus?
No. Dal 1° gennaio 2025 le caldaie a soli combustibili fossili sono escluse dall’Ecobonus. Resta possibile il Bonus Ristrutturazione 50% (prima casa) se la sostituzione rientra in una manutenzione straordinaria. Da verificare con il tecnico.
Il bonus caldaie vale per le seconde case?
Sì, ma con aliquota ridotta: il Bonus Ristrutturazione è al 50% sull’abitazione principale e al 36% sugli altri immobili. L’immobile deve avere categoria catastale residenziale (A escluso A/10).
Quanto risparmio passando a caldaia condensazione?
In linea generale, una caldaia a condensazione classe A++ può ridurre i consumi gas del 15-30% rispetto a una caldaia tradizionale anni ’90. Il payback semplice della spesa, in via parametrica orientativa, oscilla tra 5 e 10 anni in base alla zona climatica e al costo del gas. La stima vincolante richiede una diagnosi energetica specifica.
11. Le 6 verifiche da fare prima di firmare
Prima di firmare il preventivo per la sostituzione caldaia, in via orientativa è raccomandabile verificare:
- Classe energetica certificata: scheda tecnica con classe A/A++ ufficiale Reg. UE 813/2013
- Compatibilità impianto: il termotecnico verifica che radiatori e tubi siano dimensionati per la condensazione (bassa temperatura)
- Modifica canna fumaria: la condensazione richiede canna fumaria specifica (acidi della condensa)
- Smaltimento vecchio apparecchio: incluso nel preventivo o costo separato
- Dichiarazione DM 37/08: presenza nel contratto della clausola di rilascio dichiarazione conformità
- Regime fiscale applicabile: farsi confermare per iscritto quale agevolazione si potrà richiedere e a quali condizioni
12. Conclusioni: 3 spunti di riflessione
Da questa analisi del bonus caldaie 2026 emergono spunti applicabili in modo orientativo:
1. Per la caldaia a gas resta solo il Bonus Ristrutturazione. Dal 2025 la sola caldaia a condensazione a gas non accede più all’Ecobonus: chi la sostituisce può contare, al più, sul Bonus Ristrutturazione 50% (prima casa) se l’intervento è una manutenzione straordinaria. Chi può, dovrebbe valutare se passare a un ibrido o a una pompa di calore.
2. L’Ecobonus 50%/36% premia l’elettrico. Oggi l’aliquota maggiorata spetta ai sistemi ibridi factory-made e alle pompe di calore. Se l’impianto e l’edificio lo consentono, l’investimento iniziale più alto può essere ripagato da incentivo e risparmi in bolletta.
3. Il Conto Termico è sottoutilizzato. Per chi ha bassa capienza fiscale o vuole l’erogazione cash, è un’alternativa che molti installatori non propongono spontaneamente. Vale la pena richiedere un confronto numerico con il proprio commercialista prima di scegliere il regime.
Per stimare quanto il bonus caldaie può effettivamente farti risparmiare nel tuo caso, prova il calcolatore costi ristrutturazione. Il risultato è una stima parametrica orientativa, da confrontare poi con il preventivo di un termotecnico.
Risorse ufficiali consultate
- Agenzia delle Entrate — Detrazioni casa
- ENEA — Detrazioni fiscali efficienza energetica
- GSE — Conto Termico
- Reg. UE 813/2013 (etichetta energetica caldaie)
- DM 37/2008 (dichiarazione di conformità impianti)
- Direttiva UE 2024/1275 EPBD IV (Case Green)
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Domande frequenti
Quale bonus caldaie 2026 conviene di più?
Per la caldaia a gas a condensazione: solo Bonus Ristrutturazione 50% (prima casa), se in manutenzione straordinaria. Per sistema ibrido o pompa di calore: Ecobonus 50%/36% oppure Conto Termico. Per biomassa/pellet: Conto Termico GSE (fondo perduto) o Ecobonus.
La caldaia a gas a condensazione ha ancora l’Ecobonus?
No: dal 1° gennaio 2025 le caldaie a soli combustibili fossili sono escluse dall’Ecobonus (direttiva Case Green). Resta il Bonus Ristrutturazione 50%/36% se l’intervento è una manutenzione straordinaria.
Conto Termico GSE o Ecobonus: quale conviene?
Il Conto Termico conviene per liquidità rapida (pochi mesi vs 10 anni dell’Ecobonus), ma con importi spesso minori. Non sono cumulabili: si sceglie uno dei due per lo stesso apparecchio. Vale solo per rinnovabili e ibridi, non per la sola caldaia a gas.
Posso cumulare il bonus caldaie con altri bonus?
Sì, con massimali distinti e su interventi separati: ad esempio caldaia (Bonus Ristrutturazione) + infissi (Ecobonus) sullo stesso immobile, con fatture separate. Le compatibilità precise vanno verificate con un commercialista.
Quanto durano i lavori per sostituire una caldaia?
Sostituzione caldaia standard: 1 giorno lavorativo (smontaggio vecchia + installazione nuova + collaudo). Sistema ibrido o pompa di calore: 2-4 giorni (richiede unità esterna).
Fonti ufficiali
- GSE: Conto Termico per pompe di calore, biomassa e ibridi.
- ENEA: Ecobonus per sistemi ibridi e pompe di calore, comunicazione 90 giorni.
- Agenzia delle Entrate: guida Bonus Ristrutturazione 50% / 36%.
Approfondimenti bonus
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