Condizionatore senza unità esterna: come funziona, consumi, installazione e condominio
Condizionatore senza unità esterna: come funziona, in 30 secondi
Risposta in 30 secondi: un condizionatore senza unità esterna è un monoblocco: compressore, scambiatori e ventilatori stanno tutti nella stessa macchina, appesa alla parete interna di un muro che dà sull’esterno. Per scambiare calore con l’aria di fuori usa 2 fori passanti nel muro, chiusi da due griglie: da uno aspira, dall’altro espelle. Funziona, ma a parità di freddo prodotto di solito assorbe più elettricità di uno split e fa più rumore nella stanza, perché il compressore è dentro. Ha senso guardarlo quando l’unità esterna non si può mettere: il condominio non la vuole, la facciata è vincolata, non c’è un balcone. Le regole del condominio però valgono anche per i fori.
Qui sotto: come lavora la macchina e dove sta il suo limite, come stimare i consumi leggendo l’etichetta (con il prezzo dell’elettricità di ottobre 2026), cosa comporta l’installazione, cosa dice il codice civile per chi vive in condominio e cosa cambia in una zona vincolata. Per i costi e il dimensionamento dei classici split c’è la guida all’installazione del climatizzatore.
Come funziona un condizionatore senza unità esterna
Ogni condizionatore sposta calore: lo prende dall’aria della stanza e lo butta fuori. In uno split il lavoro è diviso fra due macchine collegate da tubi di rame: dentro c’è lo scambiatore che raffredda, fuori il compressore e lo scambiatore che smaltisce il calore. Nel monoblocco tutto questo sta in un unico mobile, e il circuito del gas refrigerante viene chiuso in fabbrica: in casa non si collegano tubazioni frigorifere.
Per smaltire il calore la macchina ha comunque bisogno dell’aria esterna. La prende e la restituisce attraverso i due fori nel muro: un ventilatore aspira aria da fuori, la fa passare sullo scambiatore caldo e la rimanda fuori dall’altro foro. In inverno, sui modelli a pompa di calore, il ciclo si inverte e la macchina scalda la stanza prendendo calore dall’aria esterna.
| Cosa cambia | Split con unità esterna | Senza unità esterna (monoblocco) |
|---|---|---|
| Dove sta il compressore | Fuori, nell’unità esterna | Dentro, nella macchina a parete |
| Cosa si vede da fuori | Una macchina su staffa o a terra | 2 fori con le griglie |
| Tubi frigoriferi da posare | Sì, fra le due unità | No, circuito chiuso in fabbrica |
| Dove va montato | Unità interna dove serve, linee fino all’esterna | Solo su un muro perimetrale che dà all’esterno |
| Rumore nella stanza | Più basso: il compressore è fuori | Più alto: il compressore è nella stanza |
| Cosa confrontare in scheda | Potenza, EER e SEER, rumore | Potenza, EER, rumore, diametro dei fori |
Funziona davvero? Dove sta il limite
Funziona, con tre limiti che vengono dalla sua forma. Il primo è l’efficienza: lo scambio con l’esterno passa da due fori e da scambiatori che devono stare in un mobile da parete, quindi a parità di freddo la macchina tende ad assorbire più elettricità. Il secondo è il rumore: il compressore lavora nella stanza, e nella scheda tecnica vanno letti i decibel dell’unità interna, non solo quelli «in modalità notte». Il terzo è la potenza: la gamma di potenze disponibili è più stretta di quella degli split, quindi per un soggiorno grande o un open space va controllato che la potenza frigorifera dichiarata basti. Come si ragiona sulla potenza della stanza è spiegato nella guida all’installazione, alla sezione sui BTU.
Non è un portatile. Il condizionatore portatile, quello con il tubo che esce dalla finestra, è un’altra macchina, con un altro modo di scambiare l’aria. Il monoblocco senza unità esterna è fisso: si monta a parete e i fori restano.
Quanto consuma un condizionatore senza unità esterna
Il consumo si stima con due numeri dell’etichetta o della scheda tecnica e uno della bolletta:
- la potenza frigorifera nominale, in kW: quanto freddo produce;
- l’EER, cioè quanti kW di freddo produce per ogni kW di elettricità assorbita in condizioni di prova: più è alto, meno consuma;
- il prezzo dell’elettricità che paghi, in euro per kWh, tasse comprese.
La potenza assorbita è la potenza frigorifera divisa per l’EER. Moltiplicata per le ore di uso dà i kWh, e i kWh per il prezzo danno la spesa. Per il prezzo usiamo il riferimento dell’autorità dell’energia: dal 1° ottobre 2026 il «cliente tipo» vulnerabile in Maggior Tutela paga 43,43 centesimi per kWh, tasse incluse (fonte: ARERA, comunicato del 29 settembre 2026). Chi ha un contratto sul mercato libero trova il suo prezzo in bolletta.
Caso di esempio: monoblocco e split a confronto
Caso di esempio, costruito da noi: due macchine con la stessa potenza frigorifera, 2,3 kW, una camera usata 4 ore al giorno per 60 giorni d’estate, cioè 240 ore. Gli EER sono scelti per l’esempio, non vengono dalla scheda di un prodotto: quelli veri si leggono in etichetta.
| Ipotesi dell’esempio | Monoblocco | Split |
|---|---|---|
| Potenza frigorifera | 2,3 kW | 2,3 kW |
| EER (scelto per l’esempio) | 2,6 | 3,4 |
| Potenza assorbita (2,3 ÷ EER) | 0,88 kW | 0,68 kW |
| Consumo in 240 ore | 212 kWh | 162 kWh |
| Spesa a 43,43 cent/kWh (ARERA, IV trim. 2026) | circa 92 € | circa 70 € |
Nell’esempio la differenza è di una ventina di euro a stagione per una stanza. È una stima indicativa: un apparecchio inverter in una giornata mite assorbe meno del valore nominale, uno che lavora al massimo con 35 gradi fuori assorbe di più, e la stanza esposta a sud chiede più ore. La lettura utile è il metodo: con l’EER di due modelli e le tue ore di uso, il conto lo rifai in un minuto.
Un dettaglio che riguarda anche il contatore: se in casa si accendono insieme forno, lavastoviglie e uno o due condizionatori, i 3 kW di molti contratti domestici possono non bastare. Come si capisce e cosa costa alzarli è nella pagina sull’aumento di potenza del contatore.
Il condizionatore fa parte di una ristrutturazione più ampia?
Installazione: i 2 fori, il muro, la presa
L’installazione si fa quasi tutta dall’interno, ed è il motivo per cui il monoblocco piace dove non si può lavorare in facciata. I passaggi tipici:
- Scelta del muro. Serve una parete perimetrale, cioè con l’esterno dall’altra parte. Il produttore indica nella scheda di installazione lo spessore massimo del muro, la distanza minima da soffitto, pavimento e pareti laterali e se la macchina va montata in alto o in basso.
- Verifica di cosa c’è nel muro. Prima di forare si controlla che nel punto scelto non passino tubi, cavi o elementi strutturali: in un muro portante il tecnico valuta se e dove forare.
- Due carotaggi. I fori si fanno con una carotatrice, con il diametro e l’interasse indicati dal produttore. Dentro si infilano i manicotti, fuori si montano le griglie.
- Fissaggio della macchina sulla dima o sulla staffa a parete.
- Condensa. Molti modelli smaltiscono l’acqua di condensa all’esterno insieme all’aria espulsa; altri prevedono uno scarico da collegare. Lo dice la scheda: se l’acqua finisce sul muro o sul balcone di sotto, è un problema di installazione. Cosa fare se il condizionatore gocciola è spiegato nella pagina sul condizionatore che perde acqua.
- Alimentazione elettrica. Una presa adatta alla potenza della macchina, o una linea dedicata se il produttore la chiede.
Quanto costa il lavoro: le voci
Il prezzo dell’apparecchio lo trovi nei negozi; qui guardiamo il lavoro. Un prezzario pubblico non ha una voce «monoblocco», ma ha quelle che lo compongono. Nel Prezzario della Regione Piemonte, ed. 2025, il nolo dell’attrezzatura per carotaggi da 100 a 200 mm di diametro, operatori compresi, vale 79,19 € l’ora (voce 01.P24.E75.005). Per confronto, nello stesso prezzario la sola posa di uno split fino a 12.000 BTU vale 293,70 € (voce 05.P73.A42.005). Sono prezzi pensati per le opere pubbliche e comprendono spese generali e utile d’impresa: servono come ordine di grandezza, non come preventivo.
Rispetto a uno split mancano le voci che di solito fanno crescere il conto: le linee frigorifere, la canalina in facciata, la staffa esterna, il lavoro in quota. Restano i due fori, il fissaggio, l’eventuale linea elettrica e i ripristini. Il preventivo vero lo fa l’installatore dopo aver visto il muro.
Il documento da chiedere
Il DM 37/2008 comprende fra gli impianti che regola anche quelli di climatizzazione (art. 1). Per l’installazione di apparecchi per usi domestici esclude il progetto, ma resta il rilascio della dichiarazione di conformità (art. 10, comma 2). Si può chiedere che sia scritta nel preventivo, insieme al modello esatto. Se la macchina entra in una pratica di detrazione, gli adempimenti verso l’ENEA sono spiegati nella pagina sulla pratica ENEA per il condizionatore.
Il gas refrigerante: chi può intervenire (regole F-gas)
Dentro la macchina c’è un gas refrigerante: se è un gas fluorurato a effetto serra, e lo dice l’etichetta, valgono le regole F-gas. Le regole europee sono nel regolamento (UE) 2024/573, che ha abrogato il regolamento 517/2014; in Italia la parte operativa (certificati, registro, banca dati) è nel DPR 16 novembre 2018, n. 146, scritto sul regolamento precedente: i riferimenti al regolamento abrogato si leggono come fatti a quello nuovo (art. 37 del regolamento 2024/573). Per chi ha un condizionatore in casa contano cinque punti, letti sui testi vigenti al 24/10/2026.
- Montaggio e lavoro sul gas sono due cose diverse. Il regolamento chiama «installazione» l’assemblaggio sul posto di parti che contengono il gas, collegando i condotti per completare un circuito (art. 3, punto 17): è il caso dello split, dove le linee frigorifere si collegano in casa. Nel monoblocco il circuito è chiuso in fabbrica. Aprire il circuito, aggiungere o recuperare gas, riparare una perdita sono invece «manutenzione o assistenza», «riparazione» o «recupero» (art. 3).
- Sul circuito lavora solo personale certificato. Installazione, manutenzione, riparazione e smantellamento dei condizionatori fissi spettano a persone fisiche certificate e, quando li fa un’impresa, a imprese certificate (art. 4, par. 7, e art. 10). In Italia il certificato della persona vale 10 anni (DPR 146/2018, art. 7) e quello dell’impresa 5 anni (art. 8).
- Il certificato si può verificare. Persone e imprese certificate sono iscritte nel registro telematico nazionale tenuto dalle Camere di commercio, pensato per rendere le informazioni accessibili a tutti gli interessati (DPR 146/2018, art. 15). Chiedere all’installatore il numero di certificato è normale.
- Gli interventi finiscono in una banca dati. L’impresa o la persona certificata comunica alla banca dati delle Camere di commercio installazione, controlli, manutenzioni, riparazioni e smantellamento entro 30 giorni dall’intervento; chi ha l’apparecchio può controllare i dati della propria macchina in un’area riservata e scaricarne un attestato (DPR 146/2018, art. 16).
- Il controllo periodico delle perdite dipende dalla quantità di gas. Scatta per gli apparecchi con almeno 5 tonnellate di CO2 equivalente (art. 5): i kg di gas indicati in etichetta moltiplicati per il suo GWP, diviso mille. Con un gas di GWP 675, come l’HFC-32 (allegato I), servono circa 7,4 kg di carica. Gli apparecchi ermeticamente sigillati installati in edifici residenziali ne sono esclusi sotto i 3 kg, se etichettati come tali. La carica del tuo modello si legge in etichetta.
Per gli split, che non sono sigillati, la vendita all’utilizzatore finale è legata alla prova che l’installazione la farà un’impresa certificata (regolamento 2024/573, art. 11, par. 7; DPR 146/2018, art. 16, comma 3). Infine i divieti di vendita: per i condizionatori monoblocco e le altre apparecchiature autonome fino a 12 kW, dal 1° gennaio 2027 non si possono più immettere sul mercato modelli con gas fluorurati di GWP pari o superiore a 150, e dal 1° gennaio 2032 con qualsiasi gas fluorurato, salvo esigenze di sicurezza (allegato IV, punto 8). I divieti riguardano gli apparecchi nuovi messi in vendita: per riparare quelli esistenti il regolamento ammette ancora i ricambi, a condizioni precise (art. 11, par. 1). Se l’acquisto è vicino a quelle date, il gas del modello va letto in scheda e chiesto al venditore.
Serve un permesso? Edilizia libera e zone vincolate
Il glossario dell’edilizia libera (DM 2 marzo 2018) elenca fra le opere che non chiedono titoli edilizi l’installazione e l’adeguamento dell’impianto di climatizzazione (voce 22) e l’installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW (voce 26, art. 6, comma 1, lettera a-bis del DPR 380/2001). Il glossario è un elenco non esaustivo, e il regolamento edilizio del Comune può fissare regole sulle facciate, per esempio su griglie e aperture visibili dalla strada: dipende dal Comune.
Nelle zone con vincolo paesaggistico il DPR 31/2017 esonera dall’autorizzazione i condizionatori con unità esterna montati su prospetti secondari o non visibili dallo spazio pubblico (allegato A, voce A.5) e chiede la procedura semplificata quando sono visibili dalla strada (allegato B, voce B.7). Il decreto parla di impianti «dotati di unità esterna»: come si leggono queste voci per le griglie di un monoblocco lo valuta il Comune o un tecnico. Il quadro generale è nella pagina sul vincolo paesaggistico.
Condizionatore senza unità esterna in condominio
È la domanda per cui molti arrivano al monoblocco: «il condominio non vuole le macchine in facciata». Il monoblocco toglie la macchina, ma i fori restano, e le regole del codice civile valgono anche per loro.
- La facciata e i muri maestri sono parti comuni: li elenca l’art. 1117 del codice civile, salvo che il titolo dica diversamente.
- Nella tua unità puoi fare lavori, con un limite: l’art. 1122 vieta le opere che danneggiano le parti comuni o pregiudicano stabilità, sicurezza o decoro architettonico dell’edificio.
- Va avvisato l’amministratore prima: sempre l’art. 1122 chiede di darne «preventiva notizia all’amministratore», che ne riferisce all’assemblea.
- Il regolamento di condominio può contenere norme sul decoro dell’edificio (art. 1138): colore e posizione delle griglie, distanza dai serramenti, allineamento con le altre aperture.
In pratica, prima di comprare, di solito si legge il regolamento e si manda all’amministratore una comunicazione scritta con il punto dei fori, il diametro e il colore delle griglie. Se il condominio contesta, la discussione riguarda il decoro della facciata e i danni al muro comune, ed è materia da amministratore e, nei casi difficili, da avvocato. Come funzionano le maggioranze quando un lavoro va in assemblea è spiegato nella pagina sulle maggioranze in condominio.
Quando ha senso, e quando no
Il monoblocco senza unità esterna è una risposta a un vincolo, più che una scelta di efficienza. Ha senso da guardare quando:
- l’unità esterna non si può mettere, per regolamento, per vincolo o perché non c’è un balcone o un cortile;
- serve climatizzare una o due stanze che hanno un muro sull’esterno;
- si vuole evitare il lavoro in quota e le linee in facciata.
È meno adatto quando la stanza è grande o molto esposta, quando si dorme a pochi metri dalla macchina e il rumore pesa, o quando si vuole climatizzare tutta la casa: lì il confronto va fatto con un impianto dimensionato, e con un tecnico.
Domande frequenti
Il condizionatore senza unità esterna funziona davvero?
Sì: raffredda e, nei modelli a pompa di calore, scalda. A parità di freddo prodotto tende ad assorbire più elettricità di uno split e fa più rumore nella stanza, perché il compressore è dentro. La potenza va controllata sulla scheda rispetto alla stanza.
Quanto consuma un condizionatore senza unità esterna?
Dipende da potenza, EER e ore di uso. Nel nostro caso di esempio, 2,3 kW con EER 2,6 per 240 ore fanno circa 212 kWh, cioè circa 92 € al prezzo ARERA di ottobre 2026 (43,43 cent/kWh); uno split con EER 3,4 ne spenderebbe circa 70. È una stima indicativa.
Quanto sono grandi i fori nel muro?
Il diametro e la distanza fra i due fori li indica il produttore nella scheda di installazione, e cambiano da modello a modello. Vanno letti prima di scegliere la parete, insieme allo spessore massimo del muro.
In condominio serve il permesso dell’assemblea?
Il codice civile chiede di avvisare prima l’amministratore (art. 1122) e vieta i lavori che danneggiano le parti comuni o il decoro dell’edificio. Il regolamento di condominio può avere regole proprie su griglie e facciata: va letto prima di comprare.
Si può mettere in un edificio vincolato?
Dipende dal vincolo e da dove stanno le griglie. Il DPR 31/2017 distingue fra impianti non visibili dallo spazio pubblico e impianti visibili; per un monoblocco la lettura va chiesta al Comune o a un tecnico prima dei lavori.
Chi può fare manutenzione al gas del condizionatore?
Gli interventi che toccano il circuito del refrigerante (aprirlo, ricaricare gas, riparare una perdita, recuperare il gas) li fa solo personale con certificato F-gas (regolamento UE 2024/573, art. 10). Il certificato si può verificare nel registro telematico nazionale delle Camere di commercio (DPR 146/2018, art. 15).
Che differenza c’è con un condizionatore portatile?
Il portatile si sposta e scarica l’aria calda con un tubo dalla finestra. Il monoblocco senza unità esterna si monta fisso a parete e scambia l’aria con l’esterno attraverso due fori nel muro.
Fonti
- ARERA, comunicato stampa del 29 settembre 2026 sull’aggiornamento della Maggior Tutela per il IV trimestre 2026 (prezzo di riferimento 43,43 centesimi di euro per kWh, tasse incluse, cliente tipo vulnerabile).
- Codice civile, artt. 1117, 1122 e 1138, testo vigente consultato il 3 ottobre 2026.
- DM 2 marzo 2018, glossario delle opere di edilizia libera, voci 22 e 26 (Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 2018); DPR 380/2001, art. 6.
- DPR 31/2017, allegato A, voce A.5, e allegato B, voce B.7.
- DM 22 gennaio 2008, n. 37, artt. 1, 7 e 10.
- Prezzario Regione Piemonte, ed. 2025, voci 01.P24.E75.005 (sezione 01, opere edili) e 05.P73.A42.005 (sezione 05, impianti termici).
- Regolamento (UE) 2024/573 sui gas fluorurati a effetto serra (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 20 febbraio 2024), artt. 3, 4, 5, 10, 11, 37 e allegati I e IV, testo letto il 24/10/2026.
- DPR 16 novembre 2018, n. 146, artt. 7, 8, 15 e 16, testo vigente consultato il 24/10/2026.
Aggiornamento del 24/10/2026: aggiunta la sezione sul gas refrigerante (regole F-gas) e la relativa domanda frequente.
Avvertenza: le informazioni contenute hanno scopo informativo e si basano sulla normativa vigente alla data di pubblicazione. Non costituiscono consulenza professionale, fiscale, legale, finanziaria o tecnica. Per decisioni che impattano la situazione patrimoniale, fiscale o edilizia consultare sempre un professionista abilitato (architetto, geometra, ingegnere, commercialista, consulente finanziario, notaio).



