Sezione di un condominio con la linea dal contatore al box auto e la wallbox a parete: da 986 euro di listino

Wallbox in condominio: costo dell’installazione nel box e cosa serve nel 2026

Wallbox in condominio: quanto costa, in 30 secondi

Risposta in 30 secondi: per una wallbox in condominio, nel box o nel posto auto assegnato, il listino regionale di riferimento parte da 986 € per una stazione monofase da 3,7 kW senza cavo e arriva a 1.091,78 € per quella da 7,4 kW con cavo (Prezzario Regione Piemonte, ed. 2026, sola fornitura, IVA esclusa). A questo si aggiungono la linea dal tuo contatore al box, che si paga a metro, la posa, le protezioni e la dichiarazione di conformità. La voce che cambia di più da un condominio all’altro è la distanza fra contatore e box. Sono stime indicative: il prezzo vero lo dà il preventivo di un’impresa abilitata.

Qui sotto: quanto costa ogni pezzo, perché la distanza dal contatore pesa più della wallbox, quale potenza scegliere senza far saltare il contatore, cosa dire all’amministratore e quali documenti servono. Se la potenza del contatore non basta, la procedura è nella guida all’aumento di potenza del contatore.

Quanto costa la wallbox: il listino regionale

Il Prezzario della Regione Piemonte, ed. 2026 (approvato con DGR n. 12-2656 del 9 giugno 2026), elenca le stazioni di ricarica per veicoli elettrici fra i componenti degli impianti elettrici. I prezzi sono di sola fornitura e comprendono spese generali e utile d’impresa: la posa non c’è. Rispetto all’ed. 2025 cambiano i codici; le cifre restano quasi identiche.

Stazione Listino Codice
Wallbox monofase senza cavo, fino a 3,7 kW 986,00 € PR145.S190.000.000
Wallbox monofase con cavo, fino a 7,4 kW 1.091,78 € PR145.S190.000.005
Wallbox trifase senza cavo, fino a 22 kW 1.289,99 € PR145.S190.005.000
Wallbox trifase con cavo, fino a 22 kW 1.325,05 € PR145.S190.005.005
Colonnina monofase con 1 presa, fino a 7,4 kW 3.804,82 € PR145.S190.010.000
Colonnina monofase con 2 prese, fino a 7,4 kW 5.248,01 € PR145.S190.010.005

Sono prezzi di un listino per le opere pubbliche: nei negozi e nei preventivi delle imprese si trovano anche cifre più basse, soprattutto per i modelli base. Servono come riferimento per capire l’ordine di grandezza e per leggere un preventivo, non come prezzo da pagare. Le funzioni che fanno salire il prezzo dentro la stessa potenza sono di solito il cavo integrato, la gestione da app e la regolazione automatica della potenza.

La linea dal contatore al box: la voce che cambia di più

In un condominio la wallbox si collega di solito al contatore del tuo appartamento, che sta nel locale contatori, e da lì una linea dedicata scende fino al box. Per l’esempio usiamo un cavo da esterno 3×6 mm², che costa 5,16 € al metro posato in tubo già predisposto (Prezzario Piemonte, ed. 2026, voce 06.A01.E03.020). La sezione giusta la sceglie l’installatore in base alla potenza e alla lunghezza.

Distanza contatore-box Solo cavo 3×6 mm²
15 m 77,40 €
30 m 154,80 €
60 m 309,60 €

Al cavo si aggiungono il tubo o la canalina lungo il percorso, gli eventuali attraversamenti di muri e solai e la protezione nel punto di partenza. Quanto costino dipende da come è fatto l’edificio: in un’autorimessa con canaline già esistenti il percorso costa poco, in un edificio dove bisogna attraversare due piani e un muro portante costa molto di più. Per questo due vicini di box possono ricevere preventivi molto diversi.

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3,7 o 7,4 kW: la potenza e il contatore

Il cliente tipo che ARERA usa per i prezzi di riferimento ha un contratto da 3 kW di potenza impegnata. Una wallbox da 3,7 kW, da sola, li supera già; da 7,4 kW li supera di molto. Le strade, che non si escludono, sono due:

  1. la regolazione automatica della potenza: la wallbox legge quanto stanno consumando la casa e gli elettrodomestici e ricarica solo con quello che avanza, così il contatore non stacca. Le guide tecniche alla norma CEI 64-8 la descrivono proprio per questo uso;
  2. l’aumento di potenza del contatore, che si chiede al venditore di energia. Se la richiesta segue lavori sull’impianto, o porta la casa a 6 kW o più, il DM 37/2008 (art. 8) chiede di consegnare la dichiarazione di conformità dell’impianto.

Per capire i tempi: una wallbox da 3,7 kW ricarica circa 3,7 kWh in un’ora, una da 7,4 kW il doppio. Con il prezzo di riferimento ARERA per il cliente vulnerabile in tutela dal 1° ottobre 2026 (43,43 centesimi per kWh, tasse incluse), 40 kWh di ricarica a casa costano circa 17,37 euro. Il tuo prezzo è quello della tua bolletta.

Cosa dire all’amministratore

Per i punti di ricarica in condominio c’è una regola apposita: l’art. 17-quinquies del DL 22 giugno 2012, n. 83, convertito dalla L. 7 agosto 2012, n. 134 (testo vigente letto il 24/10/2026). Per chi vuole la wallbox dice tre cose.

  1. Le opere edilizie per installare infrastrutture di ricarica negli edifici in condominio sono approvate dall’assemblea, in prima o in seconda convocazione, con le maggioranze dell’art. 1136 del codice civile, commi primo, secondo e terzo (comma 2). In seconda convocazione, per esempio, basta il voto della maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno un terzo del valore dell’edificio. La legge fa salvo quanto prevede l’art. 1102 del codice civile.
  2. Se il condominio rifiuta, o non decide entro 3 mesi dalla richiesta fatta per iscritto, il condomino interessato può installare la ricarica a proprie spese, con le stesse modalità (comma 3).
  3. Restano fermi gli artt. 1120, secondo comma, e 1121, terzo comma, del codice civile (comma 3). L’art. 1121, terzo comma, prevede che chi non ha partecipato possa in qualunque tempo partecipare ai vantaggi dell’innovazione, contribuendo alle spese di esecuzione e di manutenzione.

Poi c’è la regola generale sui lavori nella parte di tua proprietà o in uso esclusivo (art. 1122 del codice civile): niente opere che danneggino le parti comuni o ne compromettano stabilità, sicurezza e decoro, e in ogni caso preventiva notizia all’amministratore, che riferisce all’assemblea. Il box o il posto auto sono di solito tuoi o in uso esclusivo, ma la linea dal contatore passa quasi sempre per parti comuni: locale contatori, scale, pareti dell’autorimessa.

Nella pratica, quindi, all’amministratore arriva una richiesta scritta con il percorso della linea, il tipo di fissaggio, il nome dell’impresa e la richiesta di portare il punto in assemblea: la forma scritta è anche quella da cui la legge fa partire i 3 mesi. Se invece si vuole una colonnina condominiale a servizio di più persone, è un impianto sulle parti comuni, e anche qui decide l’assemblea; come funzionano i quorum è spiegato nella guida alle maggioranze in condominio. Se nel tuo caso basti la comunicazione o serva la delibera, e cosa dice il regolamento condominiale, lo verificano l’amministratore o un avvocato.

Autorimesse grandi e regole antincendio

Le regole antincendio sui punti di ricarica stanno nella circolare dei Vigili del Fuoco n. 2 del 5 novembre 2018, con le linee guida per l’installazione (testo coordinato nella versione del 2 settembre 2022). Le infrastrutture di ricarica, da sole, non sono attività soggette ai controlli di prevenzione incendi; ma se la wallbox va in un’attività soggetta, come un’autorimessa condominiale con il certificato di prevenzione incendi, l’installazione è una modifica di quell’attività:

  • se l’impianto segue le linee guida, è una modifica non rilevante ai fini antincendio: il responsabile dell’attività acquisisce subito la documentazione che ne dimostra la conformità e la modifica si documenta ai Vigili del Fuoco al rinnovo periodico;
  • se non le segue, è una modifica rilevante, con la procedura dell’art. 4, comma 6, del DPR 151/2011.

Fra le misure delle linee guida: un comando di sgancio di emergenza in posizione segnalata e raggiungibile dai soccorritori; la ricarica in modo 3 o modo 4, cioè con una stazione dedicata e non con una presa domestica; un estintore adatto agli impianti elettrici in tensione ogni 5 punti di connessione o frazione; il cartello «stazione di ricarica per veicoli elettrici»; la dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico secondo il DM 37/2008. Se il tuo box è in un’autorimessa con il certificato di prevenzione incendi, è un punto da chiarire con l’amministratore e con un tecnico prima del preventivo.

Permessi e documenti

  • Nessuna pratica edilizia: installazione, sostituzione e messa a norma di un punto di ricarica per veicoli elettrici sono nell’elenco dell’edilizia libera (glossario del DM 2 marzo 2018, voce 25).
  • Impresa abilitata e dichiarazione di conformità a fine lavori (DM 37/2008, artt. 7 e 8). Se la dichiarazione dell’impianto esistente manca, il caso è nella guida alla dichiarazione di conformità.
  • Progetto di un professionista nei casi dell’art. 5 del DM 37/2008: per esempio se la linea parte da un’utenza condominiale, o se la casa supera i 6 kW di potenza impegnata.
  • Protezioni dedicate: per la ricarica in modo 3 la norma tecnica chiede un differenziale di tipo B, oppure di tipo A abbinato a un dispositivo che rileva le correnti continue (spesso integrato nella wallbox). È una riga che deve comparire nel preventivo.

Detrazioni: cosa resta nel 2026

La detrazione dedicata alle infrastrutture di ricarica (art. 16-ter del DL 63/2013: 50% su massimo 3.000 euro) valeva per le spese dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021 e oggi non si applica. Al 24/10/2026 non abbiamo in biblioteca un incentivo statale per le wallbox domestiche con requisiti e scadenze verificati. Se l’installazione rientra in lavori più ampi sull’abitazione, se e come la spesa sia detraibile va chiesto a un commercialista.

Domande frequenti

Quanto costa installare una wallbox nel box del condominio?
La sola wallbox parte da 986 euro di listino regionale (3,7 kW, ed. 2026); poi ci sono la linea dal contatore (il cavo da solo costa circa 5 euro al metro), la posa, le protezioni e la dichiarazione di conformità. Il totale dipende soprattutto dalla distanza e dal percorso fra contatore e box.

Serve il permesso dell’assemblea per la wallbox nel mio box?
La legge sui punti di ricarica in condominio (art. 17-quinquies del DL 83/2012) affida all’assemblea le opere edilizie per installarli, con le maggioranze dell’art. 1136 del codice civile, e fa salvo l’art. 1102. In ogni caso i lavori si comunicano prima all’amministratore (art. 1122). Se per il tuo box basti la comunicazione o serva la delibera lo verificano l’amministratore o un avvocato.

E se l’assemblea dice di no alla wallbox?
Se il condominio rifiuta, o non delibera entro 3 mesi dalla richiesta scritta, il condomino interessato può installare la ricarica a proprie spese (art. 17-quinquies, comma 3). La stessa norma richiama l’art. 1121, terzo comma, del codice civile: chi non ha partecipato può aderire in seguito, contribuendo alle spese di esecuzione e di manutenzione.

Con un contatore da 3 kW posso installare una wallbox?
Sì, con una wallbox che regola la potenza in automatico, oppure aumentando la potenza del contatore. Con la regolazione la ricarica si adatta ai consumi della casa e il contatore non stacca, ma i tempi si allungano.

La wallbox va collegata al contatore condominiale?
Di solito no: si collega al contatore del proprio appartamento, così il consumo è in bolletta. Il collegamento a un’utenza condominiale richiede regole di ripartizione dei consumi e, secondo il DM 37/2008, il progetto di un professionista.

Esiste ancora la detrazione per le colonnine di ricarica?
La detrazione specifica del 50% (art. 16-ter del DL 63/2013) copriva le spese fino al 31 dicembre 2021. Per altre agevolazioni sul tuo caso la risposta la dà un commercialista.

Fonti

  • Regione Piemonte, Prezzario opere pubbliche ed. 2026 (DGR n. 12-2656 del 9/6/2026, elenco prezzi nel file ufficiale aggiornato al 9/10/2026): voci PR145.S190.000, PR145.S190.005, PR145.S190.010 e 06.A01.E03.020. Letti il 24/10/2026.
  • DL 22 giugno 2012, n. 83, art. 17-quinquies, convertito dalla L. 7 agosto 2012, n. 134 (testo vigente consultato il 24/10/2026).
  • Ministero dell’Interno, Dipartimento dei Vigili del Fuoco, circolare n. 2 del 5 novembre 2018 (prot. 15000), linee guida per l’installazione di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici, testo coordinato nella versione del 2 settembre 2022.
  • Codice civile, artt. 1120, 1121, 1122 e 1136 (testo vigente consultato il 03/10/2026).
  • DM 22 gennaio 2008, n. 37, artt. 5, 7 e 8.
  • DM 2 marzo 2018, glossario delle opere di edilizia libera (Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 2018), voce 25.
  • DL 4 giugno 2013, n. 63, art. 16-ter (testo vigente al 5 giugno 2026).
  • Guida alla Norma CEI 64-8 per impianti residenziali, aggiornamento 2022, per regolazione della potenza e protezioni (fonte secondaria: la norma CEI è a pagamento).
  • ARERA, comunicato sull’aggiornamento del IV trimestre 2026 per i clienti vulnerabili (43,43 c€/kWh tasse incluse).

Avvertenza: la pagina riporta stime indicative costruite su prezzi di riferimento pubblici e informazioni sulle regole vigenti al 24/10/2026, non un preventivo. Le informazioni hanno scopo informativo e non costituiscono consulenza professionale, tecnica, legale o fiscale. Per il dimensionamento dell’impianto rivolgiti a un’impresa abilitata e a un tecnico; per i rapporti con il condominio all’amministratore o a un avvocato; per le detrazioni a un commercialista.

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